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Il bilancio di chiusure e aperture dei negozi in Corso Garibaldi, testimonia con i numeri come sia difficile oggi gestire un’attività commerciale nel centro storico di Reggio Emilia. Tra affitti, costi, tasse e spopolamento della città storica, sfangarla per i commercianti è davvero dura. L’elenco dei negozi chiusi in Corso Garibaldi negli ultimi anni Malavoglia, ristoranteOltre, ristoranteShibuia, ristoranteBar MilkBar dell’AngoloEdicola, negozioOtticoAntiquarioCalzolaioStile, abbigliamentoGeneri alimentariNegozio d’arteOggettisticaBigiotteria Prossime chiusureArcoirisStrumenti musicali, via Porta Brennone ApertureMeccanico bicicletteCaaf, Centro autorizzato di ssistenza fiscaleAbiti usati

Il centro di Reggio continua a perdere i suoi negozi storici. I motivi possono essere diversi. Ma il minimo comune denominatore è la mancanza di attrattive offerte ai potenziali clienti per fare “un giro” nel cuore della città. Il caro affitti, poi, ha un peso tutt’altro che trascurabile nei conti di fine anno. Ci sono, quindi, ragioni economiche. Nel caso di Rossana, elegante proprietaria del negozio di oggetti d’arte e gioielli realizzati a mano Arcoiris (Arcobaleno), in Corso Garibaldi a Reggio Emilia, a queste ragioni si unisce l’opportunità della pensione, che avrebbe forse rimandato se il futuro del commercio e della sua attività in particolare, aperta da 30 anni, fosse più roseo. Ci accoglie nel suo negozio, sorridente, in completo azzurro. Rossana, da quanto tempo gestisce Arcoiris? Sono circa trent’anni che ho questo negozio, in cui ho messo anima e cuore. Come mai la decisione di chiudere il negozio? Chiudo,…

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Quello che sta accadendo attorno alla RCF Arena non è soltanto una vicenda di concerti, festival annunciati, nomi cambiati, organizzatori che entrano ed escono, polemiche sui social e pubblico lasciato nell’incertezza. È qualcosa di più profondo. È il sintomo di un errore originario: avere immaginato una grande infrastruttura per eventi come se bastasse costruirla, inaugurarla, darle un nome importante e aspettare che il mercato facesse il resto. Ma il mercato, quando si parla di eventi da decine di migliaia di persone, non è una magia. È competenza, rete, affidabilità, reputazione, programmazione, capacità tecnica, rapporti internazionali, sicurezza, contratti, logistica, comunicazione. È una macchina complessa. E una macchina complessa, se viene affidata a pochi soggetti, o se sembra ruotare sempre attorno agli stessi nomi, rischia prima o poi di incepparsi. L’Arena non è un capannone da riempire quando capita. Non è un prato con un palco. Non è una scommessa privata travestita…

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Il governo, con il decreto del Primo Maggio, ha dato il via libera al Piano Casa. La dotazione iniziale è di circa 970 milioni di euro a cui verrebbero sommati 1,1 miliardi dai fondi di coesione, per un totale di circa 2,1 miliardi. “Il piano – si legge nel decreto – mira alla costruzione di 100.000 nuovi alloggi”. Inoltre saranno avviati interventi di recupero e ristrutturazione di circa 50.000 alloggi popolari che attualmente sono inagibili. Sulla situazione abitativa pubblica a Reggio Emilia, abbiamo rivolto alcune domande a Federico Amico, 54 anni, presidente di Acer (Azienda Casa Emilia-Romagna). Presidente, ci sono ricadute per Reggio Emilia? È presto per prevedere una stima precisa sui territori, non ci sono ancora indicazioni sui meccanismi di riparto dei fondi, sappiamo che non saranno omogenei nelle varie aree del paese. Il piano del governo si articola su cinque anni e sulla base di calcoli non precisi,…

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Da sempre l’umanità immagina la città del futuro come un luogo ordinato, efficiente, liberato dalle storture del presente. Negli anni Venti gli architetti futuristi come Antonio Sant’Elia sognavano città verticali, strade soprelevate, trasporti veloci e razionali. Negli anni Sessanta il collettivo inglese Archigram disegnava moduli residenziali flessibili e infrastrutture capaci di adattarsi ai bisogni di chi le abita. Negli anni Ottanta, Blade Runner e Ritorno al Futuro ci promettevano auto volanti, robot domestici, servizi istantanei. Nel 2026 abbiamo la Carta d’Identità Elettronica. La chiave, ci dicono, che apre la porta della smart city. A Reggio Emilia, però, quella chiave è difficile da prenotare. Il linguaggio che escludePrima di parlare di cosa sta succedendo, vale la pena soffermarsi su come se ne parla. Smart City. Hub Urbano. Digital Twin. Gemello Digitale. IT Wallet. Sono espressioni anglofone o tecnocratiche che rendono irraggiungibile, già nel nome, la comprensione di cosa si stia costruendo.…

