A Reggio rubate 286 auto (e non è andata nemmeno troppo male…)
Sono state 286 le auto rubate in provincia di Reggio Emilia nel 2024. È quanto emerge dal Dossier sui furti di veicoli 2025 elaborato da LoJack Italia utilizzando anche i dati dell’anno prima del Ministero dell’Interno e dall’indagine di Facile.it, che confermano purtroppo un ritorno ai livelli precedenti alla pandemia di un fenomeno dietro il quale si muove un mercato organizzato che coinvolge ricambi, esportazioni clandestine e reti capaci di far perdere le tracce di una vettura in tempi molto brevi. Nel 2024 sono stati sottratti 136.201 veicoli, il 3% in più rispetto all’anno precedente (+ 6% quelli di auto, stabili quelli di moto, praticamente raddoppiati quelli di veicoli commerciali). Per l’analisi di LoJack (azienda leader nel settore dei sistemi di recupero per veicoli rubati e delle soluzioni telematiche avanzate per la gestione delle flotte in Italia), solo il 46% circa dei mezzi rubati riesce a tornare nelle mani del…
Sette anni fa “Angeli e demoni”, il tentativo (fallito) di usare i bambini per conquistare la Regione (3)
Il silenzio, sul “caso Bibbiano”, in realtà, in quel luglio del 2019 non è mai calato: giornali e tv continuano ad occuparsi quotidianamente della vicenda, sui social italiani decine di migliaia di post, foto, meme, video ottengono milioni di visualizzazioni, like e commenti. Ma questo non impedisce a giornalisti come Mario Giordano di inscenare in prima serata su Rete 4 performance tanto plateali quanto indignate per condannare una inesistente cortina di fumo. Perché è calato il silenzio sul caso di #Bibbiano? Diranno, come al solito, che @mariogiordano5 ha esagerato…#Fuoridalcoro pic.twitter.com/j0NQNELVPr — Fuori dal coro (@fuoridalcorotv) July 11, 2019 Anche la manifestazione di Salvini a Bibbiano del 23 luglio, trova ampio spazio nei telegiornali e sulle prime pagine dei quotidiani nazionali e, ovviamente, locali. E l’indomani, sulla Gazzetta di Reggio, il giornalista Enrico Lorenzo Tidona scrive: “Salvini ha riportato così dalla piazza virtuale a quella pubblica la già rovente polemica politica…
Lunga e diritta correva la strada… 60 anni fa sull’Autosole moriva Silvana e nasceva un capolavoro
Esattamente 60 anni fa lunga e diritta correva la strada, l’auto veloce correva, la dolce estate era già cominciata… Era il 2 agosto 1966 quando a circa 10 km dal casello di Reggio Emilia, una Rover 2000 TC su cui viaggiava una coppia di fidanzati emiliani poco più che ventenni, improvvisamente scavalcò l’aiuola spartitraffico piombando sulla corsia di senso opposto e scontrandosi frontalmente con la Fiat 1500 di due bolognesi, che morirono sul colpo. Dei due fidanzatini, l’unico a salvarsi – nonostante ferite gravissime – fu il ragazzo che guidava la Rover 2000 TC, il 21enne modenese Augusto Artioli: tre ore dopo, all’ospedale Santa Maria Nuova, morirà infatti anche la sua ragazza. Lei era Silvana Fontana, aveva 24 anni ed era originaria di Castellarano. E a lei Francesco Guccini dedicherà una delle più belle e struggenti canzoni della musica italiana, “In morte di S.F.”, poi diventata – pare su pressione…
Crisi Realco, il Consiglio comunale: salvaguardare i posti di lavoro
“Pieno supporto nella vertenza alle lavoratrici e ai lavoratori della filiera distributiva Realco, e ai loro familiari, per salvaguardare il posto di lavoro”, con l’impegno da parte del Consiglio comunale “a sostenere ogni iniziativa utile volta a garantire la continuità produttiva e la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti”. E’ questo il senso dell’ordine del giorno urgente presentato dai gruppi consiliari di maggioranza (primo firmatario Federico Macchi del Pd) e approvato lunedì dal Consiglio comunale con il voto favorevole anche di Fabrizio Aguzzoli di Coalizione civica e l’astensione di Fratelli d’Italia.Il documento è stato illustrato in aula da Federico Macchi – primo firmatario dell’odg insieme ad altri sei consiglieri del Pd e a Rosario Martorana della Lista Massari, Alessandro Miglioli di Verdi-Possibile e Gianni Bertucci del Movimento 5 Stelle – che ha ricordato come i sindacati abbiano sottolineato che “sul nostro territorio l’impatto della crisi potrebbe essere molto pesante…
Sette anni fa “Angeli e demoni”, il tormentone creato da Casa Pound poi sfruttato dalla Lega (2)
Andrea Carletti non è stato il solito, ennesimo mostro sbattuto in prima pagina per due, tre giorni di fila perché ogni notizia – si recita da sempre nelle redazioni – “è come il pesce e dopo tre giorni puzza”. Di Carletti e di Bibbiano, di presunti angeli e di presunti demoni, si andrà avanti a parlare – e spesso a sparlare – per mesi, anni e chissà mai quando si finirà… Ed anche negli successivi all’avvio dell’inchiesta, per questo o quel motivo, a proposito di questa o quella battaglia politica, continuerà ad esserci qualcuno che definirà il Pd come il “partito di Bibbiano”. Definizione, quest’ultima, ideata dal Movimento 5 stelle e cara in particolare al suo leader, l’allora vicepremier Luigi Di Maio, che il 18 luglio 2019 in una diretta Facebook arriverà ad affermare perentoriamente: “Io col partito di Bibbiano non voglio averci nulla a che fare”. Non manca chi,…
