Dal Locomotive all’Italghisa, quando Reggio era by night. Raspo racconta (1)
Stefano Raspini ci racconta gli anni di quella che chiamavano “La Reggio della notte”. Dilettanti che si comportavano da professionisti, leggi non chiare, amicizie finalizzate e battaglie sotterranee che oggi appaiono fin troppo innocenti. Gli anni del Locomotiv e della prima Italghisa, raccontate nei libri di Giuseppe Caliceti, ma soprattutto gente che se la rischiava veramente tutta. Quando Glauco mi ha chiesto se avessi voluto intervistare Raspo lo avevo avvertito… “Se riesco a parlare…”. E infatti è andata così. Dovevano essere 10 minuti, saranno tre video. Ma credo che sia giusto. Anni indimenticabili, affossati tra ripicche e gnè gnè gnè, in nome di una città lentamente portata al disastro in nome di chi preferisce il silenzio, evidentemente, al nulla. E le ristrutturazioni urbane alla faccia di chi la vive. E i comitati dei residenti eletti a dogma. Un’altra città, ma soprattutto un’altra epoca e, piaccia o no, altri amministratori. Tutto…
Storia del cimitero monumentale: memoria collettiva, civiltà e arte
Una premessa a cappello dell’articolo di Valeria Isacchini. Da Napoleone ai Sepolcri del Foscolo, lo slancio di una rinnovata civiltà attraversa il culto dei morti. E l’arte entra nei campisanti per stimolare la memoria collettiva.Salvare il cimitero monumentale di Reggio Emilia dal degrado e dall’abbandono, renderlo un posto più pulito, sicuro e protetto, in modo che chi lo frequenta non debba avere paura di entrarvi, è una questione di sensibilità e anche di civiltà. Oggi, purtroppo, non ci sembra le cose vadano in questa direzione (lettera all’amministrazione comunale). All’interno del perimetro di fondazione ottocentesca non vi sono controlli (o almeno non si notano). E visitare da soli i desolati e bui sotterranei dell’edificio, magari in una cupa giornata autunnale, non invoglia gli avventori, anzi li impaurisce. Qualche anno fa, convinsi un amico lombardo a visitare insieme il Cimitero monumentale di Milano, che oltretutto è abbastanza vicino alla stazione centrale. Accettò,…
Centro storico, i giovani: “Non solo bar, meno degrado e più sicurezza”
Abbiamo incontrato Alessandro Roccatagliati, co-coordinatore della Consulta del Centro Storico di Reggio Emilia, perché ci illustrasse l’indagine ‘Tu e il Centro Storico’, un questionario proposto nel secondo semestre del 2025 per fotografare le opinioni delle nuove generazioni (ragazzi e ragazze dagli 11 ai 31 anni), ed “ascoltare la voce di chi vive il centro storico, con l’intento di mappare i bisogni, le necessità, le idee, le proposte e i desideri per definire una strategia di miglioramento urbano e rendere il cuore della città un luogo più inclusivo, sicuro e sostenibile. I risultati servono a mettere a fuoco gli interventi sui quali concentrare l’attenzione per far crescere la città entro le mura dell’esagono sul piano della vivibilità”.L’indagine ‘Tu e il Centro Storico’ è stata presenta in streaming dalla VII Commissione consiliare nella seduta del 22 settembre 2026.
Due mesi senza il Maestrone: viaggio nel mondo di Guccini, poeta laico
Nel corso della mostra “Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo”, allestita allo Spazio Gerra di Reggio Emilia, il 6 agosto scorso, il cantante di Pavana e di via Paolo Fabri a Bologna, 43, dopo un triennio particolarmente delicato per il suo stato di salute, è scomparso all’età di 86 anni circa due mesi fa. “Francesco Guccini – afferma, nella video-intervista qui pubblicata – Lorenzo Immovilli, responsabile dello Spazio Gerra e curatore della mostra, insieme a Stefania Carretti ed Erika Profumieri – era una persona aperta che aveva voglia di ascoltare. Il 2 maggio, decise di venire a Reggio, nonostante i suoi problemi di salute, per visitare la mostra e regalare la sua ultima apparizione pubblica, suscitando commozione, riconoscenza e anche immancabile divertimento”. Quello che è accaduto in seguito alla scomparsa di Francesco Guccini – raccontano Stefania Carretti, Lorenzo Immovilli ed Erika Profumieri – “non ha precedenti nel nostro paese; mai…
In Palestina l’asilo intitolato a Carretti, l’Anpi: da 4 anni persi i contatti
Nel 2010, è stata inaugurata a Seilat ad Daher, in Palestina, una scuola materna intitolata all’ex partigiano reggiano Giuseppe Carretti, per 25 anni presidente dell’Anpi Reggio Emilia. La scuola è stata voluta dall’associazione dei partigiani reggiani e realizzata in collaborazione con la Cgil, la cooperativa Boorea e con la Fondazione Manodori. Seilat è oggi un villaggio palestinese di circa 8.500 abitanti situato nei territori occupati della Cisgiordania (West Bank), tra Nablus e Jenin. Al momento del taglio del nastro la scuola ospitava 130 bambini. All’inaugurazione, nel 2010, erano presenti Giacomo Notari, presidente dell’Anpi, insieme a una delegazione dell’associazione reggiana, Carlo Pellacani di Istoreco, Silvana Cavalchi (sindaco di Cadelbosco Sopra), Luisa Costi, dell’Istituzione Nidi e Scuole d’infanzia, e Alberto Pioppi, nipote di Giuseppe Carretti. Incontriamo Anna Ferrari, presidente dell’Anpi di Reggio Emilia, per farci raccontare com’è nata questa iniziativa, ma inevitabilmente il discorso è anche caduto sulla tragica situazione in cui…
