A Conad un lotto da 22 milioni, ma asta deserta per l’intero guppo Realco
Il tentativo di vendere in blocco Realco è fallito: al Tribunale di Bologna non è arrivata nessua offerta di acquisto in blocco dell’intero complesso aziendale. Conad Centro Nord e Conad Nord Ovest si sono aggiudicati 9 punti vendita e alcuni immobili per 22 milioni di euro.Sono i negozi a marchio Sigma di San Martino in Rio, di via Conti a Montecchio e di Carpineti e dei discount Ecu di via Einstein a Montecchio e di Villa Minozzo. Gli altri punti vendita acquistati da Conad sono due a Modena, uno a Bologna e uno a Marina di Massa. Dei cinque immobili acquisiti due si trovano a Castellarano e gli altri a Castelnovo Monti, San Polo e Medolla (Modena).Si dovrà attendere invece il 10 luglio per l’assegnazione definitiva. Nessun acquirente si è fatto avanti per gli altri 40 negozi di proprietà, per la sede centrale e per i magazzini di via Pertini…
E-commerce, grande distribuzione e affitti fuori mercato: la dura vita del negozio al dettaglio
C’è un rumore che quasi nessuno ascolta più. Non è il rumore delle serrande che si alzano, ma quello delle serrande che non si alzano più. È un rumore secco, definitivo, da città che perde un pezzo alla volta la propria anima commerciale. Una vetrina spenta oggi, un cartello “affittasi” domani, un negozio storico che chiude dopo trent’anni, una bottega che non trova più eredi, un centro storico che di giorno sopravvive e la sera si svuota come una sala dopo l’ultimo spettacolo. Poi arrivano le spiegazioni facili. “È colpa di internet.” “La gente compra online.” “I tempi cambiano.” Tutto vero, ma tutto troppo comodo. Internet ha cambiato il mercato, certo. La grande distribuzione ha schiacciato i margini, certo. Ma non raccontiamoci la favola che il piccolo commercio stia morendo solo perché un cliente ordina un paio di scarpe dal cellulare. Il piccolo commercio sta morendo anche perché le città…
Partite Iva e fisco: il peso delle tasse sul lavoro autonomo
C’è un punto, in questa discussione sulle partite Iva, che spesso viene raccontato male. O meglio: viene raccontato sempre a metà. Da una parte c’è chi dice che gli autonomi pagano troppo. Dall’altra c’è chi risponde subito che gli autonomi evadono. E così, come capita spesso in Italia, invece di guardare il problema in faccia, si finisce nella solita rissa tra categorie. Dipendenti contro partite Iva. Pensionati contro commercianti. Artigiani contro impiegati. Come se il Paese fosse un’arena dove ciascuno deve dimostrare di essere più tartassato dell’altro. Ma la verità è più scomoda, più concreta, più quotidiana: chi lavora onestamente, in qualunque forma lo faccia, oggi sente addosso un peso fiscale e contributivo enorme. Il dato riportato dalla Cgia fa discutere: un lavoratore autonomo versa in media 8.331 euro di Irpef, mentre un dipendente 4.215 euro. Quasi il doppio. Ma un numero, da solo, non basta. Bisogna entrarci dentro. Bisogna…
Sosta, se il parcheggio diventa il bancomat del Comune
C’è una domanda semplice, quasi brutale, davanti alla nuova operazione sulla gestione in house dei parcheggi pubblici: il Comune di Reggio Emilia si riprende davvero il volante per guidare meglio la città o per puntare dritto alla cassa? Perché alla fine, al netto di formule amministrative, delibere, società in house, delle parole ben pettinate e delle conferenze stampa, il nodo resta uno solo: chi paga? E la risposta, come sempre, è facilissima. Pagano i reggiani. Pagano quando lasciano l’auto sulle strisce blu e vanno in centro per un caffè, un acquisto, un appuntamento di lavoro, una visita medica. Pagano quando provano ancora, ostinatamente, a vivere una città che negli ultimi anni ha reso il centro sempre più complicato e sempre meno competitivo rispetto ai centri commerciali, alle periferie organizzate, agli spazi dove il cittadino non viene trattato come un limone da spremere. La gestione della sosta è un tema serio.…
Il lavoro che uccide: “La tecnologia c’è, ma costa e non è un obbligo di legge”
Il lavoro uccide ancora. Ieri un operaio di 47 anni, Simone Dallai, è morto sul lavoro in un’azienda del Reggiano schiacciato da un muletto e con modalità simili altri due operai in Toscana e Sicilia.Sulla questione della sicurezza sul lavoro abbiamo rivolto alcune domande ad Alex Scardina, 40 anni, coordinatore della Uil di Reggio Emilia. Scardina, com’è possibile, ci si chiede, pensando anche alla tecnologia che governa molta parte del mondo lavoro? È la domanda più amara e sensata che ci si possa porre oggi. La risposta purtroppo non sta nei limiti della tecnologia, che le soluzioni ingegneristiche le avrebbe già pronte, ma nelle logiche economiche, culturali e organizzative che continuano a governare il mondo del lavoro. Oggi esistono sistemi di sicurezza straordinariamente avanzati. Parliamo di carrelli elevatori dotati di sensori di prossimità laser che frenano automaticamente se rilevano un ostacolo o una persona nel raggio d’azione, sistemi di intelligenza…
Sciopero generale di due ore contro il lavoro che uccide
I sindacati Cgil Cisl e Uil hanno proclamato uno sciopero generale di due ore nella giornata di oggi venerdì 29 maggio dopo la morte di Simone Dallai, l’operaio di 47 anni deceduto martedì scorso a Corte Tegge di Cavriago. I sindacati sostengono sia inaccettabile che, dopo il terzo decesso per incidente sul lavoro, ci possa ancora il rischio che ciò si ripeta, se non cambiano le condizioni del lavoro, se formazione e prevenzione restano sulla carta, e se la sicurezza continua ad essere vissuta come un costo. L’impegno per la sicurezza è costante, proseguono i sindacati. Ma servono più ispettori, medici del lavoro, controlli, e anche una cultura della salute che entri nell’organizzazione del lavoro e negli obiettivi delle imprese. Cgil, Cisl e Uil criticano anche il rallentamento dei tavoli con Comune e Provincia.
