SpazioReggio

Tra l’8 e il 9 settembre reparti tedeschi occupano le caserme e gli edifici pubblici e governativi. Alcuni episodi di resistenza sono dovuti più al senso dell’onore o al sentimento antinazista di alcuni soldati e ufficiali che non alle disposizioni del governo. Praticamente soldati, armi, magazzini militari, sono posti nelle mani dei tedeschi. Nei dintorni della città sono accampati numerosi reparti tedeschi corazzati calati in Italia dal Brennero dopo l’arresto di Mussolini, il 25 luglio 1943, il cui comando è situato nelle ville del Parco Terrachini. La sera dell’8 settembre però, queste truppe lasciano improvvisamente la città per ritirarsi nei loro accampamenti. Intanto il Comando del Presidio Militare ordina ai reparti dipendenti di provvedere alla difesa delle caserme. Verso le 23, il Comandante del Presidio comunica la sua decisione di consegnare le truppe nelle caserme con l’ordine di opporsi ad eventuali attacchi tedeschi. Sono fatti rientrare anche i pattuglioni che…

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Mancava poco più di un mese alla data dell’armistizio, era il 25 luglio del 1943, e Reggio Emilia si era scoperta già ricca di spirito antifascista.Al posto del “Il Solco Fascista”, il quotidiano del Pnf, apparve la testata “Il Tricolore”. La città si era rinnovata di vita democratica. Molti esponenti dell’antiregime avevano scelto di fare ritorno a Reggio Emilia, chi proveniente dall’estero e chi uscito dal carcere, mentre nei primi giorni di gran caldo del mese di agosto prese vita il Comitato d’intesa patriottica.La riunione costitutiva nello studio dell’avvocato e comunista Giannino Degani, e vi parteciparono: il compagno di partito Aldo Magnani, i socialisti Nino Prandi, Angelo Mazzini e Amilcare Storchi, padre Placido da Pavullo, per la componente Cristiano sociale e Vittorio Pellizzi, indipendente e poi azionista. Ma l’intesa ebbe vita breve, appena poco più di un mese. L’ultima riunione del Comitato d’intesa patriottica si tenne poco tempo dopo, il…

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Otello Montanari e il ‘Chi sa, parli’ Otello Montanari, ex partigiano, parlamentare, dirigente comunista reggiano e presidente dell’Istituto “A. Cervi”, nell’articolo“Rigore sugli atti di ‘Eros’ e Nizzoli”, pubblicato sul “Resto del Carlino Reggio” il 29 agosto 1990 – che si chiude con l’appello divenuto celebre “Chi sa, parli” – ricostruisce le vicende dei delitti che insanguinarono il Reggiano tra il 1945 e il 1947, in particolarequello dell’ingegnere Arnaldo Vischi, direttore tecnico delle Officine Reggiane, e delle responsabilità che li permisero o li tollerarono. Il 31 agosto 1990 sarebbero stati esattamente quarantacinque anni dall’assassinio dell’ingegnere Vischi, «Il primo e più grave delitto del dopoguerra». Il cadavere fu rinvenuto la mattina del 1° settembre 1945. Montanari infranse un primo tabù: il delitto Vischi non fu un delitto fascista come dichiarò l’allora segretario comunista Arrigo Nizzoli, ma fu commesso da «persone iscritte al Pci». Un argomento, la violenza, che il periodico di allora…

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La terza e conclusiva puntata sulla storia di Vittorio Cantarelli, anarchico reggiano nato a Castelnovo di Sotto (RE) il 16 ottobre 1882 che fu accusato di avere attentato alla vita del Duce, Benito Mussolini. La sua attività tuttavia cessò bruscamente il 9 febbraio 1941, quando venne arrestato dai nazisti e consegnato al Brennero alla polizia fascista. Al suo arrivo in Italia fu subito rinchiuso prima nel carcere di Reggio Emilia e poi il mese successivo, il 22 marzo, in quello di Civitavecchia (matricola n. 9717) per scontare la condanna del 1932. Durante l’interrogatorio al quale venne sottoposto in carcere dal Procuratore Generale Giuseppe Montalto, a specifica domanda dichiarò: “Non ho mai conosciuto Tarchiani Alberto né ho avuto altrimenti rapporti, neppure indiretti, con lui. Col Recchioni non ho avuto rapporti diretti se non dopo la condanna di Angelo Sbardellotto nei sensi che ora specificherò. Il Recchioni mi scrisse a Bruxelles, ove…

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Una presenza insospettata. Leonardo a Reggio? L’autore della Gioconda, dell’Ultima cena e di migliaia di fogli scritti “alla mancina” e brulicanti di disegni meravigliosi e di osservazioni penetranti, ha lasciato la sua impronta anche nella nostra città? Ebbene sì! Tutti sanno che l’artista ha vissuto e lavorato a Firenze, Milano, Mantova, Venezia, Roma, Bologna, Amboise, naturalmente Vinci, ecc., ma cosa c’entra Reggio? Leonardo non ha mai vissuto nella nostra città, né vi si conservano suoi dipinti o disegni ma, grazie al materiale raccolto nel fondo del fisico bibbianese Giovanni Battista Venturi, alle stampe della Raccolta “Angelo Davoli” e ad altri preziosi documenti, un viaggio attraverso il patrimonio della Biblioteca Panizzi può rappresentare un ottimo viatico per la conoscenza di tanti aspetti della figura e dell’opera del Maestro. Cominciamo da alcune notizie biografiche. Leonardo nasce a Vinci il 15 aprile 1452, figlio naturale del notaio ser Piero da Vinci e di…

