SpazioReggio

Gli anni passavano, le mille diventavano cinquemila, poi diecimila lire. Ma lei era sempre lì: lungo i marciapiedi della via Emilia (più Santo Stefano che San Pietro), sotto l’Isolato San Rocco, in piazza grande o – più di rado – in piasa céca, alla fermata del tram, di solito in corso Garibaldi davanti al Cristo, dove passava e passa tuttora il 4 per Coviolo.Lei, col suo berrettino di lana calato sugli occhi, e mille borsine infilate sotto il braccio mentre camminava, a piccoli passi con le sue inconfondibili babbucce con la zip. O appoggiate a terra intorno a lei, se si fermava a fumare una sigaretta. E ne fumava tante, tutte scroccate ai passanti quasi sempre al posto delle mille, cinquemila o diecimila lire che fossero: “Ghet n’a sigareta?”.Lei era, e rimarrà per sempre nei cuori dei reggiani, la Candida. Aveva certamente un cognome, forse Incerti, ma poco conta perché…

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“Pieno supporto nella vertenza alle lavoratrici e ai lavoratori della filiera distributiva Realco, e ai loro familiari, per salvaguardare il posto di lavoro”, con l’impegno da parte del Consiglio comunale “a sostenere ogni iniziativa utile volta a garantire la continuità produttiva e la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti”. E’ questo il senso dell’ordine del giorno urgente presentato dai gruppi consiliari di maggioranza (primo firmatario Federico Macchi del Pd) e approvato lunedì dal Consiglio comunale con il voto favorevole anche di Fabrizio Aguzzoli di Coalizione civica e l’astensione di Fratelli d’Italia.Il documento è stato illustrato in aula da Federico Macchi – primo firmatario dell’odg insieme ad altri sei consiglieri del Pd e a Rosario Martorana della Lista Massari, Alessandro Miglioli di Verdi-Possibile e Gianni Bertucci del Movimento 5 Stelle – che ha ricordato come i sindacati abbiano sottolineato che “sul nostro territorio l’impatto della crisi potrebbe essere molto pesante…

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Andrea Carletti non è stato il solito, ennesimo mostro sbattuto in prima pagina per due, tre giorni di fila perché ogni notizia – si recita da sempre nelle redazioni – “è come il pesce e dopo tre giorni puzza”. Di Carletti e di Bibbiano, di presunti angeli e di presunti demoni, si andrà avanti a parlare – e spesso a sparlare – per mesi, anni e chissà mai quando si finirà… Ed anche negli successivi all’avvio dell’inchiesta, per questo o quel motivo, a proposito di questa o quella battaglia politica, continuerà ad esserci qualcuno che definirà il Pd come il “partito di Bibbiano”. Definizione, quest’ultima, ideata dal Movimento 5 stelle e cara in particolare al suo leader, l’allora vicepremier Luigi Di Maio, che il 18 luglio 2019 in una diretta Facebook arriverà ad affermare perentoriamente: “Io col partito di Bibbiano non voglio averci nulla a che fare”. Non manca chi,…

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«Io sono anche Andrea», ma questo non significa attenuare di un solo millimetro la responsabilità di chi ha ucciso Raffaele Stipa. Non significa spiegare l’inspiegabile, né trasformare un assassino in una vittima. Non significa cercare giustificazioni psicologiche o sociologiche a un delitto che resta atroce, inaccettabile e irreparabile. La giustizia dovrà fare il suo corso e la responsabilità personale rimane intatta. Ma una comunità non può fermarsi dove finisce il codice penale. Io sono Raffaele, perché chiunque si riconosce in quell’uomo che preparava pizze, lavorava, sorrideva e teneva insieme, con la forza silenziosa della normalità, un pezzo della nostra città. Ma io sono anche Andrea. Lo sono perché quella parte oscura che, nel suo caso, ha trovato una manifestazione tragica, appartiene, in forme diverse, alla condizione umana. Ognuno di noi convive con fragilità, paure, ossessioni, rabbie, squilibri. La differenza è che quasi sempre riusciamo a negoziare con le nostre ombre.…

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Negli anni Novanta il reggiano più noto d’Italia – almeno sul piccolo schermo – non era né un cantante, né un politico, né un capitano d’industria, ma un omino paffutello dalle gote rubizze e lo sguardo dolce, sempre e comunque sorridente. Su Canale 5, tutti i santi giorni, lo guardavano milioni e milioni di italiani. Lo guardavano, appunto. Perché lui appariva e basta, non parlava praticamente mai. Vittorio Sgarbi lo aveva scelto come spalla silenziosa in “Sgarbi quotidiani”, striscia di approfondimento dei principali temi di attualità andata in onda per quasi sette anni di fila, tra l’ottobre 1992 e il maggio 1999, collezionando ben 3 milioni e mezzo di telespettatori. Lui era Abramo Orlandini, morto oggi a 65 anni, e con la sua scomparsa se ne va un altro dei leggendari personaggi della “Reggio da bere”, quella che negli anni Ottanta appariva a tutti splendida, specie a chi – all’epoca…

