Ecologisti di Ospizio in Parlamento per perorare la causa del bosco
I cittadini e manifestanti di Bosco Ospizio mercoledì 9 settembre in trasferta a Roma per presentare il loro progetto sull’area verde proprietà di Conad, sulla quale il PRU di Reggio Emilia prevede una riqualificazione del quartiere. Gli ecologisti vanno nella capitale dopo l’interrogazione parlamentare presentata dai Cinquestelle. L’assemblea di Ospizio è in presidio dell’area boscosa dal 3 agosto scorso e da quella stessa data le ruspe sono ferme. Scrivono in un comunicato i sostenitori del bosco di Ospizio annunciando la conferenza stampa alla Camera dei Deputati (Sala stampa, via della Missione 4, Roma) mercoledì 9 settembre, dalle ore 19.00 alle ore 20.00, a seguito dell’interrogazione parlamentare presentata da Stefania Ascari e Antonio Ferrara (Movimento 5 Stelle) sul Bosco Ospizio di Reggio Emilia. “La mobilitazione in nome del Bosco Ospizio di Reggio Emilia nasce per salvaguardare un’area verde di oltre 4 ettari occupata da un bosco urbano in gran parte consolidato…
Sagra della Giarèda, il nuovo format tradisce la tradizione
Il nuovo format deciso dalla Giunta comunale della Festa della Madonna della Ghiara, ha stupito molti cittadini, nonostante il programma ufficiale fosse chiaro, ossia la separazione, mai avvenuta prima però, tra le attività commerciali e ludiche, dal 4 al 6 settembre e quella culturale e religiosa dal 7 all’8 settembre, quando si celebra il miracolo della Madonna che guarì il giovane Marchino. La mia vuole essere una riflessione, non una polemica strumentale. Pertanto penso che il nuovo format abbia tradito la tradizione, ma pure il sentimento laico della Festa della Ghiara.Dopo il miracolo, il popolo di Reggio Emilia aderì ad una sottoscrizione popolare grazie alla quale fu edificata la nostra bellissima Basilica. Il nostro Arcivescovo Morandi ricorda sempre questo fatto per sottolineare il diffuso spirito religioso che animava i nostri antenati. Ebbene però, da quell’impulso popolare nacque una gestione laica della Basilica. Infatti, i componenti della Fabbriceria laica della Ghiara,…
La stangata d’autunno costerà alle famiglie quasi tremila euro
La stangata d’autunno costerà alle famiglie quasi tremila euro. Secondo le stime di Federconsumatori, tra scuola, visite mediche, bollette, Tari, alimentazione, benzina e riscaldamento si arriverà a 2.959,42 euro: oltre il 7 per cento in più rispetto all’anno precedente. Questi non sono semplici numeri. Sono soldi che devono uscire dalle tasche di pensionati, lavoratori e famiglie mentre stipendi e pensioni continuano a perdere potere d’acquisto. Sono rinunce quotidiane: una visita rimandata, una spesa alimentare ridotta, il riscaldamento acceso qualche ora in meno, un’attività sportiva tolta ai figli. E allora la domanda è inevitabile: dove sono il Governo, la Regione e i Comuni? Il Governo continua a celebrare risultati economici che molti cittadini non vedono nella propria vita. Le tasse restano pesanti, le accise gravano sui carburanti, le pensioni arrancano e il ceto medio viene trattato come se fosse composto da privilegiati. Basta superare di poco una soglia Isee per perdere…
“Conad ha detto no”, l’area del bosco di Ospizio sarà riqualificata
Dopo il presidio degli ecologisti di bosco Ospizio, che dura dal 3 di agosto e di fatto ha fermato le ruspe, dopo i due incontri tra i manifestanti, prima con il Comune, poi con il Comune e Conad, è arrivata la risposta al progetto dei paladini del verde da parte dei vertici della cooperativa proprietaria dell’area. Il progetto della riqualificazione dell’area dell’ex casa di riposo procederà. La lettera-comunicato di Assemblea Bosco Ospizio. “Mercoledì sera abbiamo ricevuto, per tramite dell’Amministrazione comunale, la risposta di Conad Centro Nord alla proposta che avevamo illustrato venerdì 28 agosto. La risposta è un no su tutta la linea: no alla conservazione integrale dell’area, no al progetto mantenendo la proprietà attuale, no all’ipotesi di permuta. Questa è l’apertura al dialogo millantata a mezzo stampa dal soggetto attuatore. Ma il punto non è il no, ma che quel no fosse già stato pronunciato in quella stanza prima…
Reggio inaugura, poi dimentica. E le opere restano scatole vuote
A Reggio Emilia siamo diventati bravissimi a tagliare nastri. Rendering, conferenze stampa, parole solenni come “rigenerazione”, “innovazione”, “attrattività” e “rilancio”. Per qualche giorno tutto brilla: fotografie, sorrisi e promesse. Poi si spengono i riflettori e comincia la parte meno appariscente, ma più importante: far vivere davvero ciò che è stato realizzato. Ed è proprio lì che troppo spesso la politica reggiana mostra il fiato corto. Un’opera pubblica non è riuscita soltanto perché è stata inaugurata. Una piazza non rinasce perché cambia pavimentazione. Un edificio storico non diventa automaticamente un polo turistico perché viene restaurato. Un centro per l’innovazione non produce sviluppo perché ospita uffici e laboratori. Una stazione firmata da un grande architetto non diventa la porta della città se rimane separata dalla sua vita quotidiana. Il problema di Reggio Emilia non è la mancanza di luoghi importanti. È la difficoltà di inserirli in una visione unica e di accompagnarli…
