- Va da sè, innanzitutto la figuraccia fotonica che Reggio (e indirettamente tutti noi) ha fatto sulla scena europea, se non mondiale dapprima lanciando “un festival come in Italia non se ne sono mai visti, a livello di Coachella e Tomorrowland” (parole di Victor Yari Milani alla presentazione in Municipio in febbraio) poi arrivando ad annullare tutto a un mese dai primi concerti, dopo un penoso tormentone durato 4 mesi tra cambi di nome, cambi di siti, cambi ai vertici, conferme e mezze conferme. Chi – tra gli oltre centomila acquirenti di biglietti per le altre serate – sarebbe venuto da fuori e aveva pagato anche voli, treni o pernottamenti se la sarà legata al dito: e prima di tornare a Reggio a vedere un concerto ci penserà non una, ma dieci volte.
- A proposito di rimborsi. I biglietti per Ye e compagnia cantando saranno rimborsati, ma escluse le commissioni. Un ingresso in zona gialla per Ye (ne avevamo scritto qui) costava la bellezza di 167,83 euro più 25,17 euro di prevendita: queste due voci saranno rimborsate. Non lo saranno, invece, i 13,51 euro di commissioni (oltre a eventuali spese di spedizione) sborsati per quello stesso ticket. Calcolando per comodità una commissione media di 10 euro per i vari eventi e settori, su almeno centomila biglietti venduti fa almeno 1 milione di euro comunque incassati da Ticketmaster e Vivaticket per concerti inesistenti. Il Codacons, oltre alle dichiarazioni e alle magliette di Ye, magari farebbe bene a occuparsi anche di questo.
- Il motivo per cui il prefetto di Reggio Emilia ha annullato il concerto di Travis Scott, “a seguito delle istanze presentate dal Codacons e dalla Comunità ebraica di Modena e Reggio Emilia, che hanno espresso rilievi in merito al concerto del rapper Kanye West”. Se le “esigenze di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica” sono dovute – come è stato scritto – alla “stretta connessione temporale tra le manifestazioni (Ye e il giorno dopo Travis Scott, ndr) e dell’elevato afflusso di pubblico previsto nell’arco di 24 ore” e “all’annullamento di precedenti concerti del rapper statunitense (sottinteso Ye, ndr) in altri Paesi e il concreto rischio di contromanifestazioni”, non si comprende la ratio del diniego a Travis. Che nessuno ha mai accusato di filonazismo e che – se si annullava il solo concerto di Ye – non avrebbe cantato a sole di 24 ore da un (presumibile) tutto esaurito.
- Il comico balletto di Andrea Cattini, direttore amministrativo e finanziario di Coopservice e presidente di CVolo. Una sorta di morettiano “no, allora non vado. Che dici, vado? Mi si nota di più se vado e me ne sto in disparte o se non vado per niente?”. La figuraccia si è notata eccome. Ed anche la caduta di stile nel valutare lui – al posto dei consiglieri comunali eletti dai cittadini – che le ragioni dell’invito da parte della Commissione erano “venute meno” con il (tragicomico) venir meno del festival.
- Infatti il sindaco Marco Massari, dopo la lettera inviata da Cattini alla presidente Paderni, si è incazzato di brutto. Ed era già pronto a cantargliene quattro (così almeno qualcuno – in tutta questa storia – cantava…) dai microfoni del Graffio di Telereggio, se non avesse fatto dietrofront. Epperò, anche del sindaco non ci è piaciuta quella sorta di chiamata in correità fatta proprio in tv nei confronti del presidente della Provincia e del capo di gabinetto della Regione (nonché suo predecessore in Sala del Tricolore) a proposito della conferenza-stampa del fu Hellwatt Festival in Municipio. Intanto, perché era per l’appunto in Municipio e se c’erano anche gli altri due era perché il Comune li aveva evidentemente invitati. Ma soprattutto perché il presidente della Provincia – probabilmente più sgamato di Massari grazie alle lunghe frequentazioni con Benny Benassi (vedi foto sotto) – aveva subito mangiato la foglia e già all’indomani di quella conferenza-stampa aveva chiesto ufficialmente chiarimenti sull’organizzazione della mega kermesse di luglio.
