Piasa céca, con la basilica del santo patrono, cuore pulsante di Reggio
Chiude ad oriente la piazza omonima con la sua facciata settecentesca, a nicchie, paraste e binati di colonne, costruita su disegno di Gio. Battista Cattani, fra il 1748-1753. Le undici statue, che rappresentano i santi patroni della città e i dottori della chiesa, sono dello scultore veronese Angelo Finali detto Andrea (1709-72). I sei leoni accasciati su un basamento, che come loro è in rosso di Verona, vennero scolpiti nel 1504 da Gaspare Bigi, scultore reggiano. La torre ottagonale, fu innalzata negli anni 1536-1570 dagli arch. Leonardo, Alberto e Roberto Pacchioni, su disegno di Cristoforo Ricci, detto anche Rossino dei Lasagni, riveduto da Giulio Romano; vi lavorò i marmi anche il Sogari, ma rimase incompleta come è al presente, priva dell’ultimo piano e della cupola. La Basilica sorse su una preesistente consacrata nel 997 da Papa Gregorio V, entro l’area del castello vescovile e venne restaurata più volte; nel 1514,…
150mila per gli U2, il Campovolo al centro del mondo. E oggi è un deserto
“E’ impossibile”. Lo dicevano tutti, persino i reggiani meno scettici. Ma quella che alle orecchie dei più era suonata come una cosa da non poterci neanche credere, l’incredibile fino a rasentare la bufala, oggi fa parte della storia musicale di Reggio Emilia e anche mondiale.Era il 20 settembre del 1997 di 29 anni fa quando, nel cuore dell’Emilia, atterrarono da un elicottero della polizia gli U2.Il celebre PopMart Tour, acclamato in tutto il globo, fece solo due tappe in Italia: Reggio Emilia e Roma. Così, una delle band rock più fanmose e longeve della storia della musica, formatasi a Dublino nel 1976: Bono (voce), The Edge (chitarra), Adam Clayton (basso) e Larry Mullen Jr. (batteria), da un palco stellare e futuribile, diede vita a 2 ore e 40 di uno storico live per 150mila fans appostati per ore sull’erba falciata del Campovolo.Quel 20 settembre era una giornata calda alle porte…
Campanini, l’invito a Carducci a Reggio per i 100 anni del Tricolore
Il novellarese Naborre Campanini è stato, forse, l’intellettuale e studioso della storia locale che ha più profondamente inciso nella cultura reggiana. Nel corso dei suoi 75 anni di vita ha ricoperto numerosi e importanti incarichi nelle istituzioni culturali di Reggio Emilia, distinguendosi sempre per competenza, originalità, creatività e attenzione alle giovani generazioni. L’elenco preciso delle cariche ricoperte, ma soprattutto quello delle sue iniziative e realizzazioni necessiterebbe di un intero volume, e forse non basterebbe. Il nome Naborre, piuttosto insolito, prese origine dall’antico babilonese “Nabor”, che significa amico di Nebo, una divinità protettrice dell’arte dello scrivere. Mai nome, in effetti, fu più azzeccato per una personalità come la sua, che studiò e scrisse per tutta la vita. Naborre visse a lungo a Reggio ospite in casa dei conti Palazzi Trivelli, forse amici di famiglia, scrivendo tra l’altro una biografia della contessa Leocadia Palazzi Trivelli, mecenate e amica di Giuseppe Verdi, Giovanni…
Era il luglio del ’76, da ‘pirata’ le radio diventano libere anche a Reggio
In questi giorni ricorre la legalizzazione delle cosiddette radio libere in Italia. Era luglio del 1976 e il cambio fu innanzitutto semantico. Prima radio pirata, poi radio libere quindi radio private. Cambiava poco per noi “cinni” che cercavamo frequenze e soprattutto musica che non fosse quella propinata dalla radio di stato. Non ho ricordi e date così certe, ma Reggio si dimostrò pronta da subito. L’amico e collega Mirko Colombo fu tra i fondatori di Radio Novellara. Poi ognuno giocò la sua partita. Reggio rispose con Radio Reggio, Radio Venere, Radio Erre, Laradio, Radio Monte Croci Tre. Radio Tupac. Parto proprio da Radio Tupac perché dentro ci stanno tante storie. Diciamo che eravamo attorno al 79. Un gruppetto di “cinni” che ascoltava radio in maniera seriale, si presenta agli studi (?) di Viale Ramazzini. Dopo un interrogatorio in stile Germania Est ci fanno entrare. Ci sediamo e ascoltiamo. Leggevano sempre…
Chiedono la pace, il governo Badoglio spara: 9 morti alle Reggiane nel ’43
Già tre giorni erano passati dal folgorante annuncio della caduta di Mussolini e della sua sostituzione con il maresciallo Pietro Badoglio. Ben poche persone, a Reggio Emilia come nel resto dell’Italia, avevano prestato la giusta attenzione al messaggio che il vecchio Maresciallo, veterano di tutte le campagne italiane dalla Libia alla Grecia, aveva lanciato all’indomani del suo insediamento come Capo del Governo «la guerra continua a fianco dell’alleato tedesco… gelosa custode delle sue tradizioni millenarie». L’allora direttore amministrativo delle Reggiane Ferruccio Bellelli, commentando con alcuni suoi dipendenti la nuova situazione politica, consigliò loro di non lasciarsi andare a gesti inconsulti e di fare attenzione, perché i tedeschi e i fascisti rimanevano comunque padroni della situazione e non avrebbero consentito lo scatenarsi di tumulti e manifestazioni. Convinta che la parte del messaggio che assicurava la continuazione della guerra non fosse che un espediente per poter guadagnare il tempo necessario ad operare…
Il 25 luglio del ’43 a Reggio: col tonfo del fascismo si sbriciola il ventennio
