Cattolica chiude un’epoca: dopo 54 anni Fieni lascia e arriva Lusetti
Renzo Lusetti, 67anni, ex deputato dal 1987 al 2013 della Democrazia cristiana e già assessore della giunta di Roma, presidentedi HF Holding dal 1987 al 2013, presidente di HF Holding, è il nuovo presidente della Cooperativa Cattolica Costruzioni Edili, una delle più antiche realtà delle costruzioni all’interno del sistema Confcooperative Terre d’Emilia. Laureato in Scienze politiche, Renzo Lusetti succede a Romano Fieni, fondatore (nel 1972) della cooperativa reggiana e suo unico presidente, rieletto per 18 mandati consecutivi. Romano Fieni, che è stato nominato presidente onorario, già segretario provinciale della Democrazia cristiana e di presidente dell’Unione cattolica italiana dirigenti di Reggio Emilia, si è ritirato dall’incarico esecutivo alla soglia dei novant’anni.
Grana Padano star di Chicago, oltre la metà delle forme all’estero
Si è chiusa martedì a Chicago “NRA Show” – National Restaurant Association Show – la più grande fiera del settore della ristorazione negli Stati Uniti. Non solo macchine per la ristorazione, tecnologia e packaging, ma anche i nostri prodotti di eccellenza nazionali e locali. L’Emilia Romagna può ritenersi attentamente rappresentata allo stand del Consorzio Tutela Grana Padano. Allestita quest’anno in partenariato con il Consorzio Prosciutto di Parma, l’iniziativa si propone di promuovere e formare il pubblico nell’ambito dell’educazione alimentare, così come fortemente voluto dalla Comunità Europea, che riveste il ruolo di cofinanziatore. Tra forme di formaggio, assaggi contesi da una folla gremita, e un angolo di salumeria che sembra uscito da un poster commemorativo del Bel Paese, abbiamo incontrato i rappresentanti del Consorzio. Ne è nata una conversazione che comincia dai quasi mille anni di tradizione produttiva e finisce sui dazi del Presidente Trump. Grana Padano non è solo un…
Morto Tiziano Rinaldini. Una vita per la Cgil di Reggio e nazionale
E’ morto mercoledì sera Tiziano Rinaldini, 79 anni, figura del sindacalismo reggiano e nazionale che ha attraversato quarant’anni di battaglie sociali del Paese.Nato nel 1947 a Reggio Emilia è stato funzionario della Fgci reggiana dal 1966 al 1969 quando entra a far parte della Fiom Cgil sotto la guida di Silvano Consolini diventando poi segretario provinciale dei metalmeccanici. Nel 1974 la Fiom nazionale gli chiede di spostarsi a Varese dove ricoprirà il ruolo di segretario della categoria fino al 1976 quando andrà a Roma seguendo per la Fiom nazionale il settore dell’auto insieme a Claudio Sabattini.In pensione dal 2014, ha scritto negli anni numerosi saggi e interventi per Il Manifesto, Alternative per il socialismo e la rivista Inchiesta. “Perdiamo una delle voci più lucide e autorevoli dell’intero movimento sindacale italiano – sottolinea Cristian Sesena, Segretario generale della Camera del Lavoro di Reggio Emilia – Tiziano ha attraversato la storia della…
Economia, la zona grigia: caporalato pulito e silenzio del sindacato
Reggio Emilia ama raccontarsi come terra di lavoro, impresa, cooperazione, solidarietà produttiva, manifattura forte e buona amministrazione sociale. È una narrazione che ha avuto una sua verità storica. Questa provincia ha costruito benessere, fabbriche, officine, cooperative, commercio, artigianato, professionalità diffuse. Ha dato lavoro a generazioni intere e ha trasformato il sacrificio in ascensore sociale. Ma oggi bisogna avere il coraggio di guardare sotto la superficie. Perché il problema reggiano non è soltanto quanta occupazione esiste, ma che tipo di occupazione esiste. Non basta più dire che una persona lavora. Bisogna chiedere quanto guadagna, con quale contratto, con quali orari, con quali tutele, con quale libertà reale di dire no. C’è una parte dell’economia reggiana che funziona nei bilanci, nei fatturati, nelle statistiche, ma non funziona nella vita concreta di chi la manda avanti. C’è chi lavora e resta povero. C’è chi ha una busta paga ma non una dignità economica.…
A Reggio si respira ammoniaca (ma le fonti green sono un tabù)
Se vi ha dato fastidio il vento di questi ultimi giorni, fatevene una ragione. E’ stata una vera e propria manna caduta da cielo, insieme alla pioggia, perché almeno per qualche giorno ha ripulito l’aria che respiriamo noi, i nostri figli, i nostri anziani genitori. Un letale miscuglio di ammoniaca e gas serra, che producono altri inquinanti, come le polveri sottili PM2.5. Lo certifica, ultimo in ordine di tempo, il report “Padania avvelenata” – QUI il rapporto completo e QUI la mappa interattiva – diffuso da Greenpeace analizzando le emissioni generate dagli allevamenti di bovini, suini e avicoli stimati per tutti i comuni dell’eco regione padana “Un quadro scoraggiante, in cui non si sono registrati miglioramenti sostanziali dal 2017 al 2023 in un territorio avvelenato dalle emissioni degli allevamenti intensivi che, tra ammoniaca e gas serra, contribuiscono a modificare il clima e inquinano aria, acqua e suolo”, spiega Simona Savini di Greenpeace Italia. E dove, purtroppo,…
Allestire il mondo: dal capannone di Reggio al McCormick Place di Chicago