Il centro che muore, la Uil: il Mercato Coperto insegni, serve una strategia
Le recenti chiusure di attività storiche nel centro di Reggio Emilia riaccendono una questione che non può più essere affrontata come una semplice successione di singoli casi. La difficoltà del commercio nell’Esagono è un problema strutturale che riguarda l’economia della città, il lavoro, la sicurezza, la vivibilità e il futuro del centro storico. A sostenerlo è Alex Scardina, coordinatore UIL Reggio Emilia. «Quando chiude un negozio – sottolinea Scardina – non perdiamo soltanto una vetrina. Perdiamo un’attività economica, posti di lavoro, relazioni, un presidio urbano e una parte della storia commerciale della nostra città. Le serrande abbassate e i negozi sfitti che vediamo sempre più spesso nell’Esagono devono quindi rappresentare un campanello d’allarme per tutta la comunità». Il punto, secondo la UIL, non è soltanto il numero delle attività che chiudono, ma la capacità del centro storico di continuare a essere un luogo nel quale conviene investire, lavorare, abitare e…
Vetrine dei negozi oscurate in piazza Prampolini. Commercianti arrabbiati col Comune
Un gruppo di commercianti di piazza Prampolini, cuore del centro storico di Reggio Emilia, si è arrabbiato con il Comune. Le loro vetrine sono state completamente oscurate dai ponteggi per la ristrutturazione delle facciate del Duomo e dai gazebo del Festival di Emergency, che si tiene in città dal 4 al 6 settembre. Giorgia Tirelli, titolare di Sergio Boutique, parlando con il Carlino Reggio, si è fatta portavoce dei negozianti della zona: “C’è la Giareda in questi giorni e l’afflusso in centro sarà alto, noi così non esistiamo e perderemo una bella fetta di fatturato. Ho intenzione, e come molti colleghi, di chiedere i danni all’amministrazione comunale che ha dato il permesso per questa cosa”.
Il Graffio. Porta Santo Stefano: le brutte piazze diventano luoghi insicuri e degradati
Due persone, due tunisini, sono stati aggrediti e feriti in modo grave da altri stranieri in piazza Duca D’Aosta.Più volte ci siamo permessi di scrivere che la riqualificazione di Porta Santo Stefano, il bigliettino da visita per chi entra in città da Parma, è brutta, stona con il centro storico di Reggio Emilia. Una colata di cemento grigio, un luogo dove i reggiani non vanno, se non transitando di fretta, diretti verso altre mete. Nei parchi attorno alla piazza, dubbie le frequentazioni, per usare un eufemismo. Basterebbe chiedere alla maggioranza dei residenti della zona se sono soddisfatti dell’estetica di questo intervento edilizio. E anche se si sentono sicuri di uscire al calar della sera in quel quartiere, che tra l’altro, oltre il bar bunker, dopo le 19.30, non offre più nulla, se non il buio. Ci permettiamo solo di aggiungere che, dove non c’è vita, come altri luoghi dimostrano (vedi…
Bosco Ospizio, Italia Viva: “Il Comune non può rimangiarsi la parola”
Abbiano incontrato Maura Manghi, presidente di Italia Viva a Reggio Emilia per affrontare diversi punti caldi che riguardano la città, dallo stato del centro storico, alle riqualificazioni urbane, alla sicurezza. Ed era inevitabile, ça va sans dire, toccare la vexata quaestio del cosiddetto “bosco Ospizio”. Manghi, le chiedo quali sono, secondo il suo partito i mali del centro storico di Reggio Emilia? I mali del centro storico di Reggio Emilia sono in gran parte quelli di quasi tutte le realtà urbane del nostro Paese e della nostra regione: svuotamento dei luoghi commerciali falcidiati dal commercio on-line, spostamento fuori dal centro delle attività amministrative, invecchiamento della popolazione che vi risiede, alcune zone ad alta pericolosità, come le aree attorno alla stazione, e così via. E i rimedi? Voi siete nella maggioranza che sostiene il sindaco, questa amministrazione che cosa sta facendo in concreto? Ha un passo diverso questa giunta rispetto a…









Negozi di vicinato: non bastano più le firme, le associazioni alzino la voce
Tutti sappiamo che la strada intrapresa per salvare i negozi di vicinato, da sola, non porta lontano. Le raccolte di firme servono a richiamare l’attenzione e a mostrare che il problema esiste, ma non possono diventare l’ennesimo modo per prendere tempo mentre le serrande continuano ad abbassarsi. La proposta delle Zone economiche speciali per il commercio di prossimità contiene principi condivisibili: agevolazioni fiscali, semplificazioni amministrative, incentivi per chi apre o resiste nei centri storici e nei quartieri. Ma tra una firma raccolta in piazza e una legge approvata dal Parlamento c’è un abisso. E dentro quell’abisso rischiano di cadere altre migliaia di imprese. I numeri parlano chiaro: in pochi anni sono scomparsi migliaia di negozi e decine di milioni di euro di ricchezza sono stati sottratti ai territori. Non sono soltanto esercizi commerciali che chiudono. Sono famiglie che perdono il proprio reddito, lavoratori che restano a casa, strade che diventano…
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