La domenica del 25 luglio 1943, alle ore 22.30, la radio annuncia: Mussolini ha presentato le dimissioni, il re ha nominato il maresciallo d’Italia, Pietro Badoglio, capo del governo. All’annuncio cominciarono subito manifestazioni di gioia che esplosero nella mattina del 26. Che cos’era accaduto? Tra la notte del 24 e il 25 luglio 1943, Benito Mussolini viene sfiduciato dal Gran consiglio del fascismo e subito dopo deposto (e poi arrestato) dal re Vittorio Emanuele III. La notizia è un fulmine a ciel sereno. Tante le manifestazioni di gioia con cortei spontanei, sventolii di bandiere tricolori con l’esaltazione di re Vittorio Emanuele III e del maresciallo Badoglio. Gli italiani credettero che fosse anche la fine della guerra. Ma il proclama letto dal maresciallo Pietro Badoglio era chiaro: “la guerra continua” a fianco della Germania. Si registrano numerosi attacchi alle case del fascio e vengono distrutti i simboli mussoliniani. Sarà una breve…
La Reggio ’80 e ’90. Poi l’Arena: ‘La musica è finita, gli amici se ne vanno’
La verità è che ci eravamo abituati bene. Troppo bene. Per noi “boomer” le estati tra gli anni ’70 e ’90 erano un vero e proprio luna park musicale. Saltavi di genere in genere, tutto o quasi gratuito e volente o nolente ti facevi una cultura musicale a 360 gradi. Considerazioni amare in un’estate che ha visto l’affondamento del “Titanic” RCF Arena e la beatificazione di Radio Bruno Estate. Come ci siamo ridotti cosi? La prima valutazione è di ordine economico. Allora si vendevano dischi e cd, e gli artisti a livello cachet erano abbordabili. Oggi che prendono un quasi nulla dalle piattaforme ovviamente ripiegano sui concerti che vedono i prezzi aumentare a dismisura. Nelle feste di partito potevi assistere a concerti gratuiti di tutto rispetto e prima di sentire la menata sui comunisti butto li un Matia Bazar nella kermesse Dc e un Ivan Graziani in quella Psi. E…
Secchi, il gesuita e scienziato, padre dell’astrofisica, che Reggio snobba
Le meravigliose e dettagliatissime immagini del nostro pianeta e del satellite lunare, recentemente ottenute dalla missione Artemis II, ci ricordano che l’osservazione e lo studio dei corpi celesti ha compiuto negli ultimi due secoli progressi senza precedenti.Uno degli artefici di tali progressi è stato senza dubbio il gesuita reggiano Angelo Secchi, astronomo e astrofisico che gode di maggiore e meritata fama all’estero, più che in Italia e particolarmente nella sua terra d’origine. Fu proprio Padre Secchi, nel lontano 1866, ad essere incuriosito, nel corso delle sue osservazioni, dalla stella Gamma-Cas, situata nella costellazione di Cassiopea, a circa 550 anni luce dalla Terra. Misurando lo spettro di Gamma-Cas, Secchi si accorse che esso presentava caratteristiche diverse rispetto ad astri simili, come per esempio il Sole.Solo nel marzo di quest’anno è stata pubblicata la notizia che la sonda giapponese Xrism, lanciata nel 2023, ha scoperto che Gamma-Cas ha una piccola compagna invisibile,…
Andrea Balletti, lo storico di Reggio inviso ai fascisti
Ultimo di sette fratelli, nacque a Reggio Emilia nel 1850 da una famiglia di modesti artigiani del quartiere popolare di Borgo Emilio. Con grandi sacrifici della famiglia si laureò in legge presso l’università di Modena nel 1871, per poi insegnare economia politica prima a Ferrara, poi all’Istituto tecnico di Reggio, fino al 1921.Pur avendo coltivato fin dalla gioventù diversi interessi letterari, pittorici e giornalistici (scrisse sullo Studente, sul Gazzettino dell’operaio di Modena e sulla Settimana di Reggio), si distinse negli studi di economia, fino a comporre diverse importanti opere: “Gasparo Scaruffi e la questione monetaria nel sec. XVI” (1882), “Giuseppe Ferrari Bonini e le riforme civili della beneficenza nel sec. XVIII” (1886), “Gli Ebrei e gli Estensi” (1913), “Le mura di Reggio Emilia” (1917). Scrittore molto prolifico, si calcola che i titoli dei suoi lavori, prevalentemente storici, superino il ragguardevole numero di 186.Convinto che l’economia non potesse essere concepita come…









La straordinaria vita di Assalini: dal duello in via Mari a chirurgo delle armate di Napoleone
Davvero straordinaria, la lunga vita di Paolo Assalini (1759-1846): medico militare, patologo, oculista, ostetrico, inventore, saggista, docente; apprezzato dai duchi d’Este, dall’imperatore Napoleone, dai re borbonici, tutti nemici tra loro!Aveva avuto la fortuna di nascere a Reggio in un ambiente favorevole: famiglia in ottimi rapporti con la corte estense (il padre Lazzaro era archiatra ducale), atmosfera aperta a tutte le novità culturali del secolo XVIII°, Lazzaro Spallanzani e Giovan Battista Venturi amici stretti di famiglia, aveva tutte le possibilità per poter mettere in mostra fin da giovanissimo le proprie capacità. Come ancora si usava in un’epoca in cui la chirurgia, che si occupava di corpi, era considerata sottoposta all’arte teorica e speculativa della medicina, si diplomò prima in chirurgia, poi ottenne anche la laurea in Medicina a Modena. Cominciò subito a viaggiare per tutta Europa, frequentando le più eccelse università, scrivendo saggi, frequentando Accademie scientifiche ed acquistando una visione cosmopolita.…
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