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Basta milioni spesi: il degrado non si combatte con i finanziamenti, ma con il ritorno delle regole. Ancora una volta si annunciano decine di milioni di euro per “riqualificare” stazioni e quartieri. Ancora una volta si parla di illuminazione, arredi urbani, videosorveglianza, decoro e progetti. E ancora una volta si evita di affrontare il vero problema. La sicurezza non si compra con altri finanziamenti.Da anni governi di destra e di sinistra continuano a stanziare risorse, cambiano i nomi dei piani, organizzano tavoli, presentano conferenze stampa e inaugurano nuovi progetti. Eppure la percezione dei cittadini resta la stessa: paura, degrado e occupazione degli spazi pubblici da parte di chi non rispetta alcuna regola. Il punto è semplice e molti sembrano non volerlo dire. Il degrado nasce quando lo Stato smette di far rispettare le regole. Se una persona può occupare abusivamente una stazione, spacciare, molestare i viaggiatori, ubriacarsi in pubblico o…

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La caserma di viale Allegri, intitolata a Carlo Zucchi, generale della Grande armata di Napoleone Bonaparte e condottiero dei primi moti del Risorgimento, divenne poi la sede del 3° reggimento di artiglieria dell’esercito italiano che si oppose all’attacco nazista nella notte fra l’8 e il 9 settembre 1943.Altri scontri in quelle giornate vi furono fra le truppe italiane e tedesche e si accesero alla Prefettura di corso Garibaldi e all’aeroporto (5 morti e 11 feriti in totale). Durante la Rsi vi furono alloggiate truppe fasciste e vi venne fucilato, il 13 gennaio 1945, Angelo Zanti, la cui lapide commemorativa venne poi collocata sul muro della caserma che guarda la Cavallerizza. Mentre un altro cippo, anch’esso posto all’esterno, ricorda la resistenza dell’esercito italiano ai nazisti.Dopo la guerra divenne per qualche tempo un campo profughi. Negli anni seguenti, poi, Settanta e Ottanta, la si ricorda come rimessa degli autobus o come luogo…

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Prima parte. Qualche giorno fa, su queste pagine, Giacomo Scillia ha analizzato lucidamente alcune cause che concorrono allo svuotamento del centro storico di Reggio Emilia: sicurezza carente, desertificazione commerciale, perdita di residenti e servizi, mobilità complicata, mancanza di identità commerciale e di una regia politica stabile. Nello scenario attuale, ammesso che si trovino soluzioni per questi annosi problemi, la via Emilia avrebbe davvero qualche possibilità di riprendersi? E soprattutto chi dovrebbe tornare a comprare in centro? Non è una domanda retorica. È una domanda demografica ed economica.Chi ha vissuto il centro reggiano negli anni Settanta-Novanta ricorda un pubblico preciso: famiglie che facevano la spesa settimanale nelle botteghe, ragazzi che passavano il sabato pomeriggio tra i negozi di dischi e le vetrine dei punti vendita di abbigliamento, un viavai che si autoalimentava. Quel pubblico esisteva perché esisteva un’economia che lo sosteneva: stipendi stabili, orari di lavoro compatibili con gli orari dei…

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Ancora una volta la Canalina è finita sulle pagine della cronaca. Ancora una volta per la violenza. Nel tardo pomeriggio di sabato 25 luglio, in via Colonna, davanti a un supermercato e sotto gli occhi di numerosi cittadini, una lite è degenerata in una violenta rissa. Sono comparsi coltelli e, secondo quanto riferito da testimoni e riportato dalle prime ricostruzioni, anche un machete; sono state inoltre rinvenute pistole poi ritenute, in una prima fase degli accertamenti, non autentiche. Il bilancio è di persone ferite e di una comunità sconvolta. Ma il vero problema non è soltanto ciò che è accaduto sabato. Il vero problema è che episodi come questo non possono più essere considerati eccezioni. Quando in un quartiere si combatte con coltelli e altre armi in mezzo alla strada, davanti a famiglie e bambini, significa che qualcosa si è spezzato. I residenti della Canalina non chiedono privilegi. Chiedono ciò…

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Ci sono momenti in cui la politica deve smettere di parlarsi addosso e iniziare a governare. La sicurezza è uno di questi. Per questo lascia perplessi assistere all’ennesimo rimpallo di responsabilità tra amministrazione comunale e Governo, come se il problema riguardasse sempre qualcun altro. È evidente che lo Stato debba fare la sua parte. Più uomini, più mezzi, più risorse per Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza sono indispensabili. Nessuno può negare che gli organici siano spesso insufficienti rispetto alle esigenze di un territorio complesso come quello reggiano. Ma fermarsi qui significa raccontare solo metà della verità. Un sindaco non può limitarsi a chiedere rinforzi a Roma ogni volta che esplode un’emergenza. È certamente legittimo sollecitare il Governo, ma amministrare una città significa anche assumersi fino in fondo le responsabilità che competono al Comune. Altrimenti il rischio è quello di trasformare ogni conferenza stampa in una richiesta di aiuto, senza…