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Questa è una pagina di cronaca nera in tinte padane. E’ la storia di Leonarda Cianciulli, la saponificatrice di Correggio.Nel racconto l’orrore diventa paradosso. La carne umana, prima smembrata e poi ribollita plasma profumati e delicati saponi per la pelle. La farina di ossa, mescolata coi coaguli di sangue, assume le forme di invitanti biscotti e pasticcini da offrire alle amiche per il tè del pomeriggio. Il macabro rituale si consuma nella cornice di un antico palazzo di via Cavour, nel centro di Correggio, dove donne sedute sui sofà di un salotto accogliente si perdono in chiacchiere e predizioni di carte ascoltando verità da fattucchiera. Leonarda Cianciulli, classe 1894, nacque a Montella, in provincia di Avellino, nell’antica Irpinia. Ultima di sei figli è l’angoscia della madre che la visse come il frutto di violenza. La donna che farà tremare Correggio da bimba non conobbe affetto. I soli amici che ebbe…

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“E’ impossibile”. Lo dicevano tutti, persino i reggiani meno scettici. Ma quella che alle orecchie dei più era suonata come una cosa da non poterci neanche credere, l’incredibile fino a rasentare la bufala, oggi fa parte della storia musicale di Reggio Emilia e anche mondiale.Era il 20 settembre del 1997 di 29 anni fa, quando, nel cuore dell’Emilia, atterrarono da un elicottero della polizia gli U2.Il celebre PopMart Tour, acclamato in tutto il globo, fece solo due tappe in Italia: Reggio Emilia e Roma. Così, una delle band rock più famose e longeve della storia della musica, formatasi a Dublino nel 1976: Bono (voce), The Edge (chitarra), Adam Clayton (basso) e Larry Mullen Jr. (batteria), da un palco stellare e futuribile, diede vita a 2 ore e 40 di uno storico live per 150mila fans appostati per ore sull’erba falciata del Campovolo.Quel 20 settembre era una giornata calda alle porte…

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Esattamente 60 anni fa lunga e diritta correva la strada, l’auto veloce correva, la dolce estate era già cominciata… Era il 2 agosto 1966 quando a circa 10 km dal casello di Reggio Emilia, una Rover 2000 TC su cui viaggiava una coppia di fidanzati emiliani poco più che ventenni, improvvisamente scavalcò l’aiuola spartitraffico piombando sulla corsia di senso opposto e scontrandosi frontalmente con la Fiat 1500 di due bolognesi, che morirono sul colpo. Dei due fidanzatini, l’unico a salvarsi – nonostante ferite gravissime – fu il ragazzo che guidava la Rover 2000 TC, il 21enne modenese Augusto Artioli: tre ore dopo, all’ospedale Santa Maria Nuova, morirà infatti anche la sua ragazza. Lei era Silvana Fontana, aveva 24 anni ed era originaria di Castellarano. E a lei Francesco Guccini dedicherà una delle più belle e struggenti canzoni della musica italiana, “In morte di S.F.”, poi diventata – pare su pressione…

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Già tre giorni erano passati dal folgorante annuncio della caduta di Mussolini e della sua sostituzione con il maresciallo Pietro Badoglio. Ben poche persone, a Reggio Emilia come nel resto dell’Italia, avevano prestato la giusta attenzione al messaggio che il vecchio Maresciallo, veterano di tutte le campagne italiane dalla Libia alla Grecia, aveva lanciato all’indomani del suo insediamento come Capo del Governo «la guerra continua a fianco dell’alleato tedesco… gelosa custode delle sue tradizioni millenarie». L’allora direttore amministrativo delle Reggiane Ferruccio Bellelli, commentando con alcuni suoi dipendenti la nuova situazione politica, consigliò loro di non lasciarsi andare a gesti inconsulti e di fare attenzione, perché i tedeschi e i fascisti rimanevano comunque padroni della situazione e non avrebbero consentito lo scatenarsi di tumulti e manifestazioni. Convinta che la parte del messaggio che assicurava la continuazione della guerra non fosse che un espediente per poter guadagnare il tempo necessario ad operare…

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I primi giorni di giugno del 1989 piazza Tienanmen si sporca del sangue del desiderio di essere liberi, mentre a Reggio la fontana davanti al teatro Municipale (quella del XX secolo, la più amata dai reggiani) si anima dei tifosi della Reggiana che festeggiano, dopo sei anni di Serie C1, la promozione in Serie B. Nell’autunno del 1989 cade un muro in Germania e cadono una ad una le dittature comuniste in mezza Europa. Gli anni da bere stanno volgendo al termine, il mondo si scopre nuovo e nuova si scopre anche la Reggiana che dal 1988 ha una nuova proprietà e una nuova conduzione tecnica. Gli anni d’oro con “Pippo” Marchioro. Dopo l’ennesima stagione fallimentare Giovanni Vandelli lascia la Reggiana nelle mani del mondo cooperativo. Nel marzo del 1988 la Finsport di Walter Sacchetti, già tra gli artefici dell’esplosione del fenomeno basket a Reggio Emilia con la Cantine Riunite,…

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