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Dopo il presidio degli ecologisti di bosco Ospizio, che dura dal 3 di agosto e di fatto ha fermato le ruspe, dopo i due incontri tra i manifestanti, prima con il Comune, poi con il Comune e Conad, è arrivata la risposta al progetto dei paladini del verde da parte dei vertici della cooperativa proprietaria dell’area. Il progetto della riqualificazione dell’area dell’ex casa di riposo procederà. La lettera-comunicato di Assemblea Bosco Ospizio. “Mercoledì sera abbiamo ricevuto, per tramite dell’Amministrazione comunale, la risposta di Conad Centro Nord alla proposta che avevamo illustrato venerdì 28 agosto. La risposta è un no su tutta la linea: no alla conservazione integrale dell’area, no al progetto mantenendo la proprietà attuale, no all’ipotesi di permuta. Questa è l’apertura al dialogo millantata a mezzo stampa dal soggetto attuatore. Ma il punto non è il no, ma che quel no fosse già stato pronunciato in quella stanza prima…

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C’era un tempo in cui i libri scolastici duravano davvero. Passavano da un fratello all’altro, da un cugino a un vicino di casa. Qualche copertina portava i segni degli anni, alcune pagine erano sottolineate e magari tra i capitoli si trovava ancora il nome del precedente proprietario. Ma il contenuto restava valido e nessuno si scandalizzava se uno studente utilizzava un libro già usato. Oggi sembra che tutto questo appartenga alla preistoria. Basta modificare la copertina, spostare qualche capitolo, aggiungere due pagine, cambiare un esercizio e il gioco è fatto: nasce la “nuova edizione”. Quella precedente, improvvisamente, non sarebbe più adatta. Il libro che fino a giugno era indispensabile, a settembre diventa quasi carta da macero. E così il mercato dell’usato viene indebolito, mentre le famiglie sono costrette a rimettere mano al portafoglio. Naturalmente non tutti gli aggiornamenti sono inutili. La storia, la scienza, la tecnologia e la società cambiano,…

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Commercianti con le vetrine oscurate in piazza Prampolini si arrabbiano con il Comune. In concomitanza con i lavori di ristrutturazione della facciata del Duomo, un gigantesco gazebo del Festival di Emergency, in città da oggi a domenica, ha coperto le di vetrine di Sergio Boutique e Roof abbigliamento. Parlano le due titolari, Giorgia Tirelli (Sergio Boutique) e Ilaria di Roof Abbigliamento: “Domenica in città ci sarà un grande afflusso di gente per la Giareda, ma noi pensiamo di tenere chiuso”.

La frutta realistica si è diffusa ampiamente nell’alta pasticceria, soprattutto negli ultimi anni. Si tratta di un dolce monoporzione che riproduce nell’aspetto, nelle sfumature e persino nelle imperfezioni un frutto vero. Poi lo si taglia, e l’illusione si svela: sotto un sottile guscio di cioccolato bianco colorato a spruzzo, si nascondono mousse vanigliate, ganache e cuori fluidi di composte di frutta fresca. È l’arte del trompe-l’œil — letteralmente “inganno dell’occhio” — applicata all’alta pasticceria. La risposta di Reggio Emilia È stato Cédric Grolet a iniziare a dettare i trend internazionali, diventando uno dei pasticceri più imitati al mondo — al punto che persino la grande produzione ha accolto il fenomeno: anche il marchio Lidl ha iniziato a realizzare la sua frutta realistica confezionata. In generale l’Italia ha risposto rapidamente all’ondata di successo introducendo l’avanguardia tecnica nei propri laboratori. Reggio Emilia è infatti diventata un vero punto di riferimento per la…

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A Reggio Emilia siamo diventati bravissimi a tagliare nastri. Rendering, conferenze stampa, parole solenni come “rigenerazione”, “innovazione”, “attrattività” e “rilancio”. Per qualche giorno tutto brilla: fotografie, sorrisi e promesse. Poi si spengono i riflettori e comincia la parte meno appariscente, ma più importante: far vivere davvero ciò che è stato realizzato. Ed è proprio lì che troppo spesso la politica reggiana mostra il fiato corto. Un’opera pubblica non è riuscita soltanto perché è stata inaugurata. Una piazza non rinasce perché cambia pavimentazione. Un edificio storico non diventa automaticamente un polo turistico perché viene restaurato. Un centro per l’innovazione non produce sviluppo perché ospita uffici e laboratori. Una stazione firmata da un grande architetto non diventa la porta della città se rimane separata dalla sua vita quotidiana. Il problema di Reggio Emilia non è la mancanza di luoghi importanti. È la difficoltà di inserirli in una visione unica e di accompagnarli…

