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Ottobre quest’anno si è aperto con un evento importante per il calcio e per la sua storia. Nella suggestiva cornice dei locali della Krumireria Corino a Casale Monferrato, in collaborazione con il Museo Nerostellato è stato celebrato il convegno “Pagine di storia del football’, il primo convegno nazionale dedicato al football dei pionieri. Nato dall’intuizione dello scrittore e storico del calcio Antonio Priore, già ideatore della pagina Facebook “Il football dei Pionieri 1863 – 1939”, per tre giorni a Casale si sono dati appuntamento oltre venti tra i maggiori studiosi di calcio delle origini per fare un punto sullo stato delle ricerche e per presentare libri e studi che hanno spaziato dalle società ai giocatori dalle origini sino alla Seconda guerra mondiale, con una dimensione che dal locale ha toccato il nazionale e l’internazionale. Un viaggio della memoria che ha attraversato epoche, società e personaggi che hanno contribuito a piantare…

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L’Europa negli anni Trenta del Novecento (nella seconda puntata la storia dei combattenti fascisti in Spagna) Parlare della guerra civile spagnola scoppiata novant’anni fa non si può non rievocare un’Europa in cui fascismo e nazismo tenevano in scacco le democrazie liberali, come Francia e Inghilterra, mentre a Est, da vent’anni circa, un altro totalitarismo, di colore diverso, aveva fondato il proprio “regno”, l’Urss, l’Unione delle repubbliche socialiste sovietiche. La patria del socialismo, pensavano. Da poco meno di vent’anni sull’onda della Rivoluzione russa (novembre 1917), che fondò la Terza internazionale, in Europa erano stati costituiti i partiti comunisti, sezioni dell’Internazionale. In Italia il Pcd’I venne formato nel gennaio 1921, scissione minoritaria del Partito socialista, mentre nel paese, in particolare nelle regioni del centro-nord, imperversava la violenza fascista contro gli oppositori. Anche la provincia di Reggio Emilia fu travolta dallo squadrismo. Man mano che la dittatura mussoliniana si consolidava sempre più oppositori…

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Grande imprenditore cooperativo, socialista riformista, uomo dinamico, creativo e visionario ha contribuito come pochi altri allo sviluppo economico e alla modernizzazione di Reggio Emilia. Fedele all’insegnamento appreso in gioventù da Camillo Prampolini, spese la sua vita al riscatto del mondo contadino, individuando nel modello cooperativo lo strumento più utile allo scopo. Nato nel 1904 a Villa Rivalta, frazione di Reggio Emilia, da umile famiglia. Suo padre Alberto, sposato con Rosa Cacciavillani, era infatti un operaio della cooperativa cementori di idee socialiste. Romeo, considerate le scarse risorse economiche della famiglia, con grande determinazione riuscì ad abbinare lo studio ragionieristico con il lavoro di scalpellino incisore presso la stessa cooperativa dove lavorava il padre fino al 1921. La sua adesione al socialismo avvenne nel 1918, quando, ormai residente a Reggio, iniziò a frequentare il circolo De Amicis cittadino, ricoprendo, nel 1924, la carica di segretario amministrativo della sezione giovanile del PSU di…

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Nella seconda metà del decennio con il Boom economico inizia il rapido cambiamento di un assetto sociale ed economico plurisecolare: ancora nel 1951 nella provincia gli addetti al settore agricolo sono il 54% degli attivi, nel ’71 si riducono al 21%, mentre gli occupati nell’industria dal 27 % passano al 45%. L’inizio di questa grande trasformazione è segnato, a Reggio, dalla vicenda del luglio ’60 che vede cinque caduti in piazza ad opera della polizia che spara nella manifestazione promossa dalla CGIL contro la svolta a destra del governo Tambroni: i “morti di Reggio Emilia” lasciano un segno nella mentalità e memoria collettiva, specie dei giovani che dal lavoro nella campagna divengono operai nell’industria, nell’edilizia, nei servizi. Gli anni Sessanta vedono l’affermarsi di una non scontata ripresa della presenza e iniziativa sindacale in un tessuto industriale in gran parte nuovo, si attua una nuova unità sindacale, che si basa su…

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Streghe, tarocchi ed erbe officinali vivono al parco delle Acque Chiare in via Antonio Cugini a Reggio Emilia nel Giardino di Gabrina e, dal maggio scorso, anche sul Sentiero Arcano. Ne abbiamo parlato con Barbara Malatrasi, consulente per i Tarocchi, e Franca Moretti, presidente dell’“Indaco – Atelier di ricerca musicale ed espressiva – ” (che possiamo ascoltare nella video intervista), animatrici del Sentiero Arcano, che si snoda di fronte al Giardino di Gabrina, “un’erbaiola”, come precisa Franca Moretti, del 1300. Gabrina degli Albeti, guaritrice reggiana, fu processata per stregoneria nel 1375, marchiata a fuoco e amputata della lingua. “Dalla strega Gabrina ai Tarocchi il passo è stato breve”, dice la presidente dell’Indaco. “I tarocchi – racconta Barbara Malatrasi – sono un libro muto, parlano a chi sa guardare e sentire. Parlano con immagini, simboli, segni e narrano racconti, amori, passioni, emozioni, sfide e prove da superare. sono il racconto dell’uomo,…