Si è aperta sabato a Chicago la 106ª edizione del NRA Show – National Restaurant Association Show – la più grande fiera del settore food service del mondo occidentale. Cinquantatremila visitatori attesi, oltre 2.100 espositori, quattro giorni al McCormick Place per fare il punto su tutto ciò che ruota attorno alla ristorazione e alla produzione alimentare: attrezzature da cucina, tecnologia, packaging, bevande, design degli spazi. Una macchina enorme, che ogni anno sposta decisioni d’acquisto per miliardi di dollari. Tra le aziende coinvolte nell’allestimento degli stand, anche una di Reggio Emilia: A&M Production, fondata nel 1975 da Alfredo Montanari, oggi guidata dall’amministratore delegato Riccardo Montanari. Cinquanta dipendenti fissi, tre sedi operative – Reggio Emilia, Atlanta, Las Vegas. Nell’ottobre 2025 è entrata a far parte di EF Group, gruppo italiano degli allestimenti controllato dal fondo di private equity Alto Partners, dando vita a un operatore con un fatturato consolidato superiore a 85…
Centro storico, via Emilia San Pietro: l’esodo silenzioso del commercio
Quando anche i marchi forti cominciano a lasciare il centro, non siamo più davanti a un episodio. Siamo davanti a un segnale politico, economico e urbano. L’uscita di Sephora dall’Esagono e lo spostamento di Wind3 verso i centri commerciali non sono soltanto cronaca commerciale. Sono un certificato di malattia del centro storico, e in particolare di quella parte di città che da anni viene trattata come una periferia interna: via Emilia San Pietro, Santo Stefano, l’area dell’Esagono, le strade che dovrebbero essere porta nobile della città e che invece vengono lasciate consumare lentamente. Ormai il processo appare quasi irreversibile. Non perché una vetrina spenta non possa tornare ad accendersi, ma perché quando si spegne la fiducia il danno diventa profondo. Quando un operatore commerciale capisce che i clienti si sono spostati altrove, quando percepisce che sicurezza, comodità e attrattività stanno nei centri commerciali, allora non siamo più davanti a un…
Lavoro. “L’Ai è già qui, il cambiamento va guidato con la partecipazione”
Sul decreto “Primo Maggio” approvato dal governo contiene a parte alcune proroghe, bonus occupazionali e anche tre questioni importanti: 1) la nuova indennità di vacanza contrattuale.2) Il richiamo al salario giusto contrattuale e la stretta sui rider. E 3) Il segretario della Cgil Landini afferma che: “I 960 milioni stanziati dal governo vanno alle imprese. I lavoratori non prendono un euro”. Su questi temi abbiamo rivolto 4 domande a Rosamaria Papaleo, segretaria della Cisl Emilia Centrale. Segretaria Papaleo, qual è la posizione del suo sindacato? Il decreto Primo Maggio va nella direzione giusta quando afferma che i soldi pubblici non devono arrivare a chi sottopaga i lavoratori o applica contratti al ribasso. Se sei un sindacato pirata, devi essere messo alla porta. Punto. Il salario giusto è il trattamento economico completo dei veri contratti nazionali, quelli firmati dalle organizzazioni più rappresentative, quelli che portano con sé paga, tutele, diritti, tredicesima,…
Cade un altro pezzo di città, Realco all’asta non solo vicenda aziendale
Cade un altro pezzo della città. E questa volta non cade in silenzio: cade con un avviso d’asta, con una data, con una cifra, con l’odore freddo delle carte di Tribunale. Realco va alla vendita all’asta: si parte da 40 milioni. Se la cessione complessiva non dovesse andare a buon fine, si passerà allo “spezzatino”, alla vendita per lotti, alla dispersione dei beni, degli immobili, dei magazzini, dei pezzi di una storia economica che non riguarda soltanto un’azienda, ma un intero territorio. Quando un patrimonio produttivo finisce all’asta, il problema non è più soltanto contabile. Non è più soltanto la somma di debiti, crediti, immobili, capannoni, offerte in busta chiusa e scadenze. Il problema diventa politico, sociale, urbano. Diventa una domanda secca: com’è possibile che una città come Reggio Emilia, che per decenni ha costruito la propria identità sul lavoro, sulla cooperazione, sulla distribuzione, sulla piccola e media impresa, sul…









Centro svuotato, e riqualificazioni senza vita non portano economia
Reggio Emilia è una città bella, antica, colta, piena di potenzialità. Ma da anni sembra vittima di un equivoco urbanistico e politico: credere che rifare uno spazio significhi automaticamente restituirgli vita. Non è così. Una piazza nuova può restare vuota. Un chiostro restaurato può restare freddo. Una strada ripavimentata può continuare ad avere vetrine spente. Una città può spendere, inaugurare, tagliare nastri, produrre rendering, comunicati e fotografie ufficiali, ma se poi le persone non si fermano, non comprano, non abitano, non passeggiano, non tornano, quella non è rigenerazione: è scenografia. Il problema di Reggio Emilia è esattamente questo: troppe riqualificazioni senza economia, troppi luoghi rifatti senza una vera funzione urbana, troppi spazi sistemati dal punto di vista estetico ma incapaci di generare commercio, relazioni, permanenza, comunità. Il centro storico non muore perché mancano le pietre nuove. Muore perché mancano le ragioni per andarci. Muore quando i negozi chiudono, quando gli…
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