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Già tre giorni erano passati dal folgorante annuncio della caduta di Mussolini e della sua sostituzione con il maresciallo Pietro Badoglio. Ben poche persone, a Reggio Emilia come nel resto dell’Italia, avevano prestato la giusta attenzione al messaggio che il vecchio Maresciallo, veterano di tutte le campagne italiane dalla Libia alla Grecia, aveva lanciato all’indomani del suo insediamento come Capo del Governo «la guerra continua a fianco dell’alleato tedesco… gelosa custode delle sue tradizioni millenarie». L’allora direttore amministrativo delle Reggiane Ferruccio Bellelli, commentando con alcuni suoi dipendenti la nuova situazione politica, consigliò loro di non lasciarsi andare a gesti inconsulti e di fare attenzione, perché i tedeschi e i fascisti rimanevano comunque padroni della situazione e non avrebbero consentito lo scatenarsi di tumulti e manifestazioni. Convinta che la parte del messaggio che assicurava la continuazione della guerra non fosse che un espediente per poter guadagnare il tempo necessario ad operare…

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La domenica del 25 luglio 1943, alle ore 22.30, la radio annuncia: Mussolini ha presentato le dimissioni, il re ha nominato il maresciallo d’Italia, Pietro Badoglio, capo del governo. All’annuncio cominciarono subito manifestazioni di gioia che esplosero nella mattina del 26. Che cos’era accaduto? Tra la notte del 24 e il 25 luglio 1943, Benito Mussolini viene sfiduciato dal Gran consiglio del fascismo e subito dopo deposto (e poi arrestato) dal re Vittorio Emanuele III. La notizia è un fulmine a ciel sereno. Tante le manifestazioni di gioia con cortei spontanei, sventolii di bandiere tricolori con l’esaltazione di re Vittorio Emanuele III e del maresciallo Badoglio. Gli italiani credettero che fosse anche la fine della guerra. Ma il proclama letto dal maresciallo Pietro Badoglio era chiaro: “la guerra continua” a fianco della Germania. Si registrano numerosi attacchi alle case del fascio e vengono distrutti i simboli mussoliniani. Sarà una breve…

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La verità è che ci eravamo abituati bene. Troppo bene. Per noi “boomer” le estati tra gli anni ’70 e ’90 erano un vero e proprio luna park musicale. Saltavi di genere in genere, tutto o quasi gratuito e volente o nolente ti facevi una cultura musicale a 360 gradi. Considerazioni amare in un’estate che ha visto l’affondamento del “Titanic” RCF Arena e la beatificazione di Radio Bruno Estate. Come ci siamo ridotti cosi? La prima valutazione è di ordine economico. Allora si vendevano dischi e cd, e gli artisti a livello cachet erano abbordabili. Oggi che prendono un quasi nulla dalle piattaforme ovviamente ripiegano sui concerti che vedono i prezzi aumentare a dismisura. Nelle feste di partito potevi assistere a concerti gratuiti di tutto rispetto e prima di sentire la menata sui comunisti butto li un Matia Bazar nella kermesse Dc e un Ivan Graziani in quella Psi. E…

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Si conclude con la terza puntata il viaggio con Marco Eboli nel mondo della destra reggiana.La caduta del Muro di Berlino il 9 novembre del 1989 e il crollo del comunismo che sconvolse gli equilibri politici mondiali. Gli anni di Tangentopoli, la fine del Movimento sociale, la nascita di Alleanza nazionale e poi del Popolo delle Libertà, scelte non indolori per i militanti della Fiamma.Ancora, il rocambolesco arresto della Primula Nera, Paolo Bellini, con l’arrivo in forze della polizia e l’irruzione al ristorante Capriolo di Albinea in una sera non troppo tranquilla di quasi estate. E solo una decina di giorni dopo il record elettorale alle elezioni amministrative del 1999, in cui il centrodestra raggiunse il 28% dei consensi, eleggendo 11 consiglieri in Sala del Tricolore: 6 di Alleanza Nazionale e 5 di Forza Italia. Mentre a Palazzo Allende ne andarono 5 di Fi e 2 di An. Infine, nel…

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I cinque reggiani uccisi il 7 luglio 1960 Lauro Farioli, 22 anni, San Bartolomeo (RE), operaio, orfano di padre lascia la moglie e un figlio. Colpito a morte davanti la chiesa di San Francesco. Il primo a cadere è Lauro Farioli, colpito davanti alla chiesa di San Francesco. Lo chiamano “Modugno” perché somiglia al cantante di Nel blu dipinto di blu (Volare). Indossa pantaloni corti, una camicetta rossa e le ciabatte: ai primi spari si muove incredulo verso i poliziotti come per fermarli. Sono a cento metri da lui: gli sparano in pieno petto. Un testimone dice: “Ha fatto un passo o due, non di più, e subito è partita la raffica di mitra, io mi trovavo proprio alle sue spalle e l’ho visto voltarsi, girarsi su se stesso con tutto il sangue che gli usciva dalla bocca. Mi è caduto addosso con tutto il sangue”. Marino Serri, 41 anni,…