Quando il lavoro è una condanna a morte, la civiltà ha fallito
C’è una frase che dovrebbe restare scolpita davanti a ogni fabbrica, ogni cantiere, ogni magazzino, ogni azienda: chi esce di casa per guadagnare il pane deve tornare a casa vivo. Tutto il resto viene dopo.La produttività viene dopo.I tempi di consegna vengono dopo.Il profitto viene dopo.Le urgenze aziendali vengono dopo. Perché quando un uomo muore sul lavoro, non muore soltanto un lavoratore. Muore un padre, un figlio, un marito, un fratello, un amico. Muore una parte della dignità collettiva. Muore la promessa fondamentale di una società civile: quella secondo cui il lavoro dovrebbe dare futuro, non funerali. E invece siamo ancora qui. Ancora una volta. Ancora davanti all’ennesima tragedia. Un uomo schiacciato, travolto, caduto, folgorato, stritolato da un meccanismo che avrebbe dovuto essere controllato, prevenuto, fermato prima. Cambiano i luoghi, cambiano i nomi, cambiano i dettagli della cronaca, ma la sostanza resta sempre la stessa: si continua a morire per…
MiglioraRe, in centro storico ci molla pure il comitato commercianti
Nel centro storico di Reggio Emilia, oltre ai negozi che abbassano le serrande, una specie di emorragia continua, ha alzato bandiera bianca anche il Comitato dei commercianti.Parliamo di MiglioraRe, comitato formato da esercenti storici e residenti (tra i quali i portavoce del movimento Andrea Bottazzi e Marco Merola), nato due anni fa nel cuore della città con l’intenzione di contribuire a ridare slancio alle attività e alla vita dell’esagono, gruppo che è stato invece a sua volta inghiottito dell’avanzante desertificazione.Il Comitato, composto da volonterosi commercianti e residenti e animato da buoni propositi, a suo tempo, dopo una manifestazione in piazza del Monte con sit-in e un incontro pubblico all’hotel Posta, aveva presentato alla giunta di Reggio una serie di punti sui quali agire: sicurezza, accessibilità e parcheggi, cura e pulizia della città, recupero degli spazi vuoti e decoro. Le richieste erano state avanzate attraverso alcuni slogan: “Come si è investito…
Il centro che perde i pezzi. Chiude anche il Blanc Cafè di via Farini
Dopo 13 anni di attività chiude un altro pezzo di centro storico di Reggio Emilia. Stavolta la saracinesca si abbassa in via Farini ed è quella del Blan Cafè, un bel bar con distesa a pochi passi dalla Biblioteca Panizzi e dalla chiesa di San Giorgio. La musica che suona è sempre la stessa, Marzia Rossi, che gestisce il locale, ha spiegato che lascerà il 27 di giugno, dicendosi rammaricarta e amareggiata dallo stato di abbandono in cui ormai da anni si trova il centro storico, sempre più svuotato di attività e clienti e con problemi quotidiani di sicurezza anche nella stessa via Farini, una volta elegante strada del passeggio. Scrive in un post sui social Marzia Rossi annunciando la prossima chiusura: “Cara famiglia del Blanc Cafè ❤️ amici e clienti affezionati,scrivo questo post con il cuore davvero pesante e un’amarezza profonda che faccio fatica a nascondere.Il prossimo 27 giugno…









Flop Arena, Cisl: fare piena luce su errori commessi e responsabili
Dopo la fallimentare stagione 2026 dell’Arena del Campovolo, conclusasi ancora prima di iniziare con la cancellazione di tutto il cartellone, ora ci si interroga sul futuro della struttura da oltre 100mila posti che di fatto ne fa uno dei catini più grandi e anche più vuoti d’Europa.Abbiamo chiesto cosa ne pensi di questa vicenda, in cui tutta la città di Reggio è stata esposta a una brutta figura, a Rosamaria Papaleo, segretaria della Cisl Emilia Centrale. Che cosa pensa della vicenda della Rcf Arena? Penso che sia una ferita per Reggio Emilia. Non solo per l’annullamento degli eventi, ma per il modo in cui ci si è arrivati: con troppe zone d’ombra, troppe rassicurazioni generiche, la totale mancanza di coinvolgimento della città. Un giorno di febbraio ci hanno detto questo è l’evento, questi sono gli artisti, grazie e arrivederci. E dopo mesi di polemiche e inchieste, l’unica cosa chiara che…
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