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lunedì 27 Aprile 2026

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SpazioReggio – NOTIZIE E VOCI DA REGGIO EMILIA

La parola d’ordine dalla fine degli anni Settanta è stata decentrare qualsiasi cosa: dalla caserma dei soldati, al tribunale, dalla scuola di polizia, costruendo come contraltare i grandi centri commerciali nelle periferie, anche uno accanto all’altro. Ed è così che oggi il centro di Reggio appare per quello che è: una città museo svuotata, o la rappresentazione tridimensionale di una natura morta. Magari, per il futuro, ci vorrebbe qualcuno che pensasse strategicamente a ri-centrare qualche attività, tanto per porre un freno alla desertificazione del commercio che avanza incontrastata. Quella che i reggiani chiamavano la ‘vasca’, la passeggiata del sabato pomeriggio da via Emilia San Pietro, fino a Santo Stefano, è un lungo cimitero disseminato di vetrine vuote e negozi sfitti.Coalizione Civica aveva contato qualche tempo fa 424 attività commerciali vuote all’interno dell’esagono, e di queste oltre 270 con affaccio sulla via Emilia.Certo avrà inciso anche la globalizzazione e l’e-commerce su…

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Alla Rosta Nuova, storico quartiere a due passi dal centro di Reggio Emilia, è stata cancellata dalla toponomastica via Popolo d’Israele. Vandalizzata la targa che indica la strada.

Lacrime di gioia segnano i volti di chi, in quei giorni di fine aprile 1945, vede finalmente le schiene dei tedeschi e dei fascisti fuggire da Reggio.I reggiani leggono il proclama diffuso dal Comitato provinciale di liberazione nazionale: «Popolo reggiano, i gloriosi Eserciti Alleati liberatori avanzano sulla via Emilia e già si trovano alle porte della città… I Gap e le Sap attaccano i tedeschi in fuga e li fanno prigionieri a centinaia, liberando un paese dopo l’altro. I partigiani avanzano combattendo sulla città, da Scandiano, Quattro Castella e Cavriago, già liberata… W i Volontari della Libertà! W gli Eserciti alleati Liberatori! W Reggio Democratica! W l’Italia libera e indipendente!». Ma ancora il 22 aprile soldati tedeschi affiggono manifesti incitanti i «cittadini all’ordine e alla disciplina…». Dietro di essi, però, sappisti e cittadini strappano i fogli nemici «sotto gli occhi … degli attacchini germanici, alquanto depressi, a dire il vero,…

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di Alessandro Bassi «C’è un buco nero nel sistema calcio italiano che è ben localizzato ormai da tempo, tra ilcampionato Primavera e i tornei professionistici». Avere coraggioIn certe curve della storia occorre avere coraggio. Avere il coraggio di abbandonare rendite di posizione e sparigliare le carte, rimescolare il mazzo e cambiare schemi. Più facile a dirsi che a farsi, soprattutto se chi è chiamato al coraggio da oltre un quarto di secolo si è accoccolato su un’idea di sé che ormai appartiene solo ai libri di storia.Il calcio italiano non è più il centro dell’universo calcistico europeo e mondiale. Non lo è più perché prima affiancato e quindi superato da altre realtà che hanno investito risorse, attuato riforme strutturali e “scommesso” in visioni a medio-lungo termine. In altre parole: hanno avuto coraggio.Dal 2018 (tre edizioni) la Nazionale italiana non si qualifica alla Coppa del mondo, e per quel che concerne…

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E’ con molta tristezza che dobbiamo salutare un amico. In un attimo, venerdì, se n’è andato Piergiorgio Soliani, per tutti solo Pier. La notizia si è subito diffusa e sono piovuti i messaggi sui social. Come quando si spegne la luce e in una frazione di tempo impercettibile arriva il buio, gli amici sono rimasti attoniti, senza parole, per una mancanza inaspettata e ingiusta. Pier è scomparso all’improvviso a pochi giorni dal suo 60esimo compleanno. Per una vita aveva lavorato nella ditta di famiglia, grossisti di vini e liquori, mentre oggi gestiva l’enoteca Il Grappolino, in via Adua. E di vini ne sapeva parecchio, era un vero intenditore. Perché Pier era una persona che sapeva vivere le proprie passioni in modo totale, a volte fino ad arrivare al manicale. Quando era ragazzino, quella per la musica, per i dischi. Ne aveva a migliaia, tanto che gli era stato imposto di…

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Il palazzo dell’ex Banca d’Italia, in piazza Martiri del 7 Luglio (ex piazza Cavour), nel cuore del centro storico di Reggio Emilia è stato costruito tra il 1919 e il 1920. L’edificio è un importante esempio di architettura di pregio del primo Novecento nel cuore della città. La filiale della Banca ha chiuso nel 2015. Così, dopo anni di inattività, il palazzo storico è stato acquistato, nell’agosto 2022, dall’imprenditore friulano Edoardo Onofri (Penta Investments) per essere riqualificato. Negli anni seguenti ha aperto al pubblico solo in particolari occasioni, come quelle organizzate dal Fai. Di questi giorni la notizia, dopo una riunione in Prefettura tra le autorità cittadine, che lo stabile diventerà la nuova casa del comando provinciale dei carabinieri. Resterà da stabilire quale futuro avrà l’attuale caserma Leone Carmana dei militari in corso Cairoli.

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