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Seconda puntata dell’intervista con Elena Montecchi su Reggio Emilia, problemi e criticità di una città che cambia, alle prese con un futuro ancora da scrivere.Elena Montecchi, consigliera e assessore comunale, deputata, sottosegretaria alla presidenza del Consiglio dei ministri, dal 1996 al 2001, e sottosegretaria al ministero della Cultura dal 2006 al 2008, è da anni residente del centro storico. Ci ha parlato del declino economico dell’esagono, del tema della sicurezza in città, dell’immigrazione, di un welfare oggi da riformulare e della popolazione digitale ancora da educare . Le analisi Istat come vedono la Reggio del futuro? Le analisi Istat più attendibili ci dicono che Reggio Emilia affronterà il 2050 con un’economia solida e una popolazione complessivamente stabile, un lusso che molte province italiane non avranno. La vera sfida per la città sarà l’evoluzione del suo welfare: un sistema nato e calibrato per essere “a misura di bambino” (asili nido, scuole…

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I molteplici volti e l’avventurosa e misteriosa vita di Vittorio Vidali. Arruolato a Mosca nei servizi segreti Nkvd, seguace della linea stalinista, negli anni Venti fu inviato in Messico a disciplinare il Partito comunista locale. Fu poi promotore delle Brigate internazionali e comunista combattente in Spagna, con il nome comandante Carlos. Viaggiò ancora più volte in America Latina, nel 1940 fu incarcerato sempre in Messico con il sospetto di aver preso parte all’omicidio di Lev Trotsky, fatto da lui sempre negato. Tornato in Italia nel dopoguerra fu segretario generale del Partito Comunista del Territorio Libero di Trieste, poi deputato e senatore dal 1958 al 1968.Tracce reggiane di Vittorio Vidali a Cavriago, quando partecipò alla fine degli Settanta alla presentazione di un libro dedicato a un combattente reggiano morto in Spagna. Alla Festa nazionale dell’Unità del 1983 presentò il suo libro “Il comandante Carlos”. La tragica fine di Lev Davidovich Bronstein,…

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Il centro storico di Reggio Emilia e molte altre zone, in particolare quella della stazione, sono spesso luoghi di degrado, di emarginazione e di violenza. Per parlare della città di oggi e del suo futuro abbiamo incontrato Elena Montecchi, che è stata consigliera e assessore comunale, deputata, sottosegretaria alla presidenza del Consiglio dei ministri, dal 1996 al 2001, e sottosegretaria al ministero della Cultura dal 2006 al 2008. Ma abbiamo voluto intervistare Elena Montecchi perché abita in centro storico. Il discorso, però, si è presto allargato andando oltre la questione della sicurezza, anche se ci tiene a precisare che «la sicurezza dei cittadini è un diritto e se un cittadino ha paura a uscire di casa la sera, non è libero. Ma chi sostiene e scrive che a Reggio siamo nel pieno di un’emergenza criminale deve dimostrare quali sono i fatti concreti ai quali si fa riferimento e suggerire quali…

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Marco Eboli (*), classe 1961, ci conduce in questa storia, che si mescola alla sua personale, e che ripercorre in 3 tappe (questa è la seconda) una parte del cammino della destra reggiana dal dopoguerra ai nostri giorni. Dall’adolescenza trascorsa con la famiglia nel quartiere popolare roccaforte della sinistra, alla scelta della militanza nel Msi compiuta a soli 16 anni. Dalle assemblee studentesche finite in caserma dai carabinieri, agli anni di piombo. Dal caso Pemba, alla caduta della giunta monocolore comunista guidata da Ugo Benassi, fino alla storica stretta di mano tra il missino Gianfranco Fini e il segretario del Pds Walter Veltroni, avvenuta alla festa nazionale dell’Unità del Campovolo nel 1993, Marco Eboli, una vita per la destra, è stato un protagonista, un osservatore e oggi anche un testimone di una lunga stagione della politica reggiana. Lei è sempre stato di destra, proviene da una famiglia di destra? Mio…

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Marco Eboli*, volto noto della vita civile e politica cittadina (e non solo), ripercorre in tappe la storia della destra reggiana dal dopoguerra sino ai nostri giorni.65 anni, una vita divisa tra il lavoro in banca, la sede del partito in via Roma e l’impegno tra i banchi della Sala del Tricolore, Eboli oggi ha in tasca la tessera di Fratelli d’Italia, ma si è ritirato dalla politica attiva. E’ presidente dell’associazione Balder, con la quale promuove eventi culturali. Nel 1985, all’età di 24 anni, venne eletto per la prima volta in Consiglio comunale con il Movimento sociale italiano di Giorgio Almirante. Dopo qualche seduta, Sergio Masini, intellettuale di area social democratica, scrisse in un fondo su Critica Sociale: “In Sala del Tricolore c’è un giovane missino che non parla di nostalgia, ma dei problemi della città”. Partiamo dal dopoguerra. La battaglia a Reggio Emilia fu molto aspra, dura. Lei,…

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