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La prima forma di rispetto verso i cittadini dovrebbe essere la misura nelle parole. Soprattutto quando si parla di tasse. Soprattutto quando si parla di soldi che escono dalle tasche delle famiglie, dei pensionati, dei lavoratori, dei commercianti, dei proprietari di casa. Per questo, quando una misura sulla Tari viene presentata come una “rivoluzione”, è legittimo chiedersi: rivoluzione per chi? La Tari non è una parola tecnica da comunicato stampa.La Tari è una tassa.È denaro vero.È una voce pesante nei bilanci familiari. E allora bisognerebbe avere il pudore di non trasformare ogni modifica amministrativa in una conquista storica. Perché i cittadini non vivono dentro gli slogan. Vivono tra bollette, rincari, scadenze, stipendi fermi, pensioni consumate e conti sempre più difficili da far quadrare. Da anni il meccanismo è lo stesso: si annuncia un beneficio, si parla di equità, si racconta una svolta. Poi, nella realtà, qualcuno riceve uno sconto e…

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Archeologia industriale a Reggio Emilia. Ex sede della ditta Achille Marzi e Fratelli – Legnami, a pochi passi dal centro storico di Reggio Emilia. I capannoni con edificio annesso si trovano tra via Pirondi e via Chiesi (laterale di via Emilia all’Ospizio).E’ lì che sorgono i resti della storica falegnameria Marzi, una delle imprese un tempo più vicine al centro cittadino. Lo scheletro dei capannoni riporta agli anni 70, quando la falegnameria lavorava a pieno regime. Nel primo decennio del Duemila si pensò anche al recupero degli stabili della falegnameria con un intervento che mirava a coniugare memoria e innovazione, con uffici, negozi e servizi. Ma poi non se ne fece nulla.

Non siamo più dentro una democrazia fiscale. Siamo dentro un meccanismo stanco, logoro, ripetitivo, dove a pagare sono sempre gli stessi e a ricevere sono sempre altri. La chiamano solidarietà. La chiamano bonus. La chiamano sostegno. La chiamano attenzione alle fragilità. Belle parole, pulite, istituzionali, pronte per i comunicati stampa. Ma poi arriva la bolletta, arriva la tassa, arriva la TARI, arriva l’ennesimo aumento, e chi deve mettere mano al portafoglio è sempre lo stesso cittadino: quello che lavora, dichiara, possiede qualcosa, non evade, non urla, non occupa, non pretende, non minaccia. Sempre lui. La Costituzione italiana non parla di questo. Non dice che una parte del Paese deve essere spremuta fino all’ultima goccia per mantenere in piedi un sistema di bonus, sconti, agevolazioni e prebende distribuite a pioggia. L’articolo 53 parla di capacità contributiva e di progressività. Due parole serie. Due parole alte. Due parole che dovrebbero significare giustizia,…

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C’è un dato che, letto in fretta, potrebbe sembrare soltanto una piccola notizia economica. Nei primi tre mesi del 2026 le imprese giovanili in provincia di Reggio Emilia sono cresciute di 57 unità rispetto all’anno precedente, arrivando a quota 3.591 attività. In percentuale significa un aumento dell’1,6%. Non una rivoluzione, certo. Ma in un Paese dove l’impresa giovanile arretra, dove molti ragazzi guardano più facilmente all’estero che al proprio territorio, dove aprire una partita Iva o una piccola attività è spesso un salto nel buio, quel segno più merita attenzione. Reggio Emilia, in questo caso, non segue la media nazionale. La supera. Mentre il dato italiano mostra una flessione, la provincia reggiana registra una tenuta positiva, superiore anche alla media regionale. È un segnale economico, ma anche sociale. Perché dietro quei numeri non ci sono solo codici fiscali, visure camerali e registri d’impresa. Ci sono giovani che hanno deciso di…

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Per interventi di ammodernamento, dal 6 luglio al 9 luglio i collegamenti Alta velocità Milano-Roma avranno tempi di percorrenza di circa 6 ore. “Ci scusiamo per il disagio, è un passo necessario verso un’infrastruttura ancora più moderna, performante e sostenibile”, spiegano dalle Ferrovie. Mentre sulla linea alta velocità Milano-Bologna, dal 10 al 17 agosto, chiusura di otto giorni tra Piacenza Est e Melegnano per rinnovo degli scambi. Previsti itinerari alternativi sulla linea storica Milano-Bologna.

