E’ inziata nella notte la ventitreesima edizione del campionato mondiale di calcio, la quattordicesima sotto la denominazione di “Coppa del mondo FIFA”, la terza di fila senza l’Italia. Ma un po’ di Reggio ci sarà.

Uno dei protagonisti reggiani – ed è scontato – sarà Carlo Ancelotti, che proprio ieri (10 giugno) ha compiuto 67 anni. Nato a Reggiolo, dove esordì nelle giovanili, calciatore di Parma, Roma e Milan e poi uno dei più vincenti allenatori del mondo. Carletto è l’unico ad avere vinto tutti i cinque principali campionati europei (Serie A, Premier League, Ligue 1, Bundesliga e Primera División) e detiene il record di Champions Legue e Supercoppe europee vinte dalla panchina (5 + 5). A lui, in un periodo di grande difficoltà, si è affidata nientemeno che la Nazionale del Brasile, la leggendaria seleção, a sua volta detentrice del maggior numero di Mondiali vinti (5 anche in questo caso, ma l’ultimo nel lontano 2002).
Ma è soprattutto la storia di Amad Diallo ad affascinare. Perché è una storia che richiama alle mente le tante immagini di bambini appena sbarcati in Italia, con gli occhioni neri pieni di paura mista a speranza, i piedi scalzi, ma con indosso una maglia taroccata del Barcellona, del Psg, del Real o di qualche squadra della Premier league. Ed è una storia con un lieto, anzi lietissimo fine, perché Amad Diallo la maglia del Manchester United l’ha poi indossata davvero, segnando per altro gol come questo…
E lunedì prossimo (all’una della notte italiana) indosserà contro l’Ecuador quella della Nazionale della Costa d’Avorio, con la quale pochi giorni fa Diallo ha segnato quasi allo scadere il 2 a 1 con cui gli ‘elefanti’ africani hanno battuto in amichevole i vicecampioni del mondo della Francia. La sua prima maglietta, però, è stata gialloblù. Ed era quella del Boca Barco, storica società calcistica della frazione di Bibbiano dove tra il 2014 e il 2015 Amad inizia a tirare i primi calci insieme al fratellino Hamed Junior Traorè. Perché Amad, a quei tempi, diceva di chiamarsi appunto Traoré, come il fratello Hames Junior che poi finirà al Sassuolo.
In realtà – scoprirà più tardi la Procura di Parma, ed entrambi patteggeranno con la Procura federale una multa di 48.000 euro – i due non erano fratelli così come i genitori presentati per chiedere il ricongiumento ed essere tesserato con il Boca Barco il 14 gennaio 2015 non erano in realtà i suoi genitori.
Sta di fatto che Amad Diallo, nato l’11 luglio 2002 ad Abidjan, ex capitale della Costa d’Avorio e città più popolosa del paese con ben 5,6 milioni di abitanti complessivi nell’area metropolitana – inizia subito nel Reggiano a dimostrare di avere i numeri giusti per sfondare. “Non abbiamo scoperto Amad, ma piuttosto è venuto lui da noi. Ed è stato un grande colpo di fortuna”, ha raccontato Denis Cerlini – che lo ha avuto al Boca Barco – a BBC Sport (che fa pure peggio di Paris Match con la principessa Kate, e definisce la società della nostra Val d’Enza “a tiny amateur club from Emilia in the north of the country between Parma and Bologna”…).
“Fin dal primo momento, era evidente che il ragazzo era speciale. Era molto audace e veloce, possedeva una grande tecnica ed eseguiva tutto a grande velocità. Giocava con i 1999, lui che è un 2002, e c’erano addirittura dei fuoriquota 1998, ma li saltava tutti come birilli. Era impossibile non accorgersi delle abilità di Amad. Per l’età, pur non altissimo, aveva una struttura fisica abbastanza definita ma ciò che più impressionava di lui era l’aspetto tecnico: ambidestro, tocco raffinato, psicocinetica sviluppata – – continua Cerlini – Era anche popolare nello spogliatoio. Si è fatto molti amici, ha imparato l’italiano e sembrava essere un ragazzo molto solare, positivo e anche determinato, sapeva esattamente quello che voleva”.

Nei campionati provinciali fa faville, trascinando il Boca Barco. Tra i pochissimi ricordi negativi della sua infanzia pallonara, il rigore che incredibilmente si fa parare da un altro… bomber, Alessandro Molon del Quaresimo, finito tra i pali dopo l’espulsione del portiere. Un piccolo incidente di percorso in una rapidissima carriera da predestinato. Arrivano così i primi provini, Giovanni Galli, ex portiere del Milan e allora responsabile dell’area tecnica dei toscani, lo invita alla Lucchese, poi anche Juve, Bologna, e Roma. Ma il vero colpo di grazia scatta con l’Atalanta, che resta colpita dall’allora dodicenne durante un torneo natalizio organizzato dall’Uisp. “Era il primo torneo competitivo a cui prendeva parte. L’iter burocratico per il tesseramento andava per le lunghe e anche per noi fu l’occasione per vederlo finalmente all’opera. Giocava con gli Esordienti a 11, da seconda punta. Svariava, veniva dietro a giocar palla e soprattutto vedeva facilmente la porta”, ricorda ancora con orgoglio il responsabile del Boca Barco. Da quell’esperienza Amad torna a casa con il titolo cannonieri, il premio di miglior giocatore e le lusinghe del capo-scouting del club bergamasco Maurizio Costanzi, prodromo dell’arrivo alla Dea che poi lo tessererà per le giovanili, lo farà debuttare in seria A il 27 ottobre 2019 contro l’Udinese (dove impiegherà solo 6 minuti per segnare il suo primo gol, primo giocatore classe 2002 ad andare a segno nel massimo campionato italiano) e un anno dopo lo venderà al Manchester United per 40 milioni.
Il lungo viaggio del piccolo Amad iniziato da Barco di Bibbiano e passato per l’Inghilterra arriva dunque ora tra Stati Uniti, Canada e Messico. Portando un pezzo di Reggio ai Mondiali.
