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A Reggio Emilia mercoledì 16 settembre, a partire dalle 21, in piazza Prampolini il concerto dei Nomadi nell’ambito del live tour 2026 che sta portando la band reggiana in giro per l’Italia. Il programma del concerto, che ripercorre tutto il repertorio del gruppo, sarà un susseguirsi dei successi più popolari e dei nuovi brani della band, con alcune inaspettate interpretazioni. Il live, inizialmente previsto per il 15 luglio nell’ambito dei Mercoledì da leoni – la rassegna estiva di eventi promossa dal Comune di Reggio Emilia – e annullato a causa maltempo, è ad accesso libero fino a esaurimento dei 2.500 posti di capienza della piazza stabiliti per l’evento. Sotto il palco sarà disponibile un’area riservata alle persone con disabilità senza obbligo di prenotazione. Per garantire lo svolgimento in sicurezza dell’evento, come di consueto per questa tipologia di spettacoli, sarà disposta con apposita ordinanza la rimozione delle distese dei pubblici esercizi…

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Pubblichiamo qui sotto la seconda parte della storia della rivoluzionaria che attentò alla vita di Lenin, ferendo gravemente a colpi di pistola il capo della rivoluzione bolscevica. Al termine dell’articolo il link alla prima puntata del racconto. (…) Per diversi giorni la vita di Lenin rimase dunque sospesa e si temette, in caso di decesso, una vera e propria crisi di Stato. Secondo la versione allora più accreditata l’attentatrice, venne immediatamente fermata dagli operai della fabbrica, consegnata agli agenti della Ceka e da questi portata alla Lubjanka. Al momento del fermo non era in possesso di nessuna arma, che fu trovata solo qualche giorno dopo la sua morte. Anche sull’ora esatta del fatto esistono diverse versioni: si parlò delle ore 20:00, la Pravda delle 21:00, mentre l’autista ricordò le 23:00. Il secondo giorno, per ordine di Jakov Sverdlov, braccio destro di Lenin e poi presidente del Comitato Centrale, venne trasportata…

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Dopo undici anni trascorsi in diversi gulag, tra cui quello più famigerato di Akatuy in Siberia, il 3 marzo 1917 riassaporava la libertà una giovane donna, che avrebbe fatto parlare a lungo di sé, passando alla storia come l’attentatrice di Lenin. Anche se molto provata nel fisico e soprattutto nella vista, i suoi lineamenti regolari e armoniosi facevano intuire che doveva essere stata una bella ragazza. Era uscita dalla prigionia grazie all’amnistia, seguita alla rivoluzione di febbraio dello stesso anno.Nel fronte rivoluzionario si fronteggiavano diversi partiti e movimenti rivoluzionari. C’erano i bolscevichi, i socialisti rivoluzionari, i menscevichi e gli anarchici, che di fronte all’urgenza del momento di abbattere lo zar avevano trovato inizialmente il modo di collaborare, ma che, una volta conquistato il potere, erano diventati acerrimi nemici. L’esercito imperiale era allo sbando, specie dopo l’abdicazione di Nicola II e l’insediamento di un governo provvisorio. La complessità della situazione era…

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Tra l’8 e il 9 settembre reparti tedeschi occupano le caserme e gli edifici pubblici e governativi. Alcuni episodi di resistenza sono dovuti più al senso dell’onore o al sentimento antinazista di alcuni soldati e ufficiali che non alle disposizioni del governo. Praticamente soldati, armi, magazzini militari, sono posti nelle mani dei tedeschi. Nei dintorni della città sono accampati numerosi reparti tedeschi corazzati calati in Italia dal Brennero dopo l’arresto di Mussolini, il 25 luglio 1943, il cui comando è situato nelle ville del Parco Terrachini. La sera dell’8 settembre però, queste truppe lasciano improvvisamente la città per ritirarsi nei loro accampamenti. Intanto il Comando del Presidio Militare ordina ai reparti dipendenti di provvedere alla difesa delle caserme. Verso le 23, il Comandante del Presidio comunica la sua decisione di consegnare le truppe nelle caserme con l’ordine di opporsi ad eventuali attacchi tedeschi. Sono fatti rientrare anche i pattuglioni che…

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Mancava poco più di un mese alla data dell’armistizio, era il 25 luglio del 1943, e Reggio Emilia si era scoperta già ricca di spirito antifascista.Al posto del “Il Solco Fascista”, il quotidiano del Pnf, apparve la testata “Il Tricolore”. La città si era rinnovata di vita democratica. Molti esponenti dell’antiregime avevano scelto di fare ritorno a Reggio Emilia, chi proveniente dall’estero e chi uscito dal carcere, mentre nei primi giorni di gran caldo del mese di agosto prese vita il Comitato d’intesa patriottica.La riunione costitutiva nello studio dell’avvocato e comunista Giannino Degani, e vi parteciparono: il compagno di partito Aldo Magnani, i socialisti Nino Prandi, Angelo Mazzini e Amilcare Storchi, padre Placido da Pavullo, per la componente Cristiano sociale e Vittorio Pellizzi, indipendente e poi azionista. Ma l’intesa ebbe vita breve, appena poco più di un mese. L’ultima riunione del Comitato d’intesa patriottica si tenne poco tempo dopo, il…