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Il 31 agosto è un po’ il giorno del giudizio: rappresenta la scadenza, con un minimo di flessibilità residua concessa dal Governo, entro cui il Comune di Reggio Emilia deve completare gli interventi finanziati dal PNRR. Parliamo di 112,8 milioni di euro complessivi, di cui circa 90 milioni di fondi europei e 24 di cofinanziamento comunale, per 62 interventi di edilizia pubblica, 10 progetti sociali e una manciata dedicati alla digitalizzazione della macchina comunale. Ad aprile il Comune dichiarava che l’80% degli interventi erano completati o in via di conclusione. Ma cosa significa in concreto, per chi vive in città questo pacchetto di fondi? E cosa raccontano, tra le pieghe dei documenti pubblici, gli stralci? La partita del digitaleI fondi digitali del PNRR valgono circa 2,8 milioni di euro, distribuiti su 16 progetti complessivi. Alcuni dei capitoli di spesa che abbiamo verificato sono già diventati parte, senza clamori, della vita…

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L’Emilia approva la legge sul suicidio medicalmente assistito. È la terza Regione in Italia, dopo Toscana e Sardegna, a disciplinare con una legge le procedure per dare attuazione ai principi fissati dalla Corte costituzionale. Esulta l’associazione Luca Coscioni, che sottolinea il “successo” anche “a fronte della paralisi del Parlamento” sul tema. Per il governatore Michele de Pascale in assenza di una legge nazionale la Regione ha scelto “lo strumento più forte, più trasparente e più pubblico”, cioè una legge regionale, per garantire un’applicazione uniforme dei principi fissati dalla Corte costituzionale e regole “più chiare, più trasparenti e con maggiori garanzie rispetto al passato”. Dopo una seduta fiume e un acceso confronto politico, l’assemblea legislativa emiliano-romagnola ha dato il via libera al progetto di legge presentato da Alleanza Verdi e Sinistra, Pd, Civici e Movimento 5 Stelle, con primo firmatario Paolo Trande (Avs). Hanno votato a favore Pd, Avs, Civici e…

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La verità è che ci eravamo abituati bene. Troppo bene. Per noi “boomer” le estati tra gli anni ’70 e ’90 erano un vero e proprio luna park musicale. Saltavi di genere in genere, tutto o quasi gratuito e volente o nolente ti facevi una cultura musicale a 360 gradi. Considerazioni amare in un’estate che ha visto l’affondamento del “Titanic” RCF Arena e la beatificazione di Radio Bruno Estate. Come ci siamo ridotti cosi? La prima valutazione è di ordine economico. Allora si vendevano dischi e cd, e gli artisti a livello cachet erano abbordabili. Oggi che prendono un quasi nulla dalle piattaforme ovviamente ripiegano sui concerti che vedono i prezzi aumentare a dismisura. Nelle feste di partito potevi assistere a concerti gratuiti di tutto rispetto e prima di sentire la menata sui comunisti butto li un Matia Bazar nella kermesse Dc e un Ivan Graziani in quella Psi. E…

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Il sindaco di Reggio Enmilia Marco Massari è intervenuto in Consiglio sul tema della sicurezza in città. Lo ha spiegato egli stesso pubblicando questa sua riflessione nei profili social: “Sulla sicurezza vogliamo fare un’azione insieme per chiedere al governo di stanziare fondi dedicati per incrementare le dotazioni organiche della Polizia Locale e delle forze dell’ordine, con l’obiettivo di avere un più efficace controllo del territorio?”L’ho chiesto ieri sera in Consiglio comunale ai consiglieri di centrodestra.Vi preannuncio che la risposta si è limitata all’offesa personale, di cui mi interessa davvero poco.La nostra città, al pari di tante altre, fa la sua parte ma mancano risposte serie e strutturali del Governo.Più agenti, meno vincoli di bilancio, più investimenti in percorsi di recupero.Con la politica dei decreti sicurezza, i risultati dopo quattro anni sono sotto gli occhi di tutti”.

Flash mob di Fratelli d’Italia lunedì mattina 20 di luglio, alle 11, all’ex Foro Boario, per chiedere lo sgombero del centro sociale Aq16. Le forze dell’ordine dalla sorvegliano la zona in modo discreto, appostate in alcune via laterali. Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Alessandro Aragona, spiega: “Sono 30 anni che esiste questa realtà completamente abusiva. Continueremo fino a quando non sarà sgomberata”. Gli attivisti del centro sociale, dal canto loro, difendono Aq16, come ci spiega Laura Darsi intervistata prima del sit-in. Alle ore 10.40 le due fazioni si fronteggiano davanti al centro sociale (un centinaio gli antagonisti, poco più di una decina quelli di FdI), i militanti di Fratelli d’Italia hanno scandito lo slogan “parassiti comunisti”. Gli antagonisti replicano: “Siete dei fascisti”.

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