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Il decreto Primo Maggio, approvato dal governo, contiene a parte alcune proroghe, bonus occupazionali e anche tre questioni importanti: la nuova indennità di vacanza contrattuale, il richiamo al “salario giusto” e la stretta sui rider. Sulle difficoltà che affliggono oggi il mondo del lavoro in generale, ma anche quello reggiano, abbiamo posto alcune domande al segretario della Cgil di Reggio Emilia, Cristian Sesena. Sesena, il segretario nazionale della Cgil Maurizio Landini afferma che i “960 milioni stanziati dal governo vanno alle imprese. I lavoratori non prendono un euro”, perché? “E’ un provvedimento dal chiaro sapore propagandistico, non a caso, ancora una volta varato in occasione del 1 maggio a favore di social e telecamere.Gli stanziamenti sono tutti destinati all’incentivazione di assunzioni da parte delle imprese, senza un serio monitoraggio, ex post, se queste assunzioni avranno un esito stabile. In un momento in cui i salari, non solo non crescono, ma…

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C’è una domanda che nella provincia di Reggio Emilia andrebbe posta con serietà, senza accuse avventate e senza propaganda: chi sta davvero controllando l’andamento dei prezzi alimentari? Non affermo l’esistenza di cartelli, accordi illeciti o intese tra operatori della grande distribuzione. Sarebbe grave dirlo senza prove. Ma quando una famiglia entra al supermercato con cento euro ed esce con molte meno cose di prima, quando il carrello si alleggerisce e lo scontrino si appesantisce, il silenzio della politica locale diventa un problema. Le famiglie non vivono di statistiche. Vivono di pane, latte, pasta, olio, bollette, affitti, mutui, benzina, medicine, figli e anziani da assistere. Quando i prezzi aumentano, anche poco, per chi ha redditi bassi o medi quel “poco” diventa rinuncia quotidiana. Si compra meno, si sceglie il prodotto più economico, si rimanda una visita, si taglia dove si può. La grande distribuzione è oggi uno dei luoghi centrali della…

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C’è un “polmone verde urbano” a Reggio Emilia da tempo al centro di un contezioso ambientalista. È il cosiddetto “Bosco di Ospizio”, un’area verde spontanea di circa 4 ettari situata lungo la via Emilia in direzione Modena, un luogo che ospitava la casa di riposo per anziani (lo storico ex ospizio cittadino). Il destino del “Bosco” è stato riportato al centro dell’attenzione cittadina con una manifestazione, organizzata, alcuni giorni fa, dal “Collettivo spontanee per Bosco di Ospizio”, partita da piazza Prampolini e arrivata nell’area che sembra destinata a scomparire. Al civico 91, di via Emilia Ospizio, nell’ambito del Circuito Off di Fotografia europea 2026, il Collettivo ha allestito una mostra sul tema. L’area è al centro di un acceso dibattito pubblico a causa del progetto di riqualificazione urbanistica. Il “Bosco” è stato acquistato dal Conad Centro Nord e prevede la costruzione di un nuovo superstore; l’attivazione di servizi pubblici, quali…

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Il Primo Maggio non dovrebbe essere soltanto una data rossa sul calendario, né una ricorrenza da attraversare con qualche frase di circostanza. Dovrebbe essere un esame di coscienza collettivo. Perché il lavoro, quando manca, quando è povero, quando è instabile, quando non consente a una persona di progettare la propria vita, non è più solo un problema economico: diventa una ferita sociale, morale, perfino familiare. Lo vediamo ogni giorno, nelle città e nei paesi: nei bar aperti all’alba, nelle botteghe che resistono, nei magazzini, nelle case dove lavorano badanti e colf, nei cantieri, negli uffici, sulle biciclette dei rider, nelle stanze dei giovani che mandano curriculum e ricevono silenzi. L’economia vera non sta solo nei grafici o negli indici di fiducia. Sta nelle mani delle persone. Sta nella schiena di chi torna a casa stanco. Sta nello sguardo di un imprenditore che paga stipendi, affitti, bollette, contributi, tasse, fornitori, e…

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La Galleria Centrale di via Emilia San Pietro, nacque nel 1927 su progetto dell’architetto Prospero Sorgato. Era stata pensato e realizzata come polo alimentare, popolare cittadino. Poi diventò Il Mercato Coperto. Il ritorno di OVS al Mercato Coperto di Reggio Emilia è certamente una notizia positiva. Dopo anni di incertezze, vuoti, tentativi non riusciti e spazi troppo spesso percepiti come sospesi, vedere riaprirsi un luogo così centrale significa restituire passaggio, luce e frequentazione a una parte importante della città. Il nuovo punto vendita è stato inaugurato il 2 aprile 2026 e occupa uno spazio molto ampio nel cuore dell’ex Mercato Coperto, con una formula commerciale legata all’abbigliamento e ad altri marchi del gruppo. Detto questo, bisogna avere il coraggio di dirlo: il Mercato Coperto, per natura, storia e collocazione urbana, avrebbe dovuto restare o diventare davvero un grande polo alimentare. Non un semplice spazio di ristorazione modaiola, non un contenitore…

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