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La frutta realistica si è diffusa ampiamente nell’alta pasticceria, soprattutto negli ultimi anni. Si tratta di un dolce monoporzione che riproduce nell’aspetto, nelle sfumature e persino nelle imperfezioni un frutto vero. Poi lo si taglia, e l’illusione si svela: sotto un sottile guscio di cioccolato bianco colorato a spruzzo, si nascondono mousse vanigliate, ganache e cuori fluidi di composte di frutta fresca. È l’arte del trompe-l’œil — letteralmente “inganno dell’occhio” — applicata all’alta pasticceria. La risposta di Reggio Emilia È stato Cédric Grolet a iniziare a dettare i trend internazionali, diventando uno dei pasticceri più imitati al mondo — al punto che persino la grande produzione ha accolto il fenomeno: anche il marchio Lidl ha iniziato a realizzare la sua frutta realistica confezionata. In generale l’Italia ha risposto rapidamente all’ondata di successo introducendo l’avanguardia tecnica nei propri laboratori. Reggio Emilia è infatti diventata un vero punto di riferimento per la…

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Alle ex Reggiane per la costruzione delle due “Ramblas”, previste nel Parco Innovazione al posto di alcuni capannoni della storica industria, hanno abbattuto e stanno abbattendo, in questi giorni, gli ultimi capannoni delle ex Officine di Santa Croce. I muri erano nel tempo diventate “tele” di street-artist provenienti” realizzate da artisti provenienti dal Belgio, dalla Germania, dall’Inghilterra, dal Messico e dal Brasile, oltre che da tutta l’Italia”, come ricorda Simone Ferrarini del Collettivo FX in un’intervista uscita sulla Gazzetta di Reggio. Nella fase di abbattimento di quei muri – dice Simone Ferrarini – sarebbe necessario ci fosse “la cura di documentare e la supervisione di qualcuno esperto in materia, perché la vita di queste opere non è eterna, quindi andrebbe catalogata, descritta, contestualizzata”. A questo proposito interviene il professor Damiano Razzoli* (docente di Unimore) esperto della materia ha spiegato: “Ricordo che le opere di street-art catalogate ormai 10 anni fa…

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Otello Montanari e il ‘Chi sa, parli’ Otello Montanari, ex partigiano, parlamentare, dirigente comunista reggiano e presidente dell’Istituto “A. Cervi”, nell’articolo“Rigore sugli atti di ‘Eros’ e Nizzoli”, pubblicato sul “Resto del Carlino Reggio” il 29 agosto 1990 – che si chiude con l’appello divenuto celebre “Chi sa, parli” – ricostruisce le vicende dei delitti che insanguinarono il Reggiano tra il 1945 e il 1947, in particolarequello dell’ingegnere Arnaldo Vischi, direttore tecnico delle Officine Reggiane, e delle responsabilità che li permisero o li tollerarono. Il 31 agosto 1990 sarebbero stati esattamente quarantacinque anni dall’assassinio dell’ingegnere Vischi, «Il primo e più grave delitto del dopoguerra». Il cadavere fu rinvenuto la mattina del 1° settembre 1945. Montanari infranse un primo tabù: il delitto Vischi non fu un delitto fascista come dichiarò l’allora segretario comunista Arrigo Nizzoli, ma fu commesso da «persone iscritte al Pci». Un argomento, la violenza, che il periodico di allora…

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La terza e conclusiva puntata sulla storia di Vittorio Cantarelli, anarchico reggiano nato a Castelnovo di Sotto (RE) il 16 ottobre 1882 che fu accusato di avere attentato alla vita del Duce, Benito Mussolini. La sua attività tuttavia cessò bruscamente il 9 febbraio 1941, quando venne arrestato dai nazisti e consegnato al Brennero alla polizia fascista. Al suo arrivo in Italia fu subito rinchiuso prima nel carcere di Reggio Emilia e poi il mese successivo, il 22 marzo, in quello di Civitavecchia (matricola n. 9717) per scontare la condanna del 1932. Durante l’interrogatorio al quale venne sottoposto in carcere dal Procuratore Generale Giuseppe Montalto, a specifica domanda dichiarò: “Non ho mai conosciuto Tarchiani Alberto né ho avuto altrimenti rapporti, neppure indiretti, con lui. Col Recchioni non ho avuto rapporti diretti se non dopo la condanna di Angelo Sbardellotto nei sensi che ora specificherò. Il Recchioni mi scrisse a Bruxelles, ove…

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Il 29 agosto del 2026 (36 anni fa, era il 1990) cade l’anniversario della lettera al Carlino Reggio di Otello Montanari, ex partigiano, dirigente del Pci e deputato, comunista scomodo che aprì la pagina dei delitti del dopoguerra. Quel primo scritto volle ricordare il caso di Arnaldo Vischi, il direttore delle Officine Reggiane, sequestrato e ucciso il 31 agosto del 1945, 81 anni sono trascorsi. Negli anni Novanta la vicenda destò clamore e si trasformò in aspro scontro politico, allargandosi ad altre storie di omicidi. Non va dimenticato, però, che grazie a quella pagina di storia che divenne anche inchiesta giudiziaria fu appurata la verità su Germano Nicolini (caso don Pessina) e su Egidio Baraldi (caso Mirotti), due ex partigiani che subirono ingiustamente il carcere, proclamandosi innocenti.In un’ultima istanza, registriamo e aggiungiamo, come ci ha detto Marco Eboli in una recente intervista, che per la destra reggiana il “Chi sa…

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