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Oggi, 4 luglio, gli Stati Uniti celebrano tra fuochi d’artificio, parate, barbecue, picnic, concerti, partite di baseball e di basket l’Indipendence Day. Reggio, nel suo piccolo, avrebbe dovuto festeggiare l’avvio del grandioso Hellwatt poi Pulse of Gaia Festival, la grandiosa cinque giorni incentrata su Kanye West detto Ye e Travis Scott. Ma poi sapete tutti come è andata a finire… Quello che doveva essere il festival del (finalmente) lancio definitivo della Rcf Arena, si è trasformato in una delle più fallimentari esperienze in ambito musicale del Paese, esponendo inevitabilmenbte Reggio a una figuraccia internazionale, proprio all’indomani del successo ottenuto con la visita della principessa Kate. Ma se Reggio piange… Tirana non ride. Sull’altra sponda dell’Adriatico – dove il Governo di Edi Rama ed in particolare il ministro del Turismo, della Cultura e dello Sport, Blendi Gonxhja, si erano affrettati a provare a intercettare i fan italiani sedotti e abbandonati dalla…

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“Quel che è successo accadrà ancora, se non si ripensa seriamente a mettere questi servizi in grado di monitorare i propri utenti”. E’ l’accorato grido d’allarme lanciato sui social, rispondendo al post di Alessandro Gandino, da A. L., parente di un’altra persona che – come Andrea Pellati (nella foto), il presunto assassino del pizzaiolo Raffaele Stipa – soffre di disturbi mentali. “Grazie di cuore per ogni parola che hai scritto – scrive a Gandino la donna, che posta col proprio profilo con nome e cognome (ma che noi preferiamo omettere) – Io l’Andrea ce l’ho in casa, e ogni giorno constato l’ inadeguatezza dei C.S.M. e dei servizi sociali verso i malati mentali. Non ci sono operatori che vengono a domicilio, non ci sono psichiatri, psicologi e tecnici della riabilitazione psichica in numero adeguato e da inizio 2026 persino la distribuzione dei farmaci ( unico vero servizio dispensato a questi…

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“A precisazione delle notizie uscite in queste ore, la Direzione dell’Azienda Usl Irccs informa che il signor A.P. è stato seguito in modo continuativo dai Servizi di Salute mentale territoriali, per poi scegliere autonomamente altre opzioni terapeutiche assistenziali al di fuori del servizio sanitario pubblico”.Con questa stringata nota, l’Ausl ha confermato quanto emerso già ieri sui problemi non solo di droga, ma anche e soprattutto psichici di Andrea Pellati, il presunto assassino (anche se gli inquirenti, grazie alle videocamere, hanno ben pochi dubbi) del titolare della pizzeria Yoghi, Raffaele Stipa. Intanto dalla politica, che ieri ha dato il peggio di se con l’assurda polemica contro l’uomo nero di Lega e sovranisti (a cui ha fatto seguito un’altrettanto triste polemica a distanza sullo sciacallaggio tra l’assessora Marwa Mahmoud del Pd e il capogruppo di FdI Cristian Paglialonga), inizia a giungere qualche segnale incoraggiante. Perché il tema – più che con “le regole chiare,…

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Si chiama Andrea Pellati ed è un reggiano di 43 anni il presunto assassino di Raffaele Stipa, il titolare della pizzeria piadineria Yoghi di via Gran Sasso d’Italia 3 ucciso ieri sera a coltellate. Pellati, 43 anni, nato e cresciuto alla Rosta, in passato ha avuto precedenti per droga. Nel 2016 Pellati era stato arrestato dalla dalla Squadra mobile dopo che i suoi vicini di casa avevano denunciato un sospetto giro di persone. Gli agenti avevano colto in flagranza di spaccio Pellati, nella cui abitazione erano stati sequestrati 32 grammi di cocaina, funghi essicati e denaro contante (nella foto). Arrestato e portato in carcere, aveva detto che la droga era principalmente per lui, che solo qualche volta la cedeva a qualche amico e che i funghetti, da lui stesso coltivati, non avevano effetti allucinogeni. Dopo poche ore il giudice Antonella Pini Bentivoglio lo aveva quindi liberato senza alcuna misura. La…

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Non solo droga, ma anche (se non soprattutto) un evidente disagio mentale. Anche dietro l’assurdo omicidio del pizzaiolo di via Gran Sasso d’Italia – nonostante certa politica abbia inizialmente iniziato a gridare all’uomo nero – si cela un problema a cui da troppo tempo in Italia, in Emilia-Romagna ed anche a Reggio Emilia non si riesce a dare una giusta ed efficace riposta. La conferma arriva da un post di Alessandro Gandino, giornalista e scrittore (nonché deejay e presidente del circolo Arci La Casetta-Nuovo Gramsci al Campo di Marte), che ha da poco pubblicato un interessante ricordo dell’assassino, conosciuto casualmente nemmeno dieci anni fa poi saltuariamente frequentato. Ricordo che pubblichiamo (con una postilla) come preziosa testimonianza sul presunto autore di questo terribile omicidio: un uomo che ha commesso qualcosa di terribile e assolutamente ingiustificabile, ma che probabilmente accusava un evidente disagio e che la società, nel suo insieme, non è…

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