Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
Ganassi (Pd): bosco di Ospizio, perchè la riqualificazione deve partire al più presto
Sul dibattito sollevato in merito alla costruzione o meno del centro commerciale Conad nell’area oggi nota come “Bosco Ospizio” interviene Nando Ganassi, consigliere comunale di Reggio Emilia del Partito democratico, affermando che “l’auspicio non può essere che quello di una risoluzione pacifica della vertenza e della possibilità di accesso all’area da parte della proprietà, senza ostacoli illegittimi, per avviare il prima possibile le operazioni di demolizione dell’esistente in modo da fruire, a beneficio del quartiere e dei residenti, dell’ultimo periodo della stagione feriale estiva. Sono alcune riflessioni che sento di portare come rappresentante della maggioranza consiliare, ma anche quale cittadino residente da sempre in zona, in piena coerenza con il lungo iter di un progetto che continua ad avere valore per il territorio e a differenza di consiglieri di lungo corso che prima votano le delibere di variazione operativa degli strumenti urbanistici e poi vanno a fare le barricate contro l’attuazione delle decisioni assunte con il concorso del proprio voto”.
Ganassi nel suo intervento si riferisce “all’area dell’ex ricovero” e non al “bosco Ospizio” “per evitare – scrive – problemi valutativi e strumentalizzazioni. Non è tanto la scelta di quanti parlano di “bosco”, quanto la rappresentazione fantasiosa e alterata che ne viene data a destare più di una perplessità. Si sorvola sulla proprietà dell’area, sul fatto che la stessa sia recintata anche per questioni di pubblica sicurezza, in considerazione delle fondamenta dei precedenti edifici che continuano a insistere sull’area che necessita di bonifica, mentre si procede solo con la pubblicazione di foto parziali o riferibili ad altri luoghi. Ci sono poi le fake news delle quali si è ormai perso il conto, solo per citarne alcune: dalla realizzazione del solo punto vendita, alla cessione onerosa degli spazi pubblici, alla mancanza di consapevolezza da parte di Asl sul presidio sanitario. Tutte prontamente smentite, da ultimo anche con l’intervento dell’Azienda sanitaria, ma che sono rilanciate in un continuo gioco allo sfinimento dell’opinione pubblica”.
Per il consigliere Pd gli appelli e le petizioni, che giungono anche da fuori regione, sarebbero “tutte di principio e sottoscritte da soggetti che, con tutta probabilità, conoscono solo in modo parziale e per sentito dire la vicenda amministrativa”.
Alla luce di queste considerazioni, secondo Ganassi “intavolare una discussione, anche da parte del soggetto attuatore, con chi (fuori tempo massimo) ha sempre e solo chiesto l’annullamento totale del Pru e il conseguente abbandono dell’area, dovrebbe far riflettere non solo sulla fattibilità dell’operazione, quanto sulla presenza di una reale disponibilità al confronto in tutte le parti in causa”.
Tuttavia, afferma, che la “mobilitazione e il presidio che hanno interessato l’area in questi giorni, le tante presenze da fuori città o fuori provincia, resteranno una testimonianza importante per i tempi a venire e continueranno a interrogarci su come programmare gli interventi futuri, consapevoli però delle misure importanti già adottate in direzione di uno sviluppo sostenibile, a partire dal Pug e dalla gestione delle prime manifestazioni d’interesse a piano vigente”.
Ganassi, riscostruendo la vicenda del Pru di Ospizio, parla di loop temporale “dove tutte le discussioni e i confronti pregressi paiono annullarsi giorno per giorno, tanto da ritrovarsi sempre punto e a capo, quasi fosse l’ultima novità nel panorama amministrativo reggiano. Il rilascio dei permessi di costruire, la negazione di una loro sospensiva dal Tar e l’arrivo legittimo dei mezzi per l’avvio del cantiere hanno contribuito sicuramente a questa nuova vampata mediatica sulla riqualificazione dell’area dell’ex ricovero, ma il pregresso non può essere ignorato”.