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Le recenti chiusure di attività storiche nel centro di Reggio Emilia riaccendono una questione che non può più essere affrontata come una semplice successione di singoli casi. La difficoltà del commercio nell’Esagono è un problema strutturale che riguarda l’economia della città, il lavoro, la sicurezza, la vivibilità e il futuro del centro storico. A sostenerlo è Alex Scardina, coordinatore UIL Reggio Emilia. «Quando chiude un negozio – sottolinea Scardina – non perdiamo soltanto una vetrina. Perdiamo un’attività economica, posti di lavoro, relazioni, un presidio urbano e una parte della storia commerciale della nostra città. Le serrande abbassate e i negozi sfitti che vediamo sempre più spesso nell’Esagono devono quindi rappresentare un campanello d’allarme per tutta la comunità». Il punto, secondo la UIL, non è soltanto il numero delle attività che chiudono, ma la capacità del centro storico di continuare a essere un luogo nel quale conviene investire, lavorare, abitare e…

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Abbiano incontrato Maura Manghi, presidente di Italia Viva a Reggio Emilia per affrontare diversi punti caldi che riguardano la città, dallo stato del centro storico, alle riqualificazioni urbane, alla sicurezza. Ed era inevitabile, ça va sans dire, toccare la vexata quaestio del cosiddetto “bosco Ospizio”. Manghi, le chiedo quali sono, secondo il suo partito i mali del centro storico di Reggio Emilia? I mali del centro storico di Reggio Emilia sono in gran parte quelli di quasi tutte le realtà urbane del nostro Paese e della nostra regione: svuotamento dei luoghi commerciali falcidiati dal commercio on-line, spostamento fuori dal centro delle attività amministrative, invecchiamento della popolazione che vi risiede, alcune zone ad alta pericolosità, come le aree attorno alla stazione, e così via. E i rimedi? Voi siete nella maggioranza che sostiene il sindaco, questa amministrazione che cosa sta facendo in concreto? Ha un passo diverso questa giunta rispetto a…

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L’Assemblea Bosco Ospizio ha inviato un comunicato stampa in cui è esposta la loro proposta – “Un bosco urbano di comunità al posto del supermercato” – presentata al Comune di Reggio Emilia e a Conad nei due incontri avuti nei gironi scorsi.Venerdì 4 settembre, alle ore 20, presso il presidio permanente in zona Campo di Marte II a Reggio Emilia si terrà – si legge nel comunicato – “un’iniziativa pubblica di presentazione in cui saranno forniti maggiori dettagli della proposta avanzata”. Questo il comunicato dei manifestanti “La nostra proposta alternativa per salvare interamente il Bosco Ospizio e renderlo fruibile alla cittadinanza è rimasta fino ad ora circostanziata ai soli ambienti istituzionali, presentata da una nostra delegazione prima all’Amministrazione Comunale, poi a Conad Centro Nord.In questo momento di stallo, in cui il soggetto attuatore sostiene di stare valutando quanto da noi illustrato in quell’ultimo incontro, decidiamo di condividere questa proposta, per…

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Un gruppo di residenti e cittadini del quartiere di Ospizio e delle zone adiacenti hanno lanciato una raccolta firme in favore del Pru e della riqualificazione del bosco, come in accordo tra Comune e Conad proprietario dell’area.E’ stato pubblicato un modulo sui social (che qui sotto riportiamo), dove i promotori dell’iniziativa dicono di volere fare sentire la loro voce, cioè quella di chi “attende i nuovi servizi da oltre 20 anni”. Il modulo si articola su quattro richieste. La prima: sblocco ed esecuzione del progetto senza ulteriori rinvii. La raccolta delle firme si tiene presso la casetta Circolo Arci Nuovo Gramsci al Campo di Marte Uno.

Scardina Uil

Scardina, Uil Reggio Emilia: “La lotta all’evasione fiscale è la madre di tutte le battaglie per la giustizia sociale: se vogliamo ristabilire un patto di equità e fiducia tra i cittadini e le istituzioni, dobbiamo mettere i comuni nelle condizioni reali di recuperare ciò che spetta alla collettività” Dall’ultimo studio nazionale della UIL su dati elaborati dal ministero dell’Interno relativo ai contributi erogati ai Comuni per la partecipazione all’attività di accertamento e recupero dell’evasione fiscale – sebbene ai Comuni sia attribuita una quota incentivante pari al 50% delle maggiori somme riscosse relative ai tributi erariali, come ad esempio IRPEF e IVA – risulta “che ai territori della provincia di Reggio Emilia nel 2025, in virtù degli accertamenti del 2024, siano stati erogati 70.436,52 euro complessivi, a fronte di un magazzino nazionale dei crediti fiscali stimato in 25 miliardi di euro”.I dati certificati dal Ministero – prosegue la nota della Uil…

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