Il silenzio, sul “caso Bibbiano”, in realtà, in quel luglio del 2019 non è mai calato: giornali e tv continuano ad occuparsi quotidianamente della vicenda, sui social italiani decine di migliaia di post, foto, meme, video ottengono milioni di visualizzazioni, like e commenti. Ma questo non impedisce a giornalisti come Mario Giordano di inscenare in prima serata su Rete 4 performance tanto plateali quanto indignate per condannare una inesistente cortina di fumo.
Perché è calato il silenzio sul caso di #Bibbiano?
— Fuori dal coro (@fuoridalcorotv) July 11, 2019
Diranno, come al solito, che @mariogiordano5 ha esagerato…#Fuoridalcoro pic.twitter.com/j0NQNELVPr
Anche la manifestazione di Salvini a Bibbiano del 23 luglio, trova ampio spazio nei telegiornali e sulle prime pagine dei quotidiani nazionali e, ovviamente, locali. E l’indomani, sulla Gazzetta di Reggio, il giornalista Enrico Lorenzo Tidona scrive: “Salvini ha riportato così dalla piazza virtuale a quella pubblica la già rovente polemica politica esplosa con l’emersione dell’inchiesta «Angeli e Demoni» che sembra aver ormai bollato Bibbiano. Lo scandalo su presunti affidi illeciti, nato in sede giudiziaria – al centro ci sono i servizi sociali della Val d’Enza – tiene banco ormai da un mese su scala nazionale e ha visto ieri assieparsi dietro le transenne allestite davanti al municipio circa duecento persone, che hanno fatto il tifo per il ministro”.
Passa agosto e il tormentone “Parlateci di Bibbiano”, da generico strumento di battaglia politica, si rivela per quello che è: una formidabile arma di consenso elettorale che la Lega conta di utilizzare nella guerra per la conquista della Regione Emilia-Romagna alle elezioni previste (almeno allora) per novembre.
Il 10 settembre 2019 al Senato – durante la discussione sulla fiducia al Governo Conte II, nato proprio dall’unione tra il Movimento 5 stelle e il Pd, alias “partito di Bibbiano” – la senatrice Lucia Borgonzoni, sfoggia in aula una provocatoria t-shirt con la scritta “Parliamo di Bibbiano”, costringendo la presidente Casellati a sospendere la seduta.
Tempo poche settimane e proprio Lucia Borgonzoni – dapprima giovanissima consigliera provinciale e comunale per la Lega a Bologna, poi canditata a sindaco nel capoluogo emiliano nel 2016 (sarà sconfitta al ballottaggio da Virginio Merola del Pd) e senatrice dal 2018 – diventerà la candidata ufficiale del centro-destra alla presidenza della Regione Emilia-Romagna alle amministrative del gennaio 2020. Una candidatura, la sua, per altro fortemente caldeggiata dal leader della Lega, Matteo Salvini, già in estate: dapprima abbozzata in luglio a Ferrara (dunque proprio alla vigilia del secondo picco di social engagement su Bibbiano) poi ufficializzata in agosto durante la discussa conferenza-stampa al Papeete di Milano Marittima, in attesa dell’ormai scontata intesa con gli altri partiti del centro-destra.
Il 15 settembre 2019, sul palco del raduno politico di Pontida, il leader della Lega Matteo Salvini fa salire una bambina di nome Greta, presentandola come una delle vittime dei presunti affidi illeciti legati all’inchiesta di Bibbiano.
#Salvini: MAI PIÙ BAMBINI RUBATI ALLE LORO FAMIGLIE. Tra i bambini sul palco c'è Greta, una bimba restituita alla mamma dopo un anno. #BIBBIANO
— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) September 15, 2019
🗣 #Pontida #Pontida19
Lo sfruttamento della bambina sul palco, solleva un inevitabile polverone politico, ma soprattutto provoca – nel volgere di poche ora – la clamorosa smentita da parte di numerosi organi di informazione, dal Post fino a Open. La piccola non è affatto di Bibbiano, ma proviene da una famiglia residente nel Comasco, addirittura in un comune amministrato proprio dalla Lega.

Sullo sfruttamento politico-elettoralistico del caso Bibbiano altri interessanti indizi arrivano il 29 ottobre quando, all’indomani della sua partecipazione in Rai a una puntata della trasmissione Report dedicata alla “Fabbrica social della paura”, il giornalista Leonardo Grilli intervista Alex Orlowski, “parmigiano di 52 anni, un’istituzione nel campo della comunicazione digitale”. “«In uno dei grafici che ho elaborato e che analizzano gli hashtag su Bibbiano si vede che c’è un grande gruppo di account anomali che interagisce con quello di un attivista di punta del Primato nazionale, organo di informazione di CasaPound. Una sorta di nuvola generata da ripetizioni di #parlatecidibibbiano di decine e centinaia di account per portare questo hashtag in trend topic. Così quando tu vedi che 18mila persone scrivono #parlatecidibibbiano, alla fine scopri che molti di questi post erano generati da circa 500 account per lo più “anomali”, account marionetta che hanno tre o quattro follower non di più, segnale che molto probabilmente sono farlocchi o che sono stati creati solamente per ritwittare o per insultare al momento giusto. Una decina di militanti di ultradestra possono aprirsi 10/15 account a testa e in questo modo gonfiare un hashtag», spiega Orlowski alla Gazzetta di Reggio.