C’è qualcosa di quasi comico, se non fosse triste, in questa nuova illuminazione amministrativa: dopo anni in cui il centro storico è stato svuotato, reso difficile, raffreddato, burocratizzato, controllato più che vissuto, adesso si scopre che le piazze sono invivibili perché manca il verde. Ma guarda un po’. Ci voleva davvero un convegno, una strategia, una parola inglese, una consulenza, una “progettazione dedicata” per capire che una piazza senza alberi, senza ombra, senza sedute vere, senza vita attorno, d’estate diventa una padella? Bastava uscire alle tre del pomeriggio in piazza della Vittoria, sedersi cinque minuti sotto il sole, e il piano climatico veniva fuori da solo. Gratis. Il problema non è il verde. Il verde serve, eccome. Il problema è che questi amministratori arrivano sempre dopo. Prima lasciano morire i luoghi, poi fanno il funerale con le brochure. Prima rendono le piazze corridoi di pietra, poi si accorgono che la…

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A Reggio Emilia, quando si alza il coperchio, spesso si trova sempre la stessa zuppa. Cambiano i nomi, cambiano le quote, cambiano le società, ma attorno alla tavola siedono quasi sempre gli stessi commensali. È il filo rosso del potere reggiano: cooperazione, comunicazione, eventi, amministrazione pubblica, relazioni consolidate e quella fitta rete di rapporti che non sempre si vede, ma che spesso decide. La notizia è chiara: da C.Volo escono tre soci e Coopservice arriva al 93%. Una quota quasi assoluta. Di fatto, una presa di controllo piena. Restano briciole societarie attorno, ma il centro della stanza è occupato. E non escono soci qualsiasi. Esce Arena Campovolo, la società che portava con sé due nomi pesanti: Claudio Maioli, storico manager di Luciano Ligabue, e Ferdinando Salzano, fondatore di Friends & Partners. Non due figure decorative, ma due soggetti che nel mondo della musica, dei grandi eventi e dello spettacolo hanno…

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Ci sono quartieri che sembrano esistere solo sulle cartine del Comune. Quartieri nominati nei discorsi ufficiali, citati nei programmi elettorali, evocati quando fa comodo parlare di città diffusa, prossimità, partecipazione, rigenerazione urbana. Poi, però, quando si tratta di presenza concreta, cura quotidiana, sicurezza, decoro, ascolto vero, questi stessi quartieri diventano improvvisamente periferia dell’attenzione politica. San Pietro e Santo Stefano, a Reggio Emilia, conoscono bene questa sensazione. Non sono luoghi qualunque. Sono pezzi vivi della città, zone con storia, commercio, residenti, famiglie, anziani, attività economiche, problemi reali e potenzialità enormi. Non sono retrobotteghe urbane. Non sono passaggi secondari. Non sono spazi da ricordare soltanto quando bisogna tagliare un nastro, annunciare un evento, fare una fotografia o raccontare l’ennesima narrazione rassicurante della città che funziona. Eppure, da tempo, molti cittadini hanno l’impressione di essere trattati come abitanti di una Reggio minore. Una Reggio che paga, lavora, subisce, segnala, aspetta, ma riceve meno…

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Il 15 giugno 2026 Stati Uniti e Iran hanno annunciato l’accordo per riaprire lo Stretto di Hormuz. La firma sul Memorandum d’intesa (MoU) da parte di Donald Trump è arrivata il 17 giugno. Per chi segue i mercati energetici, la notizia ha subito fatto scendere il Brent di circa il 14,3% rispetto al picco. Per chi fa il pieno al distributore, la verità è che non cambierà molto nell’immediato. La normalizzazione, avvertono armatori e analisti, richiederà settimane se non mesi. Lo Stretto è rimasto di fatto chiuso da fine febbraio 2026, per quasi quattro mesi. Le conseguenze di questa strozzatura non si smaltiscono con una firma. Circa 500 navi risultano ancora bloccate a ridosso del passaggio. Le operazioni di bonifica delle mine richiedono coordinamento internazionale. Le principali compagnie di navigazione giapponesi e asiatiche hanno già dichiarato che aspetteranno la piena formalizzazione operativa dell’accordo prima di ordinare ai propri comandanti di…

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E’ un vero e proprio grido d’allarme – ma anche un importante pacchetto di proposte – quello emerso dall’incontro che ha avuto per protagonisti i giovani viticoltori associati ad Emilia Wine, l’assessore regionale all’Agricoltura e agroalimentare, Alessio Mammi, il direttore di Confcooperative agroalimentare dell’Emilia-Romagna, Paolo Bono, e lo stesso presidente del gruppo vitivinicolo, Davide Frascari. Un confronto – presenti anche gli esponenti delle organizzazioni del mondo agricolo – caduto in uno dei momenti di maggiore difficoltà per il settore vitivinicolo, come è emergo dal quadro a tinte fosche dipinto in sequenza da Andrea Zaldini (coordinatore del gruppo giovani soci di Emilia Wine), Matteo Barbieri, Matteo Messori e Yuri Zanotti, esponenti di quei giovani viticoltori che in massa hanno partecipato all’evento all’interno di quella che si configura come una delle più importanti realtà di settore per Confcooperative Terre d’Emilia, con 434 soci e due strutture di trasformazione nel reggiano. Costi nei…

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