Reggiana (6), i migliori anni della nostra vita: la promozione in serie A
I primi giorni di giugno del 1989 piazza Tienanmen si sporca del sangue del desiderio di essere liberi, mentre a Reggio la fontana davanti al teatro Municipale (quella del XX secolo, la più amata dai reggiani) si anima dei tifosi della Reggiana che festeggiano, dopo sei anni di Serie C1, la promozione in Serie B. Nell’autunno del 1989 cade un muro in Germania e cadono una ad una le dittature comuniste in mezza Europa. Gli anni da bere stanno volgendo al termine, il mondo si scopre nuovo e nuova si scopre anche la Reggiana che dal 1988 ha una nuova proprietà e una nuova conduzione tecnica. Gli anni d’oro con “Pippo” Marchioro. Dopo l’ennesima stagione fallimentare Giovanni Vandelli lascia la Reggiana nelle mani del mondo cooperativo. Nel marzo del 1988 la Finsport di Walter Sacchetti, già tra gli artefici dell’esplosione del fenomeno basket a Reggio Emilia con la Cantine Riunite,…
Alla riscoperta dei tesori di Palazzo Tirelli, noto come Circolo del Casino
Alla riscoperta di un tesoro ormai nascosto nel centro storico di Reggio Emilia.Si tratta di Palazzo Tirelli, conosciuto anche come Palazzo Gabbi (edificio che sorge in via Gabbi al civico 16, laterale di via Emilia San Pietro), che è stato per secoli teatro della vita sociale della nobiltà reggiana.L’edificio, con sale e interni di grande pregio, venne edificato nel Seicento per volontà dei marchesi Gabbi (le spoglie di alcuni esponenti dell’antico casato riposano oggi nella vicina chiesa di San Domenico), mentre nell’Ottocento fu acquistato dalla nobile famiglia dei Tirelli.Un gioiello oggi invisibile al pubblico. Ma aperto il grande portone in affaccio su via Gabbi è un lungo androne, alto e stretto, che ci conduce in un piccolo e delizioso chiostro interno avvolto nel silenzio, privo di rumori dalla strada che non è di grande transito.Sulla destra del cortile, l’entrata al palazzo nobile: una grande e larga scalinata, decorata con prospettive…
Quando il Canale di Secchia entrava in centro a Reggio sotto le antiche mura
Nei controviale di viale dei Mille, nei pressi della casa cantoniera, si vede una larga copertura in lamiera zincata che nasconde una cisterna che testimonia la presenza del Canale di Secchia che entra da sotto il bastione, ancora visibile all’incrocio tra via Bellelli e viale Montegrappa. La facciata del bastione rivolta alla città, il «Casone», che nel suo prolungamento su viale Montegrappa in direzione San Pietro, consente ancora oggi di vedere le ultime mura erette alla fine del secolo XII, «con il taglio sulle medesime nella svolta su via Belloli, dove è visibile anche una diversa tamponatura muraria tracciata in corrispondenza di una antica postazione di una cannoniera previ- sta a scopo difensivo». Sul frontespizio del baluardo è visibile l’arco ogivale originario del 1226 in cotto, con alcune parti in pietra. Nel 1985, dall’architetto Maria Cristina Costa, furono effettuati gli ultimi rilevanti lavori di restauro che hanno valorizzato molti aspetti…
Arriva The Odyssey, il film di Nolan è una rivoluzione ingegneristica