Agricoltura: a picco i guadagni di chi produce, sugli scaffali prezzi alle stelle
Il caldo prolungato di questa estate ha già lasciato il segno nelle campagne reggiane: produzione di fieno in Val d’Enza letteralmente dimezzata, quantità di latte in calo del 10% a causa dello stress termico delle mucche nel comprensorio del Parmigiano Reggiano, e pomodori maturati in forte anticipo. Intanto la Consulta nazionale Ortofrutta di Coldiretti, riunitasi a inizio agosto a Bologna, ha acceso i riflettori su un paradosso che riguarda direttamente i produttori. Nonostante il drastico calo delle rese sul campo, i compensi riconosciuti agli agricoltori sono crollati fino al 34%, in controtendenza con la crescita dei prezzi sugli scaffali della grande distribuzione. Un doppio danno, quindi: si raccoglie meno, si guadagna meno, nonostante il consumatore finale paghi di più per la spesa di tutti i giorni. A peggiorare questa forbice speculativa nelle campagne emiliano-romagnole si aggiunge l’impatto delle importazioni estere di prodotti ortofrutticoli, cresciute del 9% a livello nazionale nei…
Sette anni fa “Angeli e demoni”, il tentativo (fallito) di usare i bambini per conquistare la Regione (3)
Il silenzio, sul “caso Bibbiano”, in realtà, in quel luglio del 2019 non è mai calato: giornali e tv continuano ad occuparsi quotidianamente della vicenda, sui social italiani decine di migliaia di post, foto, meme, video ottengono milioni di visualizzazioni, like e commenti. Ma questo non impedisce a giornalisti come Mario Giordano di inscenare in prima serata su Rete 4 performance tanto plateali quanto indignate per condannare una inesistente cortina di fumo. Perché è calato il silenzio sul caso di #Bibbiano? Diranno, come al solito, che @mariogiordano5 ha esagerato…#Fuoridalcoro pic.twitter.com/j0NQNELVPr — Fuori dal coro (@fuoridalcorotv) July 11, 2019 Anche la manifestazione di Salvini a Bibbiano del 23 luglio, trova ampio spazio nei telegiornali e sulle prime pagine dei quotidiani nazionali e, ovviamente, locali. E l’indomani, sulla Gazzetta di Reggio, il giornalista Enrico Lorenzo Tidona scrive: “Salvini ha riportato così dalla piazza virtuale a quella pubblica la già rovente polemica politica…
2 agosto 1980 (ore 10:25), la strage: 85 morti alla stazione di Bologna
La strage di Bologna, avvenuta sabato 2 agosto 1980 alle ore 10.25 alla stazione centrale, è stato il più grave attentato terroristico di matrice neofascista nella storia dell’Italia repubblicana. Un ordigno ad alto potenziale, contenuto in una valigia abbandonata nella sala d’aspetto di seconda classe, provocò la morte di 85 persone e il ferimento di oltre 200. Tra le vittime della Strage, vi furono anche tre persone originarie o residenti nel reggiano. Romeo Ruozi (54 anni), originario di Reggio Emilia, ma residente a Bologna, si trovava in stazione ad accogliere dei familiari. Anche Vittorio Vaccaro (24 anni), operaio ceramista, residente a Casalgrande, rimase ucciso, insieme alla madre Eleonora Geraci, abitante a Scandiano, nella sala d’attesa proprio della seconda classe della stazione. Stavano aspettando un parente in arrivo dalla Sicilia. Non sembra possibile sapere invece se vi siano stati dei feriti reggiani, perché i registri medici ufficiali non sarebbero stati suddivisi…
La Reggio ’80 e ’90. Poi l’Arena: ‘La musica è finita, gli amici se ne vanno’
La verità è che ci eravamo abituati bene. Troppo bene. Per noi “boomer” le estati tra gli anni ’70 e ’90 erano un vero e proprio luna park musicale. Saltavi di genere in genere, tutto o quasi gratuito e volente o nolente ti facevi una cultura musicale a 360 gradi. Considerazioni amare in un’estate che ha visto l’affondamento del “Titanic” RCF Arena e la beatificazione di Radio Bruno Estate. Come ci siamo ridotti cosi? La prima valutazione è di ordine economico. Allora si vendevano dischi e cd, e gli artisti a livello cachet erano abbordabili. Oggi che prendono un quasi nulla dalle piattaforme ovviamente ripiegano sui concerti che vedono i prezzi aumentare a dismisura. Nelle feste di partito potevi assistere a concerti gratuiti di tutto rispetto e prima di sentire la menata sui comunisti butto li un Matia Bazar nella kermesse Dc e un Ivan Graziani in quella Psi. E…
Eboli (3). Dall’appartamento gratis al procuratore, al record della destra
Si conclude con la terza puntata il viaggio con Marco Eboli nel mondo della destra reggiana.La caduta del Muro di Berlino il 9 novembre del 1989 e il crollo del comunismo che sconvolse gli equilibri politici mondiali. Gli anni di Tangentopoli, la fine del Movimento sociale, la nascita di Alleanza nazionale e poi del Popolo delle Libertà, scelte non indolori per i militanti della Fiamma.Ancora, il rocambolesco arresto della Primula Nera, Paolo Bellini, con l’arrivo in forze della polizia e l’irruzione al ristorante Capriolo di Albinea in una sera non troppo tranquilla di quasi estate. E solo una decina di giorni dopo il record elettorale alle elezioni amministrative del 1999, in cui il centrodestra raggiunse il 28% dei consensi, eleggendo 11 consiglieri in Sala del Tricolore: 6 di Alleanza Nazionale e 5 di Forza Italia. Mentre a Palazzo Allende ne andarono 5 di Fi e 2 di An. Infine, nel…