“Nell’arco di più di quindici anni su quell’area – prosegue il consigliere Pd – che non ha mai visto mutare la destinazione urbanistica, si avvicendano i proprietari e due diversi progetti di riqualificazione, l’ultimo dei quali – con una significativa diminuzione delle volumetrie disponibili – termina il proprio iter amministrativo con la delibera di approvazione dell’ultima variante nel maggio del 2024. Nel mentre, era in corso da oltre un anno il percorso di co-progettazione dei servizi della nuova Casa della Comunità di Reggio Est che ha coinvolto AUSL, servizi comunali, enti del terzo settore e la Consulta territoriale dell’Ambito E.
“Proprio nell’estate del 2024, a poche settimane dall’approvazione dell’ultima delibera, scoppia la polemica che si trascina immutata fino ad oggi. Non si può omettere che nei mesi successivi queste rivendicazioni abbiano trovato uno sbocco anche a livello istituzionale, con la convocazione di un Consiglio comunale “aperto” dove fu chiarito senza margini dubitativi quello che sarebbe stato il proseguimento del Pru; la discussione di una mozione popolare; vari momenti d’incontro presso gli uffici degli assessori competenti o assemblee pubbliche convocate dagli attivisti, come quella del gennaio 2025 al Catomes Tôt con la presenza del vicesindaco De Franco”.
A fare chiarezza in questi giorni sarebbe stato, per Ganassi, il sindaco Massari affermando: “come esiste un tempo dell’ascolto deve esistere anche un tempo della responsabilità” e alle parole del primo cittadino l’esponente Pd aggiunge che “ascoltare non vuol dire assecondare e alla fase del confronto segue la necessità di deliberare. Le decisioni in una democrazia rappresentativa spettano agli organi competenti e legittimati a rappresentare tutta la comunità che li ha designati.” Con tutti gli oneri e tutte le responsabilità che ne derivano – scrive Ganassi – “pensare di rimettere costantemente in discussione atti e procedure che hanno fatto il loro corso, o addirittura delegare momenti decisionali a riunioni spontanee, settoriali e informali di attivisti, per quanto animate dalle migliori intenzioni ma scevre di qualsiasi legittimazione istituzionale e di conseguenza da qualsivoglia responsabilità amministrativa, non rappresenterebbe una manifestazione di democrazia, ma il cortocircuito patologico di istituzioni che non funzionano”.
E qui sta “il loop temporale – afferma il consigliere comunale Pd – in cui sembra incastrarci il dibattito sul Pru” che “non può annullare la consapevolezza sulla situazione attuale e sul passato dell’area dell’ex ricovero. Essendo praticamente nato e cresciuto a Ospizio, ho il ricordo vivido delle vecchie strutture. La biblioteca Ospizio, dove sin da piccolo mi recavo accompagnato dai miei genitori e dove si andava ai tempi delle elementari per fare le ricerche con i compagni di classe; la sede della Circoscrizione 6 e il progetto del CCR; l’ufficio decentrato dell’anagrafe cittadina e il servizio ‘Comune-Informa’ per consentire l’accesso a Internet quando le linee adsl domestiche erano ancora poco diffuse; la vecchia casa di riposo, dove con la mia classe della scuola G. Marconi partecipammo a un progetto di animazione e incontro con gli ospiti della struttura. Un’area che a lungo ha rappresentato un importante centro di attività sociali e civili per l’area urbana Est della città, mai sostituito dopo la demolizione degli spazi che le ospitavano e del quale si avverte ancora l’utilità”.
Dall’incorno avuto, venerdì 21 agosto, con gli ambientalisti, per Ganassi, sono emersi “ulteriori margini di intervento migliorativi prospettati dal sindaco e dall’assessore Pasini”, il che dimostra “come siano state davvero prese in considerazione tutte le sensibilità emerse durante questa lunga discussione”.