“Nel caso d Bibbiano la bolla internet è stata manipolata dall’ultradestra per attaccare la sinistra italiana e il Pd, anche con notizie false, basti pensare agli elettroshock sui bambini, che in realtà non ci sono mai stati – continua il creatore della start up di successo “Water on Mars” – È stata un’operazione ad hoc di propaganda digitale che ha avuto dei riscontri anche “in loco”, come gli striscioni affissi sempre da CasaPound. Poi sono riusciti a fare un salto, coinvolgendo anche alcuni artisti che hanno usato quell’hashtag. Un’operazione “ben fatta” di disinformazione».
A breve in Emilia-Romagna si vota. La macchina social della propaganda avrà un peso anche qui?, domanda il giornalista della Gazzetta a Orlowski.
«Assolutamente sì, è già al lavoro e la sinistra è impreparata, verrà spazzata via. Perché li conosco quelli di sinistra, hanno il bon ton e non hanno l’aggressività necessaria. Non basta fare post bellini da “in Emilia abbiamo fatto questo”, serve una contro propaganda come nella Guerra fredda. La Bestia (come viene definita la macchina social di Salvini, ndr) funziona, è perfetta, 30 persone con dei bei budget più grandi di un giornale nazionale tedesco».

Ogni eventuale dubbio, verrà fugato il 30 dicembre 2019, quando Repubblica pubblica la foto di un foglietto di appunti abbandonato con un po’ di leggerezza da un militante della Lega, durante l’incontro del giorno prima tra Matteo Salvini e i candidati alle Regionali allo StarHotels Excelsior di Bologna. “Un vademecum in otto punti per il prosieguo della campagna elettorale da qui al voto del 26 gennaio. Il primo punto è di metodo: “Alzare il livello con giudizio” (accampagnato dal terzo, che invita a “sorridere”). Mentre sul merito (al punto 2) l’ordine di scuderia è tassativo: “Non discutere sul buon governo in Emilia Romagna, perché comunque avvantaggia chi governa”. Naturalmente (punto 4), bisogna continuare a parlare della “proposta politica”. Ma ancor più, “con la clava”, di Bibbiano (punto 5)”, scrive il giornalista Giuseppe Baldessarro.
Il 23 gennaio 2020, alla vigilia del voto, Matteo Salvini e la candidata leghista del centro-destra alle Regionali, Lucia Borgonzoni, chiuderanno la campagna elettorale proprio con un comizio in piazza a Bibbiano (contestualmente, in un’altra piazza, le Sardine pomuoveranno un flash-mob di protesta richiamando molte più persone, circa cinquemila).
In questo clima di scontro il 26 gennaio 2020 l’Emilia-Romagna va a votare e conferma Stefano Bonaccini del Pd alla guida della Regione: il governatore uscente ottiene un robusto 51,4% contro il 43,6% della candidata leghista. Il frastuono della canea social-mediatica che ha caratterizzato l’estate e, soprattutto, la campagna elettorale, inizia via via ad affievolirsi fino a scomparire del tutto nel giro di pochi giorni.
Emblematica è l’attività della pagina Facebook “Angeli e Demoni Bibbiano”, una delle tante sorte all’indomani dell’inchiesta e che oggi risulta rimossa. Nata col nome Diritto alla felicità e catalogatisi – sulla base di non si sa quali professionalità – nella categoria “sito web di notizie e media”, il o i promotori della pagina si presentano col motto “I giornali non lo fanno! Dell’ inchiesta ANGELI E DEMONI parliamone e diffondiamola noi!”.
Creata il 20 luglio 2019 – dunque nel pieno picco della campagna avviata, secondo Valigia Blu, da CasaPound, Lega, Fratelli d’Italia e movimenti ultracattolici per la famiglia alla vigilia della mobilitazione nazionale organizzata per l’intera giornata proprio per il 20 luglio – la pagina registra una intensa attività fino al 23 gennaio 2020. Ovvero il giorno della chiusura della campagna elettorale della Lega in piazza a Bibbiano, quando vengono condivisi due post praticamente fotocopia di Matteo Salvini e Lucia Bergonzoni. Dopo quelle due condivisioni strategiche, il giorno della chiusura della campagna elettorale in Emilia-Romagna, la pagina “Angeli e Demoni Bibbiano” cadrà in un lungo letargo, pubbicandolo un solo post tra il 20 gennaio 2020 e il 17 luglio 2021. Anche questo, in un giorno non a caso: il 28 maggio 2021, all’indomani della richiesta da parte della Procura della Repubblica di 23 rinvii a giudizio per l’inchiesta “Angeli e demoni”. Ed anche questa è una semplice condivisione di un post di Matteo Salvini.
La politica, dopo aver cavalcato per mesi l’inchiesta sugli affidi in Val d’Enza, anche per provare a scardinare l’Emilia rossa, abbandona quel cavallo ormai bolso in cerca di nuovi e più promettenti puledri, con buona pace dei bambini che “non si toccano”, ma evidentemente si possono dimenticare.
Domenica 2 febbraio 2020, le prime pagine dei quotidiani nazionali sono dedicate alle polemiche sulla prescrizione e Matteo Salvini è occupato a difendersi da un nuovo avviso recapitatogli per le sue politiche immigratorie ed il blocco della Open Arms. Ma, soprattutto, si parla di un virus che sta circolando a Wuhan e di una coppia di cinesi in vacanza in Italia, ricoverati un paio di giorni prima all’ospedale Spallanzani di Roma…
(3, fine)
Sette anni fa Angeli e demoni, storia di una colonna infame (1)
Sette anni fa Angeli e demoni, il tormentone creato da Casa Pound poi sfruttato dalla Lega (2)
