HIV, l’alone viola che sbiadisce. I numeri a Reggio e il silenzio che preoccupa gli esperti
Era il 1989. In bianco e nero, uno spot tv mostrava una catena di contagi silenziosi: attorno a ogni persona infettata compariva un alone viola. In sottofondo, sulle note ansiogene di “O Superman” della cantante Laurie Anderson, la voce dello spot recitava: «AIDS: se lo conosci lo eviti, se lo conosci non ti uccide». Il messaggio della Fondazione Pubblicità Progresso era duro, e anche un po’ sbagliato: anziché fare chiarezza sulle modalità di trasmissione del virus, ha creato uno stigma che veniva visualmente esteso alle stesse persone contagiate. Quasi quarant’anni dopo, le campagne per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili sono diventate più silenziose. Peccato che l’HIV non sia scomparso, se non dalla percezione collettiva. I numeri di Reggio Emilia: un calo, ma con un’ombraNel 2024, nella provincia di Reggio Emilia, il numero delle nuove diagnosi di infezione si è confermato in lieve riduzione, con un’incidenza di 3,6 ogni 100.000…