The Odyssey, nuovo capolavoro di Nolan? The Odyssey, il nuovo film diretto da Christopher Nolan (regista e sceneggiatore di altri film molto noti come Oppenheimer, Interstellar, Il cavaliere oscuro, Dunkirk, Inception), uscirà nelle sale in Italia giovedì 16 luglio 2026. La trama si basa sull’omonimo poema epico di Omero e presenta un cast ricercato: Matt Damon (Odisseo), Tom Holland (Telemaco), Anne Hathaway (Penelope), Zendaya (Atena), Charlize Theron (Calipso), Lupita Nyong’o (Elena di Troia e Clitennestra). Inoltre The Odyssey segna la seconda apparizione cinematografica (dopo Spider-man: Brand New Day) di Tom Holland e Zendaya dopo l’annuncio ufficiale delle nozze all’inizio del 2026. Una rivoluzione ingegneristica Il film è il primo lungometraggio narrativo della storia girato al 100% con cineprese IMAX su pellicola da 70mm garantendo la massima risoluzione e immersione visiva. Sono stati utilizzati oltre 609 km (2 milioni di piedi) di pellicola. Fino ad oggi, i registi (incluso lo stesso…
C’era due volte il barone Franchetti: temerario esploratore e agente segreto
La famiglia dei baroni Franchetti era una stirpe di energici commercianti, imprenditori, possidenti, che avevano creato una delle fortune economiche più vaste d’Europa.Raimondo Franchetti senior, conosciuto all’epoca come l’uomo più ricco d’Italia, possedeva in tutta l’Italia settentrionale immense proprietà agricole, allevamenti e attività industriali. Seguiva quella visione filantropica ed illuminata che caratterizzò molti esponenti dell’imprenditorialità italiana di fine secolo. Energico, attivissimo, volitivo, costruì o riattò residenze in ognuno dei tanti luoghi in cui aveva attività ed interessi. A Reggio Emilia aveva costruito il palazzo in via Emilia Santo Stefano, attualmente sede della Scuola Media “Alessandro Manzoni”, ed aveva acquistato tutta la collina del Cavazzone, erigendovi la ben nota villa ed azienda agricola. Dal matrimonio con l’austriaca Luisa Rothschild, della famiglia dei finanzieri più potenti d’Europa, ebbe un figlio, Giorgio, proprietario e restauratore della Ca’d’Oro, che ancora vede raccolta a Venezia la sua collezione di eccezionali opere d’arte. L’altro figlio, Alberto,…
Gli anni ’70, quando il lavoro creava diritti: la mensa di Corte Tegge
Con la partecipazione di Francesca Bedogni, sindaco di Cavriago, e di Marco Massari, sindaco di Reggio Emilia, è stato presentato al Catomes Tot, in centro storico a Reggio, il libro ˆLa mensa di Corte Tegge. Storia di una conquista sociale. Gli anni ’70: quando il lavoro creava diritti” (TM Edizioni, 2026). Un libro di testimonianze, saggi storici, foto e documentiInsieme ai due primi cittadini erano presenti al tavolo alcuni degli autori del libro, tra i quali Franco Ferretti, Remo Guarnieri, Ferretti, Dumas lori e Jones Reverberi e Gianni Oreste Torri. «Tra il 1973 e il 1976 i consigli di fabbrica delle aziende dell’area industriale di Corte Tegge, sostenuti da Cgil, Cisl e Uil – spiegano i relatori – portarono avanti una vertenza innovativa: chiedere alle imprese un contributo economico per realizzare una mensa comune, capace di garantire un servizio essenziale a migliaia di lavoratrici e lavoratori, in gran parte pendolari.…
Costituenti reggiani (4). Simonini: massimalista, riformista e leader Psdi
Erano 8 i reggiani che presero parte all’Assemblea Costituente (556 deputati) che si riunì per la prima volta il 25 giugno 1946 a Palazzo Montecitorio con il compito specifico di redigere una nuova Costituzione per lo Stato.Ripercorriamo qui sotto la loro vita con delle brevi schede. La quarta riguarda riguarda Alberto Simonini, socialista massimalista, poi riformista nel Psi e infine leader nel Psdi di Giuseppe Saragat. Alberto Simonini (Reggio Emilia 19 febbraio 1896 – Strasburgo 7 luglio 1960) Nasce a Reggio Emilia il 19 febbraio 1896. Trascorre l’infanzia a Piacenza, dove il padre è costretto a trasferirsi per motivi di lavoro. Qui termina le scuole elementari e trova un’occupazione come meccanico. Si sposta successivamente a Brescia, dove nel 1912 aderisce alla federazione giovanile socialista, di cui diventerà segretario l’anno successivo. Partecipa alle proteste contro la guerra di Libia, per le quali viene condannato a tre giorni di carcere.Nell’agosto del 1914, torna a…
