SpazioReggio

Non c’è solo la cabina Enel a deturpare il dedalo di vie tra la via Emilia e la piazza dei teatri, nel cuore di Reggio. Un altro nostro lettore ci ha infatti segnalato che sempre in via San Rocco, “a pochi metri dalla orrenda cabina dell’Enel, già portata alla vostra attenzione da una lettrice, e dal cancello della caserma dei carabinieri, vengono depositati giornalmente rifiuti di ogni tipo che, tra l’altro, favoriscono la presenza, ampiamente accertata, di ratti”. Si tratta probabilmente dei rifiuti che chi abita nella stessa via San Rocco o in quelle adiacenti (via Caggiati, via della Volta e via dell’Aquila) abbandona incurante non solo della raccolta differenziata, ma anche di ogni regola di civiltà ed educazione. Il cittadino ha anche affisso a proprie spese un cartello di divieto di scarico, ma purtroppo senza risultati. E speriamo che, alla fine, non multino lui, invece delle persone incivili che…

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Sulla rinuncia della delegazione americana alla visita del nostro sistema educativo, voglio chiarire la posizione mia e dell’amministrazione che guido. E’ un fatto, innegabile, che la complessità della vicenda contemporanea nel contesto medio orientale abbia stimolato un grande dibattito. Nei giorni precedenti alla visita in città delle due delegazioni si è sviluppata infatti una discussione anche aspra che ha coinvolto molte persone e associazioni sulla drammatica situazione in Palestina e sulle responsabilità del governo israeliano. In questo contesto, sono state ipotizzate alcune soluzioni per assicurare lo svolgimento della visita in un clima di tranquillità e positività. Riconosco che sia stato un errore cercare una concertazione con le due delegazioni attraverso una dichiarazione su Gaza e sui territori occupati, ipotesi successivamente abbandonata. Si sono attivati passaggi interlocutori e informali, condividendo le preoccupazioni e le proposte anche con le referenti delle delegazioni. La delegazione americana ha rinunciato alla visita, quella israeliana invece…

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Gli indizi, a volte, corrono veloci sui social con lo scrollare dello smartphone. E ai più acuti osservatori, ieri, non sarà sfuggito il rilancio su Facebook da parte di Pierluigi Castagnetti della bella lettera aperta scritta dal segretario provinciale del Pd, Massimo Gazza, sul Reggiochildrengate. Nel condividere proprio l’intervento di Gazza pubblicato da SpazioReggio, il padre nobile della Dc prima e del Pd poi, ha commentato: “Una lettera semplicemente perfetta ed esemplare di come debbono essere trattate queste tematiche”. Né ieri, né nei giorni precedenti di questo calvario che sta rischiando di minare l’aura di Reggiochildren e imbarazzando l’intera città, che qualcuno ha perfino avuto l’ardire di paragonare al Terzo Reich, Castagnetti aveva condiviso – e tantomeno sposato in toto – qualche post del sindaco Massari o reel dell’assessore Mahmoud. Che, evidentemente, non avevano trattato in maniera altrettanto “esemplare” queste tematiche. Queste, al plurale. Perché nel suo accorato intervento, il…

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Nel Reggiochildrengate spunta pure un audio ‘rubato’ della presidente Maddalena Tedeschi che parlerebbe – durante un incontro con i genitori dei bambini degli asili – delle “richieste supplementari” fatte alle educatrici delle scuole ebraiche reggiane. Lo riporta il Tg3 e l’audio è stato tramesso questa sera anche durante la seduta del consiglio comunale da Cristian Paglialonga di Fratelli d’Italia. Nell’audio – che può essere ascoltato qui – in realtà la presidente Tedeschi non cita né Gaza né il governo Netanyahu, ma solo le parole “genocidio” e “territori occupati”, che sono in effetti contenute nella Carta “Per una educazione democratica e partecipata” la cui sottoscrizione è richiesta – indistintamente – a tutti coloro che collaborano con Reggio children. La voce che il Tg3 attribuisce alla presidente Tedeschi dice “abbiamo la necessità di recuperare queste dichiarazioni firmate” prima dell’arrivo (si presuppone delle educatrici delle scuole ebraiche americane), notizia che viene accolta con…

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All’inizio fu un semplice post, uno dei tanti, di Cosimo Pederzoli, noto attivista proPal, già segretario provinciale di Sinistra italiana, ora con Avs, mancato consigliere comunale alle ultime amministrative con la lista “Sinistra in comune” che per un pugno di voti non ottenne il seggio (sarebbe comunque andato a Federica Zambelli, che a sorpresa lo surclassò nonostante lui fosse capolista). Erano le 16.14 di giovedì 1 ottobre: ed è in quel preciso istante che nasce il Reggiochildrengate, il caso internazionale che ha riportato all’attenzione del mondo (ma stavolta in negativo) gli asili reggiani dopo i fasti iniziati nel 1991 grazie alla copertina di Newsweek e proseguiti fino a pochi mesi fa, con la regal visita della principessa Kate. Un caso iniziato – come spesso accade – dapprima a livello locale, poi tracimato sulle pagine dei quotidiani di tutta Italia, fino a valicare l’Oceano. E che oggi vale la pena ripercorrere…