- Ma del sindaco – oltre alla conferenza-stampa stessa, ospitata nella Sala Rossa del Comune, e ai toni trionfalistici usati in quella occasione – non ci è piaciuto nemmeno il fatto che alla fine sia stato lui a disertare la Commissione consiliare con C.Volo , delegando il vice Lanfranco De Franco a rappresentare l’istituzione.
- Le dichiarazioni di Cattini una volta sciolto il dilemma vado-non vado in Commissione ed in particolare le sue conclusioni: “Siamo rammaricati, ma veniamo da anni di successi”. Se si definiscono successi quattro anni di bilanci di fila in perdita (circa 2 milioni in totale, nel primo biennio attenuati dal Decreto Covid), non osiamo immaginare come saranno i conti di questo 2026 di insuccesso…
- Il solito, vergognoso rincaro di prezzi che ha visto albergatori, affittacamere improvvisati e forsanche abusivi offrire camere e pezzi di casa propria a prezzi assolutamente folli a chi, abbagliato dalle magnificenze dell’allora Hellwatt Festival, ha prenotato una stanza per il 17 e 18 luglio. Sarà anche il solito discorso domanda-offerta. Basta che poi – come invece purtroppo è successo – Confedilizia e Federalberghi non vadano sui giornali a piangere miseria e a lamentarsi. O a dichiarare, come ha fatto Francesca Lombardini, “per noi le camere erano già tutte pagate e non c’è obbligatorietà di reso, ma si creano evidenti difficoltà etiche”. Domanda: triplicare il prezzo di una camera perché viene a cantare un rapper accusato di antisemitismo e filonazismo ha comportato altrettante difficoltà etiche?
- Il non aver imparato nulla dal passato. E in particolare da quell’altro insulso tormentone che, tra il settembre e l’ottobre 2023, ci venne propinato con il fantomatico concerto o listening party che Ye avrebbe dovuto tenere sempre alla Rcf Arena e che già allora aveva scatenato infinite polemiche sui suoi comportamenti filonazisti: lo fa, il 13 ottobre, no anzi il 20, scusate il 27, ha chiesto una piramide come palco, lo stanno montando, anzi no ora lo stanno smontando, è arrivato anche un consulente per verificare l’assenza di demoni al Campovolo… Una penosa telenovela al termine della quale C.Volo ebbe l’ardire di scrivere: “Serve un atteggiamento meno legato ad un’ottica provinciale e locale, ma bensì aperto all’ambito internazionale: serve quel salto di qualità che manca ancora per diventare una vera e propria capitale della musica riconosciuta nel mondo”. Ecco, saremo anche provinciali, ma se non altro per ragioni scaramantiche puntare tre anni dopo ancora su Ye – visto com’era finita la prima volta – non è stata proprio un’idea geniale.
- La comunicazione. Siti di Rcf Arena e di Pulse of Gaia che dicevano cose diverse, profili Instagram che scomparivano e riapparivano (tipo quello di Hellwatt, causa anche la rottura con Milani), pubblicità iniziate su Mediaset e subito finite, comunicati-stampa con espressioni tipo “la scrivente CVolo S.p.A. (e le entità indicate ad essa riconducibili)” o “decisione alla quale siamo giunti spinti da circostanze al di fuori del nostro controllo”. Eppoi tutto quel profluvio di venue, boulevard ed esperienze immersive per il nostro caro, vecchio, amato Campovolo. Arridatece qualcuno – almeno uno – che canta e magari pure bene: poi all’esperienza immersiva ci pensiamo. Che sennò chissà poi dove si finisce per rimanere immersi…
(s.r.)

