SpazioReggio

Prima parte. Qualche giorno fa, su queste pagine, Giacomo Scillia ha analizzato lucidamente alcune cause che concorrono allo svuotamento del centro storico di Reggio Emilia: sicurezza carente, desertificazione commerciale, perdita di residenti e servizi, mobilità complicata, mancanza di identità commerciale e di una regia politica stabile. Nello scenario attuale, ammesso che si trovino soluzioni per questi annosi problemi, la via Emilia avrebbe davvero qualche possibilità di riprendersi? E soprattutto chi dovrebbe tornare a comprare in centro? Non è una domanda retorica. È una domanda demografica ed economica.Chi ha vissuto il centro reggiano negli anni Settanta-Novanta ricorda un pubblico preciso: famiglie che facevano la spesa settimanale nelle botteghe, ragazzi che passavano il sabato pomeriggio tra i negozi di dischi e le vetrine dei punti vendita di abbigliamento, un viavai che si autoalimentava. Quel pubblico esisteva perché esisteva un’economia che lo sosteneva: stipendi stabili, orari di lavoro compatibili con gli orari dei…

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La crisi di Realco continua a mietere punti vendita Ecu in città. Dopo il negozio di via Manara, che ha cessato l’attività lo scorso 23 luglio, tocca ora al discount di via Daniele da Torricella: un cartello affisso sulla porta d’ingresso informa la clientela che “dal giorno 28 luglio il supermercato rimarrà chiuso”. Il quadro che si presenta all’interno è ormai tristemente familiare: scaffali vuoti, desolazione diffusa e sconti al 50% sulla poca merce rimasta. Uno scenario che racconta da solo l’ultima fase di gestione interamente dedicata allo smaltimento delle scorte residue. Alle casse, i pochi dipendenti rimasti prevedono, con sconforto, che «si chiude per non riaprire più». Un copione che ricalca quanto raccontato nel nostro articolo precedente sull’Ecu di via Manara, dove sei dipendenti sono stati messi in cassa integrazione in attesa dell’asta fallimentare. Il più ampio calendario di cessazioni è stato deciso dal consiglio di amministrazione di Realco…

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Il 31 agosto è un po’ il giorno del giudizio: rappresenta la scadenza, con un minimo di flessibilità residua concessa dal Governo, entro cui il Comune di Reggio Emilia deve completare gli interventi finanziati dal PNRR. Parliamo di 112,8 milioni di euro complessivi, di cui circa 90 milioni di fondi europei e 24 di cofinanziamento comunale, per 62 interventi di edilizia pubblica, 10 progetti sociali e una manciata dedicati alla digitalizzazione della macchina comunale. Ad aprile il Comune dichiarava che l’80% degli interventi erano completati o in via di conclusione. Ma cosa significa in concreto, per chi vive in città questo pacchetto di fondi? E cosa raccontano, tra le pieghe dei documenti pubblici, gli stralci? La partita del digitaleI fondi digitali del PNRR valgono circa 2,8 milioni di euro, distribuiti su 16 progetti complessivi. Alcuni dei capitoli di spesa che abbiamo verificato sono già diventati parte, senza clamori, della vita…

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Chi ha passeggiato a Reggio Emilia in estate negli ultimi anni sa cosa significhi camminare su un marciapiede senza ombra a metà pomeriggio. Il caldo non è solo una questione di temperatura: nelle aree densamente urbanizzate, si accumula, rimbalza sull’asfalto, non si disperde neppure di notte. Le isole di calore non sono un’astrazione climatica. Sono i quartieri est della città, le strade senza alberature, i parcheggi a cielo aperto che diventano forni da giugno a settembre. Nasce per questa ragione il progetto più ambizioso che Reggio abbia avviato in anni recenti sul fronte del verde urbano: la riqualificazione dell’area del torrente Rodano e dei rii del Mauriziano. Un intervento da quasi due milioni di euro, i cui cantieri sono ufficialmente partiti a maggio 2026, con l’obiettivo di ridisegnare l’assetto ecologico del quadrante orientale delle città attraverso lotti di lavoro stagionali. Un cantiere verde lungo 7 chilometriI numeri sono significativi. E’…

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Mercoledì sera un forte temporale ha scosso la città. Il bilancio, tre giorni dopo, è apparentemente di tronchi a terra e detriti sull’asfalto. Ma anche cedri secolari sradicati, querce spezzate a metà, rami che hanno chiuso sentieri e piste ciclabili. Non un caso isolato: in tutta la provincia i vigili del fuoco hanno gestito oltre 800 di richieste di intervento in poche ore, con i danni maggiori tra Poviglio e la Bassa val d’Enza, dove alcune abitazioni sono state scoperchiate. Sebbene a Reggio non ci siano state vittime, la stessa ondata temporalesca ha causato un morto nella vicina provincia di Modena. Le associazioni di categoria Cia Reggio e Coldiretti Reggio Emilia hanno già stimato danni per milioni di euro sul territorio. Il vento, che ha raggiunto picchi di 93 km/h, ha devastato frutteti, strutture agricole, colture e stalle della pianura e della Bassa. A questo si sommano i costi immediati…

