Dalla scuola Comics: “Anita”, la resistenza a fumetti
Scrivere una storia di Resistenza è una faccenda complicata. L’ispirazione biografica è già stata utile in molti casi, forse troppi: memorie, ricostruzioni, stralci di vita in montagna, commemorazioni di attentati.Se un avvenimento “eccezionale” com’è stata la Resistenza per l’Italia del 1943-45 fosse accaduto negli Stati Uniti sarebbe sicuramente diventato la nuova “frontiera”, il nostro far west. La nostra frontiera, però, sarebbe stato il riconoscimento di un avvenimento che avrebbe potuto rappresentare una salda presa di coscienza nazionale. È avvenuto, certo, ma solo parzialmente. La Resistenza non si è trasformata in quell’epopea che i film western hanno contribuito a costruire per l’America. Il mito popolare della frontiera e il riconoscersi in quel racconto.Anita è una storia a fumetti che, nella sua “serietà” storica, vuole essere leggera e accattivante. L’epopea del West è stata narrata in molti modi, diventando leggenda anche fuori dai confini degli States. Pensiamo ai bambini – tanto per…
Zona stazione: decoro dietro l’angolo, ma il cambiamento è lontano
Duecentosettantamila Euro per colorare la pista ciclabile, rifare i cordoli delle aiuole e riordinare cestini e portabici. È la sintesi del più recente intervento annunciato il 7 ottobre scorso dal Comune per via IV Novembre, parte di un più complesso piano di riqualificazione del quartiere. È lo stesso Comune a precisare che il progetto “non modifica l’assetto complessivo del viale”. Dall’8 ottobre la Polizia locale ha rimosso 41 telai di biciclette abbandonate tra piazzale Marconi e l’ingresso della stazione storica.Una manutenzione, utile e necessaria. Ma per capire che peso assuma nel contesto, riavvolgiamo il nastro e torniamo alle promesse: un comando di Polizia locale che arriverà con quasi tre anni di ritardo; un piano di rigenerazione urbana tra la stazione e le ex Reggiane da decine di milioni, con i cantieri avviati oltre la ferrovia ma non ancora dal lato di via Turri; un tracciato del tram che vive nei…
“Siamo 350”, Ospizio: la protesta esce dal bosco e scende in piazza
«Siamo 350». È l’urlo che si è levato alle 20:21 di ieri sera, 1° ottobre, in piazza Prampolini dal nutrito gruppo di partecipanti all’assemblea pubblica di Bosco Ospizio, convocata davanti al municipio al termine di una giornata difficile. In mattinata alcuni attivisti erano entrati nel cantiere e saliti su una ruspa per fermarne l’attività, dopo un sit-in che aveva chiuso la via Emilia per un paio d’ore. Diciassette persone sono state portate in questura e quattro ne sono uscite con un foglio di via con divieto di accesso in città per tre anni. Tra le tante lacrime per l’abbattimento di alcune piante e la rimozione del sottobosco nell’area interessata, anche l’invito a non abbassare la guardia e ad aumentare la presenza degli ambientalisti in tutti i progetti della provincia che, secondo l’Assemblea, non tengono abbastanza conto del patrimonio verde e sono pronti a sacrificarlo per una riconversione speculativa. «Saremo in…
Agricoltura: a picco i guadagni di chi produce, sugli scaffali prezzi alle stelle
Il caldo prolungato di questa estate ha già lasciato il segno nelle campagne reggiane: produzione di fieno in Val d’Enza letteralmente dimezzata, quantità di latte in calo del 10% a causa dello stress termico delle mucche nel comprensorio del Parmigiano Reggiano, e pomodori maturati in forte anticipo. Intanto la Consulta nazionale Ortofrutta di Coldiretti, riunitasi a inizio agosto a Bologna, ha acceso i riflettori su un paradosso che riguarda direttamente i produttori. Nonostante il drastico calo delle rese sul campo, i compensi riconosciuti agli agricoltori sono crollati fino al 34%, in controtendenza con la crescita dei prezzi sugli scaffali della grande distribuzione. Un doppio danno, quindi: si raccoglie meno, si guadagna meno, nonostante il consumatore finale paghi di più per la spesa di tutti i giorni. A peggiorare questa forbice speculativa nelle campagne emiliano-romagnole si aggiunge l’impatto delle importazioni estere di prodotti ortofrutticoli, cresciute del 9% a livello nazionale nei…
Omicidio Vischi (e altri 4), omertà e depistaggi nelle carte del Pci
Il 29 agosto del 2026 (36 anni fa, era il 1990) cade l’anniversario della lettera al Carlino Reggio di Otello Montanari, ex partigiano, dirigente del Pci e deputato, comunista scomodo che aprì la pagina dei delitti del dopoguerra. Quel primo scritto volle ricordare il caso di Arnaldo Vischi, il direttore delle Officine Reggiane, sequestrato e ucciso il 31 agosto del 1945, 81 anni sono trascorsi. Negli anni Novanta la vicenda destò clamore e si trasformò in aspro scontro politico, allargandosi ad altre storie di omicidi. Non va dimenticato, però, che grazie a quella pagina di storia che divenne anche inchiesta giudiziaria fu appurata la verità su Germano Nicolini (caso don Pessina) e su Egidio Baraldi (caso Mirotti), due ex partigiani che subirono ingiustamente il carcere, proclamandosi innocenti.In un’ultima istanza, registriamo e aggiungiamo, come ci ha detto Marco Eboli in una recente intervista, che per la destra reggiana il “Chi sa…
I 972 occhi elettronici di Reggio: arriva la svolta tracciante dell’IA
