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Nuovi segnali di vita nel centro storico di Reggio Emilia. Se delle attività chiuse e sfitte si perde da tempo il conto, da domenica si registra una nuova nascita, una vetrina che apre in netta controtendenza con i tempi. La nuova e coraggiosa sfida è quella lanciata dal bar San Pietro, che ha alzato la saracinesca sotto i portici della via Emilia. Dietro il bancone la titolare Oxana Moraru, con una dipendente, e la partecipazione del marito Gabriele Giordani, per gli amici solo Giordi, agente immobiliare e volto conosciuto in città, da ora nelle vesti di Pr del locale. Ha spiegato Gabriele Giordani, un cuore che batte per il centro storico di Reggio: “Conosco e frequento da oltre 30 anni questa zona della città e speriamo di poter contribuire con la nostra attività al rilancio del quartiere”. Il bar San Pietro si avvale di prodotti di qualità e made in…

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L’ex centrale Enel di via Gorizia al numero 12, a Reggio Emilia, è in vendita per 700.000 euro. Costruita ai primi del Novecento, simbolo di una nuova realtà industriale, dopo essere stata dismessa, nel primo decennio del Duemila aveva intrapreso la strada della “riqualificazione sportiva”, ospitando due campi da calcetto e campi tennis, oltre a essere un centro polifunzionale ricreativo. Nello stesso periodo si svolse nello stabile una tappa del Festival Eleva, portando nell’ex Centrale migliaia di giovani. Oggi è in completo stato di abbandono, ma fino dal giugno 2021 al luglio del 2023 è stato un luogo di eventi, come testimoniano le foto che si possono vedere nel profilo Instagtram, tuttora visibile, “GIARDINI DELLA CENTRALE”.

La parola d’ordine dalla fine degli anni Settanta è stata decentrare qualsiasi cosa: dalla caserma dei soldati, al tribunale, dalla scuola di polizia, costruendo come contraltare i grandi centri commerciali nelle periferie, anche uno accanto all’altro. Ed è così che oggi il centro di Reggio appare per quello che è: una città museo svuotata, o la rappresentazione tridimensionale di una natura morta. Magari, per il futuro, ci vorrebbe qualcuno che pensasse strategicamente a ri-centrare qualche attività, tanto per porre un freno alla desertificazione del commercio che avanza incontrastata. Quella che i reggiani chiamavano la ‘vasca’, la passeggiata del sabato pomeriggio da via Emilia San Pietro, fino a Santo Stefano, è un lungo cimitero disseminato di vetrine vuote e negozi sfitti.Coalizione Civica aveva contato qualche tempo fa 424 attività commerciali vuote all’interno dell’esagono, e di queste oltre 270 con affaccio sulla via Emilia.Certo avrà inciso anche la globalizzazione e l’e-commerce su…

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