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Il comando della Guardia di Finanza di Reggio Emilia ha disposto, da febbraio 2026, una intensificazione dei controlli sui distributori di carburante presenti sul territorio provinciale per prevenire e reprimere ogni forma di distorsione del mercato, viste le ripercussioni che la crisi geopolitica in atto nell’area mediorientale ha causato ai prezzi al consumo dei prodotti petroliferi.La normativa prevede l’obbligo per gli impianti di distribuzione di carburante di comunicare – attraverso il portale “Osservaprezzi carburanti” del Ministero delle Imprese e del Made in Italy – i prezzi praticati alla pompa, con cadenza almeno settimanale.L’attività ha svelato 17 violazioni con relative sanzioni ai trasgressori.Complessivamente, dalla fine di febbraio a oggi, sono stati ispezionati 102 distributori, pari a oltre il 50% degli impianti sul territorio provinciale. Nel 38% dei casi sono state rilevate irregolarità in materia di trasparenza e pubblicità dei prezzi praticati al pubblico a fronte delle quali sono state irrogate sanzioni…

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Cristian Sesena (segretario generale Cgil Reggio Emilia), Rosamaria Papaleo (segretaria generale Cisl Emilia Centrale) e Alex Scardina (coordinatore Uil Reggio Emilia) chiedono “che, attraverso la contrattazione territoriale, istituzioni e imprese, comprese le multiutility pubblico-private, si facciano carico dell’impatto gravissimo del caro-carburante sui lavoratori. La situazione è destinata a peggiorare: da metà settembre, con la riapertura delle scuole e la piena ripresa delle attività, aumenteranno gli spostamenti per esigenze lavorative e familiari e con essi le spese”. Com’è noto fino al 5 settembre l’Esecutivo ha prorogato il taglio delle accise, ma per i sindacati non basta e le “risorse messe a disposizione da Governo, Regione e Istituzioni territoriali sono insufficienti”. Per contrastare questa “tempesta perfetta” sui bilanci familiari, Cgil, Cisl e Uil “indicano la contrattazione territoriale e chiedono alla Provincia – di concerto col Comune di Reggio Emilia – di tornare a convocare urgentemente il tavolo già esistente con organizzazioni sindacali…

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Il nuovo format deciso dalla Giunta comunale della Festa della Madonna della Ghiara, ha stupito molti cittadini, nonostante il programma ufficiale fosse chiaro, ossia la separazione, mai avvenuta prima però, tra le attività commerciali e ludiche, dal 4 al 6 settembre e quella culturale e religiosa dal 7 all’8 settembre, quando si celebra il miracolo della Madonna che guarì il giovane Marchino. La mia vuole essere una riflessione, non una polemica strumentale. Pertanto penso che il nuovo format abbia tradito la tradizione, ma pure il sentimento laico della Festa della Ghiara.Dopo il miracolo, il popolo di Reggio Emilia aderì ad una sottoscrizione popolare grazie alla quale fu edificata la nostra bellissima Basilica. Il nostro Arcivescovo Morandi ricorda sempre questo fatto per sottolineare il diffuso spirito religioso che animava i nostri antenati. Ebbene però, da quell’impulso popolare nacque una gestione laica della Basilica. Infatti, i componenti della Fabbriceria laica della Ghiara,…

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Visita alla Discoland, storico negozio di via Migliorati, nel cuore del centro storico di Reggio Emilia. Il titolare Paride Bonetta, nei giorni scorsi aveva scritto un post sui social (che qui sotto riportiamo) sulla situazione del commercio e la moria dei negozi all’interno dell’esagono. La video intervista di Glauco Bertani. Il post sul centro storico. “Quando cercate di dare una spiegazione alle chiusure dei negozi in centro storico avete tutti ragione.Tutti perchè i motivi sono tanti.Ognuno di voi pensa di avere la risposta al problema e che quella sia l’unica risposta possibile, ma così non è.I problemi sono tanti e le conseguenti risposte che si devono cercare sono altrettante. Centri commerciali accattivanti per parcheggio e facilitazioni;e-commerce;difficoltà di raggiungere il centro;parcheggi scomodi o insufficienti;percezione di insicurezza;incompetenza degli organi politici deputati a dare risposte;crisi economica della nostra città;incapacità dei commercianti di adeguarsi ad un mercato dinamico e moderno;crollo di interesse per alcuni…

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La stangata d’autunno costerà alle famiglie quasi tremila euro. Secondo le stime di Federconsumatori, tra scuola, visite mediche, bollette, Tari, alimentazione, benzina e riscaldamento si arriverà a 2.959,42 euro: oltre il 7 per cento in più rispetto all’anno precedente. Questi non sono semplici numeri. Sono soldi che devono uscire dalle tasche di pensionati, lavoratori e famiglie mentre stipendi e pensioni continuano a perdere potere d’acquisto. Sono rinunce quotidiane: una visita rimandata, una spesa alimentare ridotta, il riscaldamento acceso qualche ora in meno, un’attività sportiva tolta ai figli. E allora la domanda è inevitabile: dove sono il Governo, la Regione e i Comuni? Il Governo continua a celebrare risultati economici che molti cittadini non vedono nella propria vita. Le tasse restano pesanti, le accise gravano sui carburanti, le pensioni arrancano e il ceto medio viene trattato come se fosse composto da privilegiati. Basta superare di poco una soglia Isee per perdere…

