Una Hotels, chi ti ferma più? Continua il magic moment con Tortona (88 – 69)
La Una Hotels si è trasformata in una corazzata inarrestabile. E con una partita senza storia, tra le mura di casa del Palabigi travolge anche la Bertram Derthona con il risultato finale 88 a 69. I biancorossi reggiani fanno mostra di una difesa granitica e a tratti imperforabile e concedono agli ospiti piemontesi, abituati a segnare a bizzeffe, solo 69 punti. Continua la scalata della classifica dei biancorossi reggiani che possono mettere nel mirino il quinto posto, oggi occupato proprio da Tortona. Una Hotels Reggio Emilia: Barford 23, Uglietti 16, Caupain 15, Echenique 12, Thor 7, Woldatensae 3, Williams 5, Carboni, Severini 5, Vitali, Emokhare, Rossato. Bertram Derthona Tortona: Strautins 14, Vital 13, Olejniczak 10, Baldasso 10, Pecchia 7, Hubb 4, Gorham 4, Manion 3, Chapman 2, Tandia, Biligha 2, Riisma.
Reggiana, un punto per sperare. Nel finale doppia beffa: 2 reti annullate
In una partita decisiva per la permanenza in serie B Reggiana la Reggiana ha dimostrato di saper vendere cara la pelle. Bella partita della squadra di Pierpaolo Bisoli al Mapei Stadium – Città del Tricolore, contro un avversario di livello, il Palermo, e con i granata beffati nel finale, quando due reti sono state annullate dal Var per fuori gioco di pochi centimetri, prima a Rover e poi a Girma. La Reggiana era passata in vantaggio al 21′ del primo tempo con una rete di Lambourde, raggiunta dopo 9 minuti da un gol di Palumbo. I granata anche nel secondo tempo hanno fornito una prova di carattere, creando occasioni e non perdendosi d’animo neppure dopo l’espulsione di Papetti. Poi nel finale le due reti annullate che avrebbero portato in casa granata 3 punti d’oro per la lotta alla salvezza.


Il calcio italiano senza coraggio alla periferia dell’impero
di Alessandro Bassi «C’è un buco nero nel sistema calcio italiano che è ben localizzato ormai da tempo, tra ilcampionato Primavera e i tornei professionistici». Avere coraggioIn certe curve della storia occorre avere coraggio. Avere il coraggio di abbandonare rendite di posizione e sparigliare le carte, rimescolare il mazzo e cambiare schemi. Più facile a dirsi che a farsi, soprattutto se chi è chiamato al coraggio da oltre un quarto di secolo si è accoccolato su un’idea di sé che ormai appartiene solo ai libri di storia.Il calcio italiano non è più il centro dell’universo calcistico europeo e mondiale. Non lo è più perché prima affiancato e quindi superato da altre realtà che hanno investito risorse, attuato riforme strutturali e “scommesso” in visioni a medio-lungo termine. In altre parole: hanno avuto coraggio.Dal 2018 (tre edizioni) la Nazionale italiana non si qualifica alla Coppa del mondo, e per quel che concerne…
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