Delitto in pizzeria. “Io sono Raffaele, ma sono anche Andrea”
«Io sono anche Andrea», ma questo non significa attenuare di un solo millimetro la responsabilità di chi ha ucciso Raffaele Stipa. Non significa spiegare l’inspiegabile, né trasformare un assassino in una vittima. Non significa cercare giustificazioni psicologiche o sociologiche a un delitto che resta atroce, inaccettabile e irreparabile. La giustizia dovrà fare il suo corso e la responsabilità personale rimane intatta. Ma una comunità non può fermarsi dove finisce il codice penale. Io sono Raffaele, perché chiunque si riconosce in quell’uomo che preparava pizze, lavorava, sorrideva e teneva insieme, con la forza silenziosa della normalità, un pezzo della nostra città. Ma io sono anche Andrea. Lo sono perché quella parte oscura che, nel suo caso, ha trovato una manifestazione tragica, appartiene, in forme diverse, alla condizione umana. Ognuno di noi convive con fragilità, paure, ossessioni, rabbie, squilibri. La differenza è che quasi sempre riusciamo a negoziare con le nostre ombre.…
Da Pupi Avati a Sgarbi, la dolce vita dell’uomo in smoking
Negli anni Novanta il reggiano più noto d’Italia – almeno sul piccolo schermo – non era né un cantante, né un politico, né un capitano d’industria, ma un omino paffutello dalle gote rubizze e lo sguardo dolce, sempre e comunque sorridente. Su Canale 5, tutti i santi giorni, lo guardavano milioni e milioni di italiani. Lo guardavano, appunto. Perché lui appariva e basta, non parlava praticamente mai. Vittorio Sgarbi lo aveva scelto come spalla silenziosa in “Sgarbi quotidiani”, striscia di approfondimento dei principali temi di attualità andata in onda per quasi sette anni di fila, tra l’ottobre 1992 e il maggio 1999, collezionando ben 3 milioni e mezzo di telespettatori. Lui era Abramo Orlandini, morto oggi a 65 anni, e con la sua scomparsa se ne va un altro dei leggendari personaggi della “Reggio da bere”, quella che negli anni Ottanta appariva a tutti splendida, specie a chi – all’epoca…
Maledizione Ye, se Reggio Emilia piange Tirana non ride…
Oggi, 4 luglio, gli Stati Uniti celebrano tra fuochi d’artificio, parate, barbecue, picnic, concerti, partite di baseball e di basket l’Indipendence Day. Reggio, nel suo piccolo, avrebbe dovuto festeggiare l’avvio del grandioso Hellwatt poi Pulse of Gaia Festival, la grandiosa cinque giorni incentrata su Kanye West detto Ye e Travis Scott. Ma poi sapete tutti come è andata a finire… Quello che doveva essere il festival del (finalmente) lancio definitivo della Rcf Arena, si è trasformato in una delle più fallimentari esperienze in ambito musicale del Paese, esponendo inevitabilmenbte Reggio a una figuraccia internazionale, proprio all’indomani del successo ottenuto con la visita della principessa Kate. Ma se Reggio piange… Tirana non ride. Sull’altra sponda dell’Adriatico – dove il Governo di Edi Rama ed in particolare il ministro del Turismo, della Cultura e dello Sport, Blendi Gonxhja, si erano affrettati a provare a intercettare i fan italiani sedotti e abbandonati dalla…
Delitto in pizzeria. “Io l’Andrea l’ho in casa, succederà ancora se….”
“Quel che è successo accadrà ancora, se non si ripensa seriamente a mettere questi servizi in grado di monitorare i propri utenti”. E’ l’accorato grido d’allarme lanciato sui social, rispondendo al post di Alessandro Gandino, da A. L., parente di un’altra persona che – come Andrea Pellati (nella foto), il presunto assassino del pizzaiolo Raffaele Stipa – soffre di disturbi mentali. “Grazie di cuore per ogni parola che hai scritto – scrive a Gandino la donna, che posta col proprio profilo con nome e cognome (ma che noi preferiamo omettere) – Io l’Andrea ce l’ho in casa, e ogni giorno constato l’ inadeguatezza dei C.S.M. e dei servizi sociali verso i malati mentali. Non ci sono operatori che vengono a domicilio, non ci sono psichiatri, psicologi e tecnici della riabilitazione psichica in numero adeguato e da inizio 2026 persino la distribuzione dei farmaci ( unico vero servizio dispensato a questi…









La Candida e il mistero delle sue inseparabili borsine
Gli anni passavano, le mille diventavano cinquemila, poi diecimila lire. Ma lei era sempre lì: lungo i marciapiedi della via Emilia (più Santo Stefano che San Pietro), sotto l’Isolato San Rocco, in piazza grande o – più di rado – in piasa céca, alla fermata del tram, di solito in corso Garibaldi davanti al Cristo, dove passava e passa tuttora il 4 per Coviolo.Lei, col suo berrettino di lana calato sugli occhi, e mille borsine infilate sotto il braccio mentre camminava, a piccoli passi con le sue inconfondibili babbucce con la zip. O appoggiate a terra intorno a lei, se si fermava a fumare una sigaretta. E ne fumava tante, tutte scroccate ai passanti quasi sempre al posto delle mille, cinquemila o diecimila lire che fossero: “Ghet n’a sigareta?”.Lei era, e rimarrà per sempre nei cuori dei reggiani, la Candida. Aveva certamente un cognome, forse Incerti, ma poco conta perché…
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