SpazioReggio

Mese Mondiale Alzheimer 2026: “Scoprirlo prima per poter fare di più”. Aima Reggio Emilia presenta il cartellone delle iniziative sul territorio provinciale Camminate solidali, incontri informativi con esperti ed eventi di raccolta fondi: per tutto il mese di settembre Reggio Emilia e provincia si mobilitano contro lo stigma e a favore della diagnosi precoce.Ogni anno, nel mese di settembre, si celebra il Mese Mondiale Alzheimer, la campagna internazionale promossa da ADI (Alzheimer’s Disease International) per sensibilizzare l’opinione pubblica e combattere lo stigma sociale che ancora circonda le demenze. Il tema proposto da Alzheimer’s Disease International (ADI) per il Mese Mondiale dell’Alzheimer 2026 “The Earlier You Know, The More You Can Do: A Dementia Diagnosis Matters” (“Scoprirlo prima per poter fare di più: una diagnosi di demenza è importante”), evidenzia come la diagnosi tempestiva sia fondamentale per garantire una migliore qualità di vita e pianificare il futuro con maggiore serenità.Intercettare tempestivamente…

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Chi ha passeggiato a Reggio Emilia in estate negli ultimi anni sa cosa significhi camminare su un marciapiede senza ombra a metà pomeriggio. Il caldo non è solo una questione di temperatura: nelle aree densamente urbanizzate, si accumula, rimbalza sull’asfalto, non si disperde neppure di notte. Le isole di calore non sono un’astrazione climatica. Sono i quartieri est della città, le strade senza alberature, i parcheggi a cielo aperto che diventano forni da giugno a settembre. Nasce per questa ragione il progetto più ambizioso che Reggio abbia avviato in anni recenti sul fronte del verde urbano: la riqualificazione dell’area del torrente Rodano e dei rii del Mauriziano. Un intervento da quasi due milioni di euro, i cui cantieri sono ufficialmente partiti a maggio 2026, con l’obiettivo di ridisegnare l’assetto ecologico del quadrante orientale delle città attraverso lotti di lavoro stagionali. Un cantiere verde lungo 7 chilometriI numeri sono significativi. E’…

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«Io sono anche Andrea», ma questo non significa attenuare di un solo millimetro la responsabilità di chi ha ucciso Raffaele Stipa. Non significa spiegare l’inspiegabile, né trasformare un assassino in una vittima. Non significa cercare giustificazioni psicologiche o sociologiche a un delitto che resta atroce, inaccettabile e irreparabile. La giustizia dovrà fare il suo corso e la responsabilità personale rimane intatta. Ma una comunità non può fermarsi dove finisce il codice penale. Io sono Raffaele, perché chiunque si riconosce in quell’uomo che preparava pizze, lavorava, sorrideva e teneva insieme, con la forza silenziosa della normalità, un pezzo della nostra città. Ma io sono anche Andrea. Lo sono perché quella parte oscura che, nel suo caso, ha trovato una manifestazione tragica, appartiene, in forme diverse, alla condizione umana. Ognuno di noi convive con fragilità, paure, ossessioni, rabbie, squilibri. La differenza è che quasi sempre riusciamo a negoziare con le nostre ombre.…

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“Quel che è successo accadrà ancora, se non si ripensa seriamente a mettere questi servizi in grado di monitorare i propri utenti”. E’ l’accorato grido d’allarme lanciato sui social, rispondendo al post di Alessandro Gandino, da A. L., parente di un’altra persona che – come Andrea Pellati (nella foto), il presunto assassino del pizzaiolo Raffaele Stipa – soffre di disturbi mentali. “Grazie di cuore per ogni parola che hai scritto – scrive a Gandino la donna, che posta col proprio profilo con nome e cognome (ma che noi preferiamo omettere) – Io l’Andrea ce l’ho in casa, e ogni giorno constato l’ inadeguatezza dei C.S.M. e dei servizi sociali verso i malati mentali. Non ci sono operatori che vengono a domicilio, non ci sono psichiatri, psicologi e tecnici della riabilitazione psichica in numero adeguato e da inizio 2026 persino la distribuzione dei farmaci ( unico vero servizio dispensato a questi…