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Il Crostolo ha due facce: lo stesso corso d’acqua che nell’ottobre 2024 ha rotto gli argini a Cadelbosco di Sotto, allagando la bassa reggiana e costringendo un migliaio di persone ad abbandonare le proprie case, in estate diventa un fossato in secca. Nel tratto urbano, quello che attraversa la città dal Parco delle Caprette verso valle, la portata si riduce a una striscia appena fluente. O scompare del tutto. Non è una novità, ma sta diventando un problema strutturale. Il Crostolo ha sempre avuto un regime torrentizio: massimi in primavera e autunno, secche in estate. È nella sua natura. Negli ultimi anni, però, i periodi di secca sono diventati più lunghi, profondi e difficili da gestire con i metodi tradizionali. Durante l’intensa siccità dell’estate 2021, il tratto cittadino è rimasto completamente asciutto. Per tre volte il Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale era intervenuto pompando circa 50.000 metri cubi d’acqua dal…

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Dopo mesi di scaffali sempre più vuoti, per i punti vendita ECU non rientrati nelle cessioni già concluse la chiusura non sarà più temporanea sotto la bandiera Realco, ma definitiva. Secondo quanto risulta da una comunicazione aziendale, ogni punto vendita interessato ha ricevuto l’indicazione del proprio ultimo giorno di apertura al pubblico. Si inizia dal 23 luglio. Il giorno successivo sarà dedicato all’inventario e al completamento delle pratiche burocratiche. Infine tutto il personale coinvolto sarà collocato in cassa integrazione. Si tratta di un passaggio che la crisi del gruppo cooperativo reggiano non aveva ancora attraversato in questi termini. Fino a oggi, le chiusure comunicate pubblicamente – a partire da quelle annunciate a febbraio in sede ministeriale – erano state presentate come “temporanee”, legate al contenimento delle perdite in attesa di una soluzione industriale per l’intero perimetro aziendale. Il 10 luglio ha chiuso definitivamente anche il magazzino logistico di via Pertini,…

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Buste paga da top 10 e case inaccessibili. Reggio Emilia è la sesta provincia italiana per stipendio medio: un primato trainato da un manifatturiero che paga meglio di quasi tutto il Paese. Eppure, per molti reggiani, soprattutto giovani all’inizio della carriera, comprare casa è diventato un miraggio. Non è un problema di povertà, ma di pura matematica: i prezzi del mattone corrono molto più veloci dei salari, stressando la soglia della sostenibilità finanziaria. I numeri, innanzitutto. Secondo l’ultimo report della CGIA di Mestre su dati INPS, a Reggio Emilia la busta paga media lorda è di 2.072 euro al mese. È il sesto dato più alto d’Italia, superato solo da Milano, Monza-Brianza, Parma, Modena e Bologna. In tasca al lavoratore, tolte tasse e contributi, restano circa 1.550-1.600 euro netti. Ma – come ci insegna La Statistica di Trilussa – la media inganna. Questa ricchezza è trainata dai contratti integrativi della…

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Un nastro bianco e rosso teso tra gli alberi regge l’ordinanza del sindaco e definisce la zona off-limit. Questa mattina il Parco Noce Nero, nel quartiere della Pappagnocca appariva come nelle immagini, con qualche residente incuriosito dai fogli affissi, in cerca di informazioni. Cosa stia succedendo lo spiega un’ordinanza contingibile e urgente firmata dal sindaco Marco Massari il 25 giugno 2026: a Reggio Emilia si è manifestato un sospetto caso di Chikungunya, febbre virale trasmessa dalla zanzara tigre, e sono scattati i protocolli regionali di emergenza. Dall’ordinanza si deduce un aspetto chiave: le operazioni di disinfestazione interessano due aree distinte della città, corrispondenti ai due luoghi frequentati dalla persona coinvolta: dove lavora, in la zona industriale di Mancasale, e dove vive, nel quartiere della Pappagnocca. È in quest’ultima area che si trovano il Parco Franco Casoli e il Parco Noce Nero, per i quali è stata disposta la chiusura temporanea…

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Il 15 giugno 2026 Stati Uniti e Iran hanno annunciato l’accordo per riaprire lo Stretto di Hormuz. La firma sul Memorandum d’intesa (MoU) da parte di Donald Trump è arrivata il 17 giugno. Per chi segue i mercati energetici, la notizia ha subito fatto scendere il Brent di circa il 14,3% rispetto al picco. Per chi fa il pieno al distributore, la verità è che non cambierà molto nell’immediato. La normalizzazione, avvertono armatori e analisti, richiederà settimane se non mesi. Lo Stretto è rimasto di fatto chiuso da fine febbraio 2026, per quasi quattro mesi. Le conseguenze di questa strozzatura non si smaltiscono con una firma. Circa 500 navi risultano ancora bloccate a ridosso del passaggio. Le operazioni di bonifica delle mine richiedono coordinamento internazionale. Le principali compagnie di navigazione giapponesi e asiatiche hanno già dichiarato che aspetteranno la piena formalizzazione operativa dell’accordo prima di ordinare ai propri comandanti di…

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