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“E’ impossibile”. Lo dicevano tutti, persino i reggiani meno scettici. Ma quella che alle orecchie dei più era suonata come una cosa da non poterci neanche credere, l’incredibile fino a rasentare la bufala, oggi fa parte della storia musicale di Reggio Emilia e anche mondiale.Era il 20 settembre del 1997 di 29 anni fa quando, nel cuore dell’Emilia, atterrarono da un elicottero della polizia gli U2.Il celebre PopMart Tour, acclamato in tutto il globo, fece solo due tappe in Italia: Reggio Emilia e Roma. Così, una delle band rock più fanmose e longeve della storia della musica, formatasi a Dublino nel 1976: Bono (voce), The Edge (chitarra), Adam Clayton (basso) e Larry Mullen Jr. (batteria), da un palco stellare e futuribile, diede vita a 2 ore e 40 di uno storico live per 150mila fans appostati per ore sull’erba falciata del Campovolo.Quel 20 settembre era una giornata calda alle porte…

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Basta milioni spesi: il degrado non si combatte con i finanziamenti, ma con il ritorno delle regole. Ancora una volta si annunciano decine di milioni di euro per “riqualificare” stazioni e quartieri. Ancora una volta si parla di illuminazione, arredi urbani, videosorveglianza, decoro e progetti. E ancora una volta si evita di affrontare il vero problema. La sicurezza non si compra con altri finanziamenti.Da anni governi di destra e di sinistra continuano a stanziare risorse, cambiano i nomi dei piani, organizzano tavoli, presentano conferenze stampa e inaugurano nuovi progetti. Eppure la percezione dei cittadini resta la stessa: paura, degrado e occupazione degli spazi pubblici da parte di chi non rispetta alcuna regola. Il punto è semplice e molti sembrano non volerlo dire. Il degrado nasce quando lo Stato smette di far rispettare le regole. Se una persona può occupare abusivamente una stazione, spacciare, molestare i viaggiatori, ubriacarsi in pubblico o…

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Il novellarese Naborre Campanini è stato, forse, l’intellettuale e studioso della storia locale che ha più profondamente inciso nella cultura reggiana. Nel corso dei suoi 75 anni di vita ha ricoperto numerosi e importanti incarichi nelle istituzioni culturali di Reggio Emilia, distinguendosi sempre per competenza, originalità, creatività e attenzione alle giovani generazioni. L’elenco preciso delle cariche ricoperte, ma soprattutto quello delle sue iniziative e realizzazioni necessiterebbe di un intero volume, e forse non basterebbe. Il nome Naborre, piuttosto insolito, prese origine dall’antico babilonese “Nabor”, che significa amico di Nebo, una divinità protettrice dell’arte dello scrivere. Mai nome, in effetti, fu più azzeccato per una personalità come la sua, che studiò e scrisse per tutta la vita. Naborre visse a lungo a Reggio ospite in casa dei conti Palazzi Trivelli, forse amici di famiglia, scrivendo tra l’altro una biografia della contessa Leocadia Palazzi Trivelli, mecenate e amica di Giuseppe Verdi, Giovanni…

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