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Non solo droga, ma anche (se non soprattutto) un evidente disagio mentale. Anche dietro l’assurdo omicidio del pizzaiolo di via Gran Sasso d’Italia – nonostante certa politica abbia inizialmente iniziato a gridare all’uomo nero – si cela un problema a cui da troppo tempo in Italia, in Emilia-Romagna ed anche a Reggio Emilia non si riesce a dare una giusta ed efficace riposta. La conferma arriva da un post di Alessandro Gandino, giornalista e scrittore (nonché deejay e presidente del circolo Arci La Casetta-Nuovo Gramsci al Campo di Marte), che ha da poco pubblicato un interessante ricordo dell’assassino, conosciuto casualmente nemmeno dieci anni fa poi saltuariamente frequentato. Ricordo che pubblichiamo (con una postilla) come preziosa testimonianza sul presunto autore di questo terribile omicidio: un uomo che ha commesso qualcosa di terribile e assolutamente ingiustificabile, ma che probabilmente accusava un evidente disagio e che la società, nel suo insieme, non è…

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Era il 1989. In bianco e nero, uno spot tv mostrava una catena di contagi silenziosi: attorno a ogni persona infettata compariva un alone viola. In sottofondo, sulle note ansiogene di “O Superman” della cantante Laurie Anderson, la voce dello spot recitava: «AIDS: se lo conosci lo eviti, se lo conosci non ti uccide». Il messaggio della Fondazione Pubblicità Progresso era duro, e anche un po’ sbagliato: anziché fare chiarezza sulle modalità di trasmissione del virus, ha creato uno stigma che veniva visualmente esteso alle stesse persone contagiate. Quasi quarant’anni dopo, le campagne per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili sono diventate più silenziose. Peccato che l’HIV non sia scomparso, se non dalla percezione collettiva. I numeri di Reggio Emilia: un calo, ma con un’ombraNel 2024, nella provincia di Reggio Emilia, il numero delle nuove diagnosi di infezione si è confermato in lieve riduzione, con un’incidenza di 3,6 ogni 100.000…

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Nelle ultime settimane a Reggio e provincia – fino ad arrivare alla tragedia di Modena – si sono verificati diversi episodi che hanno avuto protagoniste persone con disagi psichici. In Regione Emilia-Romagna è fermo, dalla fine del 2024, il progetto di legge di iniziativa popolare “Istituzione del servizio di psicologia di base” presentato da Volt Italia e sostenuto da 6.300 firme.Nella proposta di Volt Italia si sostiene la necessità di «rendere lo psicologo accessibile a tutte e tutti, nello stesso modo in cui lo è il medico di famiglia. Non uno sportello a cui rivolgersi in caso di crisi conclamata, ma una presenza stabile nel territorio, nelle Case della Comunità, nei distretti sanitari, dentro le reti sociali dove le persone vivono davvero. Un servizio gratuito e universale».Sul tema SpazioReggio ha intervistato la reggiana Maria Laura Arduini, 28 anni, consigliera Pd in Regione Emilia-Romagna e componente della Commissione Politiche per la…

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Nelle ultime settimane a Reggio e provincia si sono verificati diversi episodi di disagio psico, uomini che si sono denudati in pubblico o hanno dato fuoco a simboli della Resistenza. Le risposte delle istituzioni – ce ne siamo occupati qui – sembrano più rivolte alla denuncia penale che ai risvolti psichici e sociali. Eppure da un paio d’anni Volt Italia ha presentato alla Regione Emilia-Romagna, raccogliendo ben 6.300 firme, una proposta di legge di iniziativa popolare per istituire un servizio pubblico di psicologia di base. Per saperne di più, abbiamo parlato con Claudio Gambella, 38 anni, attivista di Volt Italia * e portavoce della proposta di legge in Emilia-Romagna. Cosa chiedete con la legge di iniziativa popolare che avete presentato in Regione?La proposta vuole fare una cosa semplice: rendere lo psicologo accessibile a tutte e tutti, nello stesso modo in cui lo è il medico di famiglia. Non uno sportello…

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Dunque domenica, nella rotonda dell’Emiro di Rubiera, un uomo ha fermato la macchina, si è denudato, ha percorso la rotatoria urlando frasi senza senso, poi ha ripreso vestiti e macchina e se ne è andato. Trovate questa notizia – che per altro a Reggio Emilia vanta un precedente poche settimane fa – su tutti i quotidiani (qualcuno addirittura lo ha sbattuto in prima pagina come notizia del giorno) e su tutti i siti di informazione online. Quasi sempre con tanto di foto e video acchiappalike e annessi commenti, come spesso capita sui social, sguaiati. Trovate questa notizia ovunque, ma non sul nostro sito. E vogliamo spiegarvi il perché. Senza voler dar lezione ai colleghi giornalisti (se non una: i volti di queste persone vanno oscurati, sempre), ma per far capire meglio ai nostri lettori cos’è SpazioReggio e proporre, si spera, più uno spunto di riflessione che di indignazione. Non leggete,…

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9/9