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La polemica sulla mancata visita delle scuole ebraiche americane agli asili reggiani ha ormai rotto gli argini, riempiendo le pagine di siti e giornali in Italia e nel mondo. E provocando reazioni anche scomposte, come quella di Walker Meghnagi, presidente della Comunità ebraica di Milano che è arrivato a chiedere le dimissioni del sindaco Massari ricorrendo a un vergognoso paragone con Goebbels, fedele braccio destro di Hitler e ministro della Propaganda del Terzo Reich, e con il gerarca fascista Farinacci. Un paragone assolutamente inaccettabile nei confronti del sindaco della città del Tricolore e Medaglia d’oro al Valor militare per la Resistenza all’occupazione nazifascista. “Al Comune di Reggio Emilia si promuovono progetti sull’inclusione e sui valori democratici, si invitano docenti americani di religione ebraica per attività didattiche e di dialogo, e poi si pretende di imporre loro dittatorialmente di prendere posizione su una vicenda politica, solo ed esclusivamente perché per il…

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SpazioReggio ha “intervistato” Pesha Kletenik, preside della Manhattan Day School, una dei cento educatori americani che avrebbero dovuto visitare gli asili reggiani, ma che all’ultimo momento hanno rinunciato al viaggio a causa delle polemiche esplose in città in questi ultimi giorni e alla richiesta di abiura nei confronti del governo Netanyahu.Abbiamo “intervistato” tra virgolette, perché in realtà abbiamo trasformato in intervista – in maniera perfettamente fedele – le parole di Pesha Kletenik, così come sono state riportate da sua madre Rivy Poupko Kletenik (a sua volta apprezzata insegnante e dirigente scolastica ebraica negli Stati Uniti) nel blog che cura per il sito The Times of Israel. Nel blog – oltre a ribadire che la missione a Reggio degli educatori ebraici è saltata perché “la loro partecipazione non era più gradita, a meno che non avessero firmato un documento in cui rinnegavano ogni legame con Israele e con le politiche israeliane”…

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In seguito alla sentenza del Consiglio di Stato, Conad Centro Nord ha diffuso oggi pomeriggio la seguente nota. Conad Centro Nord rileva che la disposizione del Consiglio di Stato, pubblicata in data odierna a seguito dell’udienza dell’8 ottobre 2026, non muta il quadro complessivo e impone soltanto di non effettuare ulteriori abbattimenti di alberi, cosa peraltro già prevista dal progetto. I lavori, autorizzati con Permesso di Costruire rilasciato nel febbraio 2026, erano inizialmente programmati con avvio il 3 agosto, d’intesa con il Comune al fine di limitare le possibili interferenze con le attività dell’istituto scolastico adiacente all’area di intervento. L’avvio delle attività è stato tuttavia possibile solo a partire dal 30 settembre, una volta rese possibili le condizioni necessarie per l’accesso e lo svolgimento dei lavori in sicurezza. Il pronunciamento odierno si inserisce in un quadro già definito dal TAR di Parma che, con ordinanza del 22 luglio scorso, ha…

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“Prendo le distanze dall’occupazione di Gaza e dalla violazione dei diritti dei bambini e degli esseri umani nei territori occupati, così come in ogni altro luogo del mondo”. Sarebbe questa la “ulteriore presa di distanza, esplicita, dalle politiche del governo Netanyahu” pretesa da Reggio Children nei confronti degli insegnanti di scuole dell’infanzia ebraiche, attesi dall’11 ottobre in visita agli asili reggiani. Richiesta che, come noto, ha portato oggi un centinaio di insegnanti di scuole ebraiche americane a rinunciare alla visita, confermata invece da 25 loro colleghi israeliani. E’ quanto sostiene, citando uno screenshot ottenuto dal giornale, il Jewish Insider, testata giornalistica digitale fondata nel 2015 a Washington D.C., legata alla comunità ebraica. In un lungo e dettagliato articolo firmato da Haley Cohen – dal titolo “Jewish preschool educators forced to condemn Israel to attend Reggio Emilia conference” (Educatori di scuole materne ebraiche costretti a condannare Israele per partecipare alla conferenza…

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Da lunedì 12 a venerdì 16 ottobre Reggio Emilia accoglierà i 25 insegnanti ed educatori provenienti da Israele, che hanno confermato la partecipazione alla visita di studio. Il gruppo di insegnanti delle scuole ebraiche statunitensi, dopo aver seguito a distanza il dibattito di questi giorni in città, ha invece valutato collettivamente di rimandare il viaggio. Lo ha reso noto questa mattina Reggio Children, aggiungendo di “rispettare la decisione”. “Con alcune di queste persone il dialogo era aperto da tempo, e non si chiude con un viaggio rinviato: proseguirà, quando le condizioni lo consentiranno, sul terreno che è sempre stato il suo, quello dell’educazione, e nel nome dei principi che la carta “Per una educazione democratica e partecipata” affida a chiunque lavori con le scuole di Reggio Emilia. Parlarsi è un lavoro, e a volte chiede tempo. È la cosa che Reggio Children sa fare, ed è quella che continuerà a…

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