Il graffio. Il sindaco, il 25 aprile e il referendum sulla giustizia
Queste parole del sindaco di Reggio Emilia Massari (“Quest’anno celebriamo anche la vittoria del No al referendum sulla costituzione”) offendono la sensibilità antifascista come quella di tutti coloro che hanno votato Sì al referendum. L’intreccio tra 25 aprile e “No” al referendum costituzionale introduce una frattura in una festa nazionale che deve essere di tutti i democratici, di quelli che hanno votato Sì e di quelli che hanno votato No, come di quelli che hanno votato Sì al referendum sul taglio dei parlamentari e di quelli che hanno votato No. Massari deve imparare ancora l’arte della politica. Fino a due anni fa era medico dell’arcispedale. Ma coloro che gli hanno scritto il discorso o l’hanno voluto attirare in un tranello, stile quello dell’Albanese, o hanno voluto marcare il fatto che Massari, non a caso appoggiato dalla sinistra Pd, debba essere non il sindaco di tutti i reggiani, ma solo di…
L’Anpi e tuoni fra la via Emilia e West
L’Anpi e… tuoni si addensano fra la via Emilia e West. E non solo l’Anpi, ma pure il Codacons, l’Istituto Cervi, le comunità ebraiche e financo – come in un intrigo internazionale degno del miglior Hitchcock – il primo ministro della Gran Bretagna, il sindaco di Marsiglia e il ministro dell’Interno della Francia, la ministra della Cultura della Polonia, il commissario tedesco dell’antisemitismo e il presidente della squadra di calcio svizzera del Basilea che da ultimo (forse) ha sbarrato le porte del St. Jakob-Park a Kanye Omari West detto Ye, discusso e discutibile rapper statunitense. Tutti insieme politicamente nel sostenere che no, quel concerto non s’ha da fare. Ma che a Reggio Emilia – unica tappa europea insieme a Spagna, Portogallo e Turchia tra le tante annunciate e poi annullate o rinviate – ad oggi invece si farà. Sarà il 18 luglio alla Rcf Arena, all’indomani di un’altra star come…
25 aprile. Scurati sul palco in camicia nera: “Scusate, pensavo fosse blu”
Festeggiamenti del 25 aprile con discutibile dress code. Lo scrittore Antonio Scurati, invitato alle celebrazioni di Reggio Emilia, si presenta sul palco in camicia nera. Poi si guarda e dice al microfono: “Mi scuso, pensavo la camicia fosse blu notte”. E qualcuno tra il pubblico ha ridacchiato.



Caro centro storico ti hanno messo in liquidazione
La parola d’ordine dalla fine degli anni Settanta è stata decentrare qualsiasi cosa: dalla caserma dei soldati, al tribunale, dalla scuola di polizia, costruendo come contraltare i grandi centri commerciali nelle periferie, anche uno accanto all’altro. Ed è così che oggi il centro di Reggio appare per quello che è: una città museo svuotata, o la rappresentazione tridimensionale di una natura morta. Magari, per il futuro, ci vorrebbe qualcuno che pensasse strategicamente a ri-centrare qualche attività, tanto per porre un freno alla desertificazione del commercio che avanza incontrastata. Quella che i reggiani chiamavano la ‘vasca’, la passeggiata del sabato pomeriggio da via Emilia San Pietro, fino a Santo Stefano, è un lungo cimitero disseminato di vetrine vuote e negozi sfitti.Coalizione Civica aveva contato qualche tempo fa 424 attività commerciali vuote all’interno dell’esagono, e di queste oltre 270 con affaccio sulla via Emilia.Certo avrà inciso anche la globalizzazione e l’e-commerce su…
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