L’11 agosto scorso il Comune di Reggio Emilia ha annunciato l’accensione di 20 nuove telecamere di videosorveglianza, di cui nove destinate a presidiare l’area del Villaggio Stranieri e del relativo centro sociale. L’amministrazione ha motivato l’intervento come una risposta mirata a contrastare microcriminalità e bivacchi. Tuttavia, il dibattito pubblico intorno alla reale entità del problema sicurezza in città evidenzia letture – quella dei residenti e delle istituzioni – profondamente divergenti. Neppure i dati stastistici forniscono una visione univoca. L’indice della criminalità elaborato dal Sole 24 Ore su rilevazioni del Viminale relativi al 2024 collocava la provincia di Reggio Emilia al 25° posto in Italia, con un aumento delle denunce sull’anno precedente del 10,45%: la quarta impennata più marcata a livello nazionale, trainata soprattutto da furti e danneggiamenti. Il resoconto più recente, diffuso a giugno 2026 dai Carabinieri in occasione dell’anniversario dell’Arma, racconta un’inversione di tendenza: nei primi cinque mesi del…
Commercianti del centro: ‘Siamo ciò che il digitale non può offrire’
Il centro storico di Reggio Emilia è da anni oggetto di una trasformazione profonda: lo analizziamo anche oggi in un approfondimento. Ma abbiamo anche voluto dare voce ai commercianti, per raccogliere il loro punto di vista sulla competizione tra le attività di via Emilia e gli esercenti digitali. Dietro ai dati e alle statistiche ci sono persone che il centro lo attraversano ogni giorno, lo tengono aperto, ci lavorano. Provenendo da porta San Pietro, ci fermiamo dapprima da Tosi Dischi 2.0, dove lavora Daniele Carretti. Insieme ad altri dipendenti ha rilevato lo storico marchio del 1971 dopo la chiusura del negozio originario. Daniele, quanto i player digitali hanno influito sull’evoluzione del vostro mercato?«Negli ultimi 10 anni, non più di tanto perché noi ne avevamo già risentito con la condivisione illegale della musica dal 2000. Adesso i giovani stanno tornando a comprare dischi. Abbiamo anche un mercato particolare, di nicchia, di…
Centro storico contro algoritmo: una battaglia ancora aperta? Vota
Nella prima parte di questa serie ci siamo chiesti chi dovrebbe tornare a comprare in centro. Con questo articolo proviamo a rispondere a una domanda altrettanto scomoda: anche ammesso di trovare quel pubblico, con cosa dovrebbe competere oggi un negozio della via Emilia? Un antagonista inevitabile è la dimensione digitale. Vale la pena scendere nel dettaglio di alcune categorie merceologiche perché non tutte le battaglie sono uguali, e non tutte le cause sono perse. L’abbigliamento: la vera rivoluzione non è Amazon, ma Temu e SheinPer anni il nemico dell’abbigliamento acquistato nei punti vendita è stato identificato in Amazon. Ma il vero cambio di paradigma è più recente e radicale, e ha un nome preciso: fast fashion cinese diretto al consumatore. Secondo la Mappa dei marketplace di Yocabe, nel 2025 Temu è cresciuto in Italia del 133% rispetto all’anno precedente, con una spesa media per acquirente di appena 9,50 euro. Il…
E se il centro storico fosse spacciato? Partecipa al nostro sondaggio
Prima parte. Qualche giorno fa, su queste pagine, Giacomo Scillia ha analizzato lucidamente alcune cause che concorrono allo svuotamento del centro storico di Reggio Emilia: sicurezza carente, desertificazione commerciale, perdita di residenti e servizi, mobilità complicata, mancanza di identità commerciale e di una regia politica stabile. Nello scenario attuale, ammesso che si trovino soluzioni per questi annosi problemi, la via Emilia avrebbe davvero qualche possibilità di riprendersi? E soprattutto chi dovrebbe tornare a comprare in centro? Non è una domanda retorica. È una domanda demografica ed economica.Chi ha vissuto il centro reggiano negli anni Settanta-Novanta ricorda un pubblico preciso: famiglie che facevano la spesa settimanale nelle botteghe, ragazzi che passavano il sabato pomeriggio tra i negozi di dischi e le vetrine dei punti vendita di abbigliamento, un viavai che si autoalimentava. Quel pubblico esisteva perché esisteva un’economia che lo sosteneva: stipendi stabili, orari di lavoro compatibili con gli orari dei…









Lapam Confartigianato: gli operai specializzati sono introvabili
Nei prossimi 25 anni l’Italia perderà 6,7 milioni di persone in età lavorativa per la graduale uscita dei baby boomer dal mondo del lavoro. Reggio Emilia ne risentirà meno della media: secondo l’ufficio studi di Lapam Confartigianato, la popolazione in età lavorativa della provincia calerà dell’11,9%, contro il 19,8% nazionale, e gli under 35 del 12,1%, contro il 19,1% del resto del Paese. Sono proiezioni a lungo termine, confermate anche da ulteriori elaborazioni del Sole 24 Ore su dati Istat, diffuse a giugno: Reggio si colloca tra i pochi territori italiani in cui gli under 35 oggi sono in crescita. Ma cosa accadrà nei prossimi decenni? Il territorio parte da una posizione forte: siamo ottavi in Italia nell’indice Confartigianato Youth Friendly 2025 che identifica le province più “amiche dei giovani”, grazie ai servizi per le nuove famiglie (ad esempio, gli asili), al rapporto tra redditi e costo della vita, alla…
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