Bosco Ospizio. “La riqualificazione serve per rendere sicuro il quartiere”
Continua il presidio dei manifestanti a difesa di Bosco Ospizio (area di proprietà di Conad che ha pronto un progetto di riqualificazione della zona), gli ecologisti sono accampati al Campo di Marte 2 almeno sino al 6 settembre prossimo.Al confine con il presidio, divisi da una rete, i campi della società calcistica Reggio United, circa 200 bambini, e i volontari che organizzano le attività sportive.Il presidente della Reggio United, Franco Camellini (a sinistra), e l’ingegner Luigi Starace, ingegnere e volontario (allenatore di baby calciatori), ci spiegano perché loro sono a favore della riqualificazione del bosco, che oggi è una zona invalicabile, recintata o con gli accessi bloccati da pannelli.“Noi chiediamo la riqualificazione per rendere più sicuro il nostro quartiere”. Questo in sintesi il loro pensiero.
Bosco Ospizio, sindacati: la sfida sta nella mediazione. Servizi e tutela del verde
“La vicenda di Bosco Ospizio stimola una riflessione profonda sulla necessità di armonizzare la tutela del verde urbano con la realizzazione di servizi e investimenti importanti per la comunità. Se siamo arrivati a cittadini che presidiano un’area, a un’impresa che rivendica diritti acquisiti nel rispetto delle procedure, alle denunce e a un’amministrazione che cerca una mediazione quando il cantiere è pronto a partire, significa che la complessità ambientale contemporanea e la visione urbanistica di due decenni fa non sono più compatibili. E’ quindi questo il momento di trasformare la vicenda di bosco Ospizio in un volano di cambiamento a favore di tutta la comunità”. È netta la posizione dei tre sindacati confederali reggiani, espressa da Cristian Sesena (segretario generale Cgil Reggio Emilia), Rosamaria Papaleo (segretaria generale Cisl Emilia Centrale) e Alex Scardina (coordinatore Uil Reggio Emilia), uniti nel porre una domanda all’Amministrazione: “Chi governa una trasformazione urbana deve limitarsi a…
Il centro chiude: giù le serrande anche per il Boom di via Fornaciari
I giornali raccontano ciò che i cittadini vedono ogni giorno: negozi che abbassano definitivamente le serrande, strade sempre più vuote e commercianti lasciati soli. Dopo cinquant’anni chiude anche Boom, storica attività di via Fornaciari. In via Roma gli esercenti lanciano l’allarme: continuando così, tra un anno e mezzo molte attività potrebbero sparire. Nel frattempo apprendiamo che Reggio Emilia è il territorio emiliano che, tra il 2019 e il 2024, ha registrato la crescita più debole. Altro che città dinamica, attrattiva e proiettata nel futuro: la realtà sta presentando il conto alla propaganda. Ma i nostri amministratori lo capiscono che il centro storico sta morendo? Continuano a parlare di progetti, riqualificazioni, bandi e contributi regionali. Belle parole, certamente. Ma un contributo occasionale non salva un commerciante se intorno al suo negozio vengono eliminati i parcheggi, se raggiungere il centro diventa un percorso a ostacoli, se i cantieri durano anni e se…
La corsa folle del carburante, oltre 3 euro per un litro di diesel in A22
Tre euro e 159 centesimi per un litro di diesel speciale servito lungo l’A22. È un caso limite, certo, ma è anche l’immagine impietosa di un Paese nel quale ormai fare il pieno assomiglia a un prelievo forzoso. Il dato generale è altrettanto pesante: il 26 agosto il prezzo medio del gasolio self sulla rete autostradale ha raggiunto 2,208 euro al litro, mentre la benzina è arrivata a 2,092 euro. Non sono impressioni, ma numeri pubblicati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Ed è proprio qui che comincia il problema politico. Il Ministero registra, aggiorna, pubblica tabelle e medie. Ma un governo non può limitarsi a fare il notaio dei rincari. Governare significa intervenire, verificare la formazione dei prezzi, controllare i margini lungo tutta la filiera e accertare se, dietro determinate anomalie, si nascondano condotte speculative. Se non c’è speculazione, il governo spieghi agli italiani come sia…
Studentati d’oro: 528 posti letto e 10.5 mln di soldi pubblici ai gestori
Dodici interventi, 528 nuovi posti letto e 10.542.396,48 euro di contributi pubblici. La cifra è stata presentata come un grande successo per Reggio Emilia. Ma dietro gli annunci trionfali rimane una domanda enorme: è questo il modo migliore di spendere oltre dieci milioni di euro dei cittadini? Facciamo il conto: 19.966,66 euro per ogni posto letto. Non un euro in meno. Non si tratta, però, del costo effettivo di costruzione o ristrutturazione delle camere. Il decreto ministeriale è chiarissimo: le spese dei lavori restano a carico dei gestori, mentre il contributo pubblico serve a coprire una parte dei proventi da locazione dei primi tre anni ed è corrisposto in un’unica soluzione. Tradotto in parole semplici: quasi ventimila euro pubblici per ogni letto messo a disposizione, anche quando l’immobile appartiene a un soggetto privato e continuerà a rimanere privato. E allora basta con la propaganda. Qui nessuno contesta la necessità di…
Tarquini: Conad Ospizio, che negozio di vicinato, previsti 691 posti auto