Da Pupi Avati a Sgarbi, la dolce vita dell’uomo in smoking
Negli anni Novanta il reggiano più noto d’Italia – almeno sul piccolo schermo – non era né un cantante, né un politico, né un capitano d’industria, ma un omino paffutello dalle gote rubizze e lo sguardo dolce, sempre e comunque sorridente. Su Canale 5, tutti i santi giorni, lo guardavano milioni e milioni di italiani. Lo guardavano, appunto. Perché lui appariva e basta, non parlava praticamente mai. Vittorio Sgarbi lo aveva scelto come spalla silenziosa in “Sgarbi quotidiani”, striscia di approfondimento dei principali temi di attualità andata in onda per quasi sette anni di fila, tra l’ottobre 1992 e il maggio 1999, collezionando ben 3 milioni e mezzo di telespettatori. Lui era Abramo Orlandini, morto oggi a 65 anni, e con la sua scomparsa se ne va un altro dei leggendari personaggi della “Reggio da bere”, quella che negli anni Ottanta appariva a tutti splendida, specie a chi – all’epoca…
Claudia Koll: la grazia di Dio ha cambiato ‘Qualcosa di me’
«È la mia vita – ci racconta Claudia Koll – noi siamo il risultato di una storia. Le fondamenta, della mia vita di oggi risalgono a quando ero piccolina e così anche il desiderio di diventare attrice».Claudia Koll, il cui nome all’anagrafe è Claudia Colacione, è nata a Roma nel 1965, città dove attualmente vive. L’abbiamo voluta incontrare, attratti, non incuriositi, dalla sua vita. È attrice di cinema, teatro e televisione. Nel 2000 è avvenuto in lei un cambiamento esistenziale e un ritorno alla fede in Dio che, senza nulla togliere al suo essere artista, l’ha portata a fondare un’Associazione Le Opere del Padre, dedita all’evangelizzazione e al sostegno delle persone in stato di bisogno, sia in Italia che in altre nazioni. L’occasione ci è stata offerta dalla presentazione del suo libro Qualcosa di me. Dialogo con un’amica al Parco Cervi di Reggio Emilia, nel corso di Festa Incontro, la kermesse organizzata…
Costituenti reggiani (3). Marconi: il bianco che tenne a bada i rossi
Erano 8 i reggiani che presero parte all’Assemblea Costituente (556 deputati) che si riunì per la prima volta il 25 giugno 1946 a Palazzo Montecitorio con il compito specifico di redigere una nuova Costituzione per lo Stato.Ripercorriamo qui sotto la loro vita con delle brevi schede. La terza riguarda riguarda Pasquale Marconi, partigiano ed esponente della Democrazia cristiana. Marconi Pasquale (Vetto d’Enza 18 febbraio 1898 – Castelnovo Monti 1972). Nasce il 18 febbraio 1898 a Vetto d’Enza, nell’Appennino reggiano. Dopo aver conseguito la licenza elementare, si iscrive al seminario di Marola il 3 novembre 1910. Scoprendo di non avere la vocazione al sacerdozio, tuttavia, abbandona il seminario e consegue la maturità classica da privatista presso il liceo di Reggio Emilia.Nell’estate del 1917 viene richiamato in guerra come aspirante ufficiale di complemento. In seguito alla disfatta di Caporetto, nell’ottobre 1917, viene catturato e imprigionato, prima in Polonia e poi in Germania. Riesce…