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Dopo il presidio degli ecologisti di bosco Ospizio, che dura dal 3 di agosto e di fatto ha fermato le ruspe, dopo i due incontri tra i manifestanti, prima con il Comune, poi con il Comune e Conad, è arrivata la risposta al progetto dei paladini del verde da parte dei vertici della cooperativa proprietaria dell’area. Il progetto della riqualificazione dell’area dell’ex casa di riposo procederà. La lettera-comunicato di Assemblea Bosco Ospizio. “Mercoledì sera abbiamo ricevuto, per tramite dell’Amministrazione comunale, la risposta di Conad Centro Nord alla proposta che avevamo illustrato venerdì 28 agosto. La risposta è un no su tutta la linea: no alla conservazione integrale dell’area, no al progetto mantenendo la proprietà attuale, no all’ipotesi di permuta. Questa è l’apertura al dialogo millantata a mezzo stampa dal soggetto attuatore. Ma il punto non è il no, ma che quel no fosse già stato pronunciato in quella stanza prima…

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C’era un tempo in cui i libri scolastici duravano davvero. Passavano da un fratello all’altro, da un cugino a un vicino di casa. Qualche copertina portava i segni degli anni, alcune pagine erano sottolineate e magari tra i capitoli si trovava ancora il nome del precedente proprietario. Ma il contenuto restava valido e nessuno si scandalizzava se uno studente utilizzava un libro già usato. Oggi sembra che tutto questo appartenga alla preistoria. Basta modificare la copertina, spostare qualche capitolo, aggiungere due pagine, cambiare un esercizio e il gioco è fatto: nasce la “nuova edizione”. Quella precedente, improvvisamente, non sarebbe più adatta. Il libro che fino a giugno era indispensabile, a settembre diventa quasi carta da macero. E così il mercato dell’usato viene indebolito, mentre le famiglie sono costrette a rimettere mano al portafoglio. Naturalmente non tutti gli aggiornamenti sono inutili. La storia, la scienza, la tecnologia e la società cambiano,…

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Commercianti con le vetrine oscurate in piazza Prampolini si arrabbiano con il Comune. In concomitanza con i lavori di ristrutturazione della facciata del Duomo, un gigantesco gazebo del Festival di Emergency, in città da oggi a domenica, ha coperto le di vetrine di Sergio Boutique e Roof abbigliamento. Parlano le due titolari, Giorgia Tirelli (Sergio Boutique) e Ilaria di Roof Abbigliamento: “Domenica in città ci sarà un grande afflusso di gente per la Giareda, ma noi pensiamo di tenere chiuso”.

La frutta realistica si è diffusa ampiamente nell’alta pasticceria, soprattutto negli ultimi anni. Si tratta di un dolce monoporzione che riproduce nell’aspetto, nelle sfumature e persino nelle imperfezioni un frutto vero. Poi lo si taglia, e l’illusione si svela: sotto un sottile guscio di cioccolato bianco colorato a spruzzo, si nascondono mousse vanigliate, ganache e cuori fluidi di composte di frutta fresca. È l’arte del trompe-l’œil — letteralmente “inganno dell’occhio” — applicata all’alta pasticceria. La risposta di Reggio Emilia È stato Cédric Grolet a iniziare a dettare i trend internazionali, diventando uno dei pasticceri più imitati al mondo — al punto che persino la grande produzione ha accolto il fenomeno: anche il marchio Lidl ha iniziato a realizzare la sua frutta realistica confezionata. In generale l’Italia ha risposto rapidamente all’ondata di successo introducendo l’avanguardia tecnica nei propri laboratori. Reggio Emilia è infatti diventata un vero punto di riferimento per la…

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A Reggio Emilia siamo diventati bravissimi a tagliare nastri. Rendering, conferenze stampa, parole solenni come “rigenerazione”, “innovazione”, “attrattività” e “rilancio”. Per qualche giorno tutto brilla: fotografie, sorrisi e promesse. Poi si spengono i riflettori e comincia la parte meno appariscente, ma più importante: far vivere davvero ciò che è stato realizzato. Ed è proprio lì che troppo spesso la politica reggiana mostra il fiato corto. Un’opera pubblica non è riuscita soltanto perché è stata inaugurata. Una piazza non rinasce perché cambia pavimentazione. Un edificio storico non diventa automaticamente un polo turistico perché viene restaurato. Un centro per l’innovazione non produce sviluppo perché ospita uffici e laboratori. Una stazione firmata da un grande architetto non diventa la porta della città se rimane separata dalla sua vita quotidiana. Il problema di Reggio Emilia non è la mancanza di luoghi importanti. È la difficoltà di inserirli in una visione unica e di accompagnarli…

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