Giovanni Tarquini, ex candidato del centro destra alle elezioni comunali del 2024, sul cosiddetto “bosco di Ospizio”, si smarca dai suoi ex alleati.In un post pubblicato nel profilo Reggio Civica, di cui è esponente, scrive – del nuovo centro commerciale previsto nell’area di 4,5 ettari oggi occupata dal cosiddetto “bosco Opsizio” – “Altro che struttura di vicinato… per darvi un metro di paragone la dotazione di parcheggi autorizzata al Conad di Ospizio è la medesima del Conad Le Colline; dotazioni che se sommate superano di oltre 1/3 il numero degli stalli di parcheggi a strisce blu (peraltro a pagamento) dell’intera città’; se autorizzi la realizzazione di un nuovo Conad con una dotazione di 691 parcheggi gratuiti, con una apposita rotonda sulla via Emilia per agevolare l’accesso delle automobili provenienti da tutti i sensi di marcia, non realizzi una struttura di vicinato coerente con le linee del Pug la famosa “Città…
Reggio e le serrande chiuse: la città che non riapre dopo Ferragosto
A Reggio Emilia, dopo Ferragosto, non tutti riapriranno. Diverse serrande rimarranno abbassate, alcune forse per sempre. Dietro ciascuna di esse non c’è soltanto un negozio che chiude: ci sono famiglie, sacrifici, debiti, anni di lavoro e persone che hanno smesso di credere nel futuro di questa città. La verità, ormai, è sotto gli occhi di tutti: Reggio Emilia sta diventando una città fantasma. Basta attraversare il centro storico senza farsi ingannare dalle fotografie ufficiali, dalle inaugurazioni, dagli eventi organizzati per qualche ora o dalle solite dichiarazioni trionfali. Bisogna camminare nelle strade vere, osservare le vetrine vuote, contare i cartelli “affittasi”, guardare le serrande sporche e ascoltare il silenzio che ha preso il posto della vita. Ogni negozio che chiude spegne un pezzo di città. E quando le luci delle attività commerciali scompaiono, arrivano il degrado, l’insicurezza e l’abbandono. Le persone cambiano strada, le famiglie smettono di frequentare il centro, gli…
Immobiliari. “A Reggio prende piede il fenomeno degli agenti abusivi”
Allerta agenti abusivi a Reggio Emilia, a dirlo è Gabriele Giordani, agente immobiliare reggiano da 31 anni, ed ex vicepresidente provinciale Fiaip (Federazione italiana agenti immobiliari professionali) fino al 2015, che oggi non è iscritto a nessuna associazione di categoria e parla da semplice agente immobiliare. Gabriele Giordani fa notare come nella nostra città ci sia un numero sempre crescente di agenti abusivi che, dice, “ormai sono nell’ordine delle centinaia”. Spiega Giordani: “Sembra che il fenomeno non interessi, innanzitutto ai cittadini, che a volte hanno sicuramente pagato provvigioni non dovute, senza verificare prima i requisiti del soggetto che ha fatto la trattativa immobiliare per loro”. E aggiunge: “Ricordiamo che per fare le trattative, quindi opera di mediazione, serve l’abilitazione di legge”. Inoltre, conclude Gabriele Giordani, “in tanti anni di lavoro, non ho mai saputo di nessuna sanzione erogata dalle autorità per casi di abusivismo. Eppure la nostra professione, regolata dalla…
Comitato Ospizio al Comune: “Del bosco parliamone adesso, o finisce come a Baragalla”
Scrive in un comunicato il Comitato Bosco Ospizio in replica al Comune: “Oggi, nono giorno di presidio permanente – notti incluse – leggiamo le dichiarazioni del vicesindaco de Franco: non un contributo alla vertenza, ma una difesa molto lunga del progetto, costruita quasi al fine di non far giungere nessuno alla fine del testo. A far leggere solo i titoli dei giornali che lo riportano come supposta mediazione e tentativo di dialogo rispetto a quella che viene definita una “occasione sbagliata per una battaglia di principio”, sminuendo così una situazione storica di partecipazione per la città che di questa partecipazione si fa vanto.L’intervento di de Franco è una ricostruzione giustificativa di un iter in cui la pubblica amministrazione demanda al soggetto privato, Conad, l’edificazione di supposti servizi alla comunità a margine dell’ennesimo ipermercato, e riesce poi a ignorare i tentativi partecipativi legittimi di quella stessa comunità: la nostra mozione popolare,…









La via Emilia che muore (chiude anche Liu Jo): rimedi subito e non visioni
C’è un momento in cui le parole non bastano più. E a Reggio Emilia quel momento sembra essere arrivato da tempo.La fotografia pubblicata dalla stampa locale è difficile da liquidare con qualche rassicurazione: quaranta negozi sfitti lungo appena un chilometro di via Emilia, nel tratto centrale della città. Serrande abbassate, vetrine vuote, locali con i cartelli “Affittasi” e “Vendesi”.Non siamo davanti a una previsione pessimistica dell’opposizione. Sono locali vuoti che chiunque può vedere passeggiando per il centro. E mentre il commercio soffre, la politica continua a produrre ciò di cui sembra essere diventata una formidabile fabbrica: visioni, progetti, annunci, prospettive, rigenerazioni future.Il problema è che una città non vive di rendering, comunicati stampa e buone intenzioni. Vive di persone, negozi aperti, residenti, sicurezza, accessibilità, parcheggi, servizi e convenienza economica per chi decide di investire. QUARANTA SERRANDE SONO UN GIUDIZIO POLITICO – Un’attività commerciale può chiudere per mille ragioni e sarebbe…
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