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Fare la storia del Partito comunista di Reggio Emilia è scrivere la storia generale di questo territorio da un punto di vista monografico, ponendone in risalto un aspetto particolare. “Comunisti reggiani (1921-1991) – Strumenti e apparati”, volume edito da Panozzo, curato da Glauco Bertani, Mirco Carrattieri e Tiziana Fontanesi, nato da un progetto di ricerca coordinato da Istoreco – con il contributo di Fondazione Reggio Tricolore e Unipol Assicoop – riunisce per la prima volta in un unico volume gli strumenti necessari per studiare la storia del Partito comunista italiano nella provincia di Reggio Emilia. Attraverso biografie, dati, fotografie, mappe, tabelle e una ricca bibliografia il volume si propone di fornire gli strumenti fondamentali per approntare, finalmente, la storia dei comunisti reggiani dal 1921 al 1991, con particolare riferimento alla stagione “di governo” del dopoguerra. “Comunisti reggiani (1921-1991)”, è un ampio repertorio documentario e di consultazione. Il lettore può seguire…

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La magia sul far della sera della folla in processione sul Po nel mese di settembre con il Cristo Parlante della chiesa di Brescello. Un evento legato alle atmosfere in bianco e nero del “Mondo Piccolo” di Giovannino Guareschi che rievoca la scena de “Il ritorno di don Camillo” (1953), in cui il sacerdote si reca da solo a benedire le acque del Grande Fiume in piena.Poi nella piazza centrale del comune rivierasco, Giuseppe Bottazzi, per tutti Peppone, che fa un comizio dopo essere stato proclamato sindaco e sotto al palco la sua folla che fa bella mostra dei fazzoletti rossi al collo. La due giorni di Parva Mundi (sabato e domenica), con migliaia di persone che hanno visitato il paese della Bassa reggiana, ha fatto rivivere i personaggi che hanno reso il nome di Brescello celebre in tutto il mondo. La seconda parte dei video e delle interviste del…

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Tra la processione sul Po e il comizio in piazza di Giuseppe Bottazzi, un successo la Brescello di Giovannino Guareschi con Peppone e don Camillo. Pier Luigi Alberici, giornalista e videomaker, ha seguito la due giorni nel comune rivierasco della Bassa reggiana con interviste alle autorità cittadine, ai protagonisti dell’evento e alla gente che si è riversata nel centro del paese per rivevere le tracce dei romanzi e dei film che hanno reso celebre Brescello. (Parte prima continua)

Negli anni cinquanta chi non era filosovietico e quindi stalinista, era accusato d’essere filoamericano e complice del capitalismo. Era la logica imposta dalla guerra fredda e dalla divisione del mondo in due blocchi contrapposti. Perseguire una terza via equivaleva a mettere tutti sullo stesso piano, non identificare le responsabilità e commettere un reato che meritava una dura condanna. Erano gli anni seguiti alla rottura tra Tito e Stalin, sancita dalla condanna sancita dal Cominform nel 1948. O si stava con Mosca, il difensore della pace nel mondo, o si era considerati dei traditori e dei rinnegati. Tutto ciò lo impararono a loro spese nel 1951 anche due tra i più amati deputati emiliani: Aldo Cucchi (1911-1980, medaglia d’oro della Resistenza, medico e docente universitario, nonché consigliere comunale a Bologna) e Valdo Magnani (1912-1982, medaglia di bronzo della Resistenza, laureato in filosofia e scienze economiche), che nel gennaio di quell’anno si…

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Erano 8 i reggiani che presero parte all’Assemblea Costituente (556 deputati) che si riunì per la prima volta il 25 giugno 1946 a Palazzo Montecitorio con il compito specifico di redigere una nuova Costituzione per lo Stato. La quinta riguarda Silvio Fantuzzi, contadino, socialista e partigiano di Massenzatico.Ripercorriamo qui sotto la loro vita con delle brevi schede Fantuzzi Silvio (Reggio Emilia 10 maggio 1894 – Reggio Emilia 6 ottobre 1960) Nasce il 10 maggio 1894 in una famiglia contadina di Massenzatico, nelle campagne circostanti a Reggio Emilia. Nel 1910 si iscrive alla sezione giovanile del Partito socialista. Due anni dopo, nel 1911, partecipa alle proteste contro la guerra di Libia, sdraiandosi sulle rotaie del treno insieme ad alcune donne per impedire la partenza dei soldati. Eletto segretario della sezione giovanile nel 1913, rimane in carica fino al 1915, quando è costretto a partire per il fronte. Rientra a casa il…

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