Dal 1° agosto aumenta la spesa per il biglietto del tram: costerà 2 euro
Viaggiare in tram. Osservare gli stessi luoghi in giorni e orari diversi. La zona stazione, fra percezione e realtà. Gente che sale e scende con le loro misteriose destinazioni. Cellulari in viva voce. Ti porta e tu osservi. Dal primo agosto le corse in autobus aumentano del 33%. Il biglietto per i trasferimenti urbani passa dal costo di 1,50 euro a 2 euro. Mentre resta invariato il prezzo di abbonamenti mensili e annuali. Alla faccia del trasporto pubblico. Ma il vostro flâneur tranviario, pur imprecando, continuerà a prendere il tram o per i puristi l’autobus. “Viaggio in tram”, linea 9 – da v.le IV Novembre a p.le Marconi e via Eritrea – 16 lug 2026, ore, 18:10 (video di Glauco Bertani).
Centro svuotato, e riqualificazioni senza vita non portano economia
Reggio Emilia è una città bella, antica, colta, piena di potenzialità. Ma da anni sembra vittima di un equivoco urbanistico e politico: credere che rifare uno spazio significhi automaticamente restituirgli vita. Non è così. Una piazza nuova può restare vuota. Un chiostro restaurato può restare freddo. Una strada ripavimentata può continuare ad avere vetrine spente. Una città può spendere, inaugurare, tagliare nastri, produrre rendering, comunicati e fotografie ufficiali, ma se poi le persone non si fermano, non comprano, non abitano, non passeggiano, non tornano, quella non è rigenerazione: è scenografia. Il problema di Reggio Emilia è esattamente questo: troppe riqualificazioni senza economia, troppi luoghi rifatti senza una vera funzione urbana, troppi spazi sistemati dal punto di vista estetico ma incapaci di generare commercio, relazioni, permanenza, comunità. Il centro storico non muore perché mancano le pietre nuove. Muore perché mancano le ragioni per andarci. Muore quando i negozi chiudono, quando gli…
Crisi Realco, il Consiglio comunale: salvaguardare i posti di lavoro
“Pieno supporto nella vertenza alle lavoratrici e ai lavoratori della filiera distributiva Realco, e ai loro familiari, per salvaguardare il posto di lavoro”, con l’impegno da parte del Consiglio comunale “a sostenere ogni iniziativa utile volta a garantire la continuità produttiva e la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti”. E’ questo il senso dell’ordine del giorno urgente presentato dai gruppi consiliari di maggioranza (primo firmatario Federico Macchi del Pd) e approvato lunedì dal Consiglio comunale con il voto favorevole anche di Fabrizio Aguzzoli di Coalizione civica e l’astensione di Fratelli d’Italia.Il documento è stato illustrato in aula da Federico Macchi – primo firmatario dell’odg insieme ad altri sei consiglieri del Pd e a Rosario Martorana della Lista Massari, Alessandro Miglioli di Verdi-Possibile e Gianni Bertucci del Movimento 5 Stelle – che ha ricordato come i sindacati abbiano sottolineato che “sul nostro territorio l’impatto della crisi potrebbe essere molto pesante…
Realco, dal 23 luglio inizia la chiusura dei punti ECU rimasti invenduti
Dopo mesi di scaffali sempre più vuoti, per i punti vendita ECU non rientrati nelle cessioni già concluse la chiusura non sarà più temporanea sotto la bandiera Realco, ma definitiva. Secondo quanto risulta da una comunicazione aziendale, ogni punto vendita interessato ha ricevuto l’indicazione del proprio ultimo giorno di apertura al pubblico. Si inizia dal 23 luglio. Il giorno successivo sarà dedicato all’inventario e al completamento delle pratiche burocratiche. Infine tutto il personale coinvolto sarà collocato in cassa integrazione. Si tratta di un passaggio che la crisi del gruppo cooperativo reggiano non aveva ancora attraversato in questi termini. Fino a oggi, le chiusure comunicate pubblicamente – a partire da quelle annunciate a febbraio in sede ministeriale – erano state presentate come “temporanee”, legate al contenimento delle perdite in attesa di una soluzione industriale per l’intero perimetro aziendale. Il 10 luglio ha chiuso definitivamente anche il magazzino logistico di via Pertini,…
“Non c’è più acqua”, anche l’ECU di via Manara chiude: scorte in esaurimento
Dopo la grave crisi che ha scosso alle fondamenta il gruppo Realco, con bilanci da sprofondo rosso, per i punti vendita ECU non rientrati nelle cessioni già concluse la chiusura non sarà più temporanea, ma definitiva. Gli scaffali sempre più vuoti, i punti vendita vanno all’esaurimento delle scorte e poi dal 23 di luglio inizieranno le chiusure dei negozi. Lo dice una comunicazione aziendale che spiega come si procederà all’inventario e al completamento delle pratiche burocratiche e infine tutto il personale coinvolto sarà collocato in cassa integrazione. Anche al punto vendita Ecu di via Manara tocca lo stesso destino, la chiusura è fissata per la prossima settimana.Questa l’inequivocabile conversazione raccolta ieri tra una addetta del supermarcato e alcuni clienti in fila alla cassa. «Dov’è l’acqua?», chiede un cliente. «Non c’è». «Quando arriva?» «Non arriva più». «Perché?». «Andiamo a esaurimento di tutta la merce, la settimana prossima chiudiamo» «Riaprirete?», chiede un…
Rifiuti. Paradosso Tari: aumenta la differenziata, ma anche la tassa
Ci sono imposte che i cittadini pagano con rassegnazione e altre che finiscono per diventare il simbolo di un malessere più profondo. La Tari appartiene ormai a questa seconda categoria.Non è soltanto una tassa destinata a finanziare il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Per migliaia di famiglie rappresenta una delle tante spese che, sommate tra loro, rendono ogni mese sempre più difficile arrivare alla fine. Bollette di luce e gas, mutui, affitti, spese sanitarie, carburanti, alimentari, assicurazioni, addizionali, imposte locali. In questo contesto la Tari continua a crescere o, comunque, a mantenersi su livelli che molti cittadini considerano ormai eccessivi. Il problema non è soltanto l’importo finale. Il problema è il rapporto tra ciò che si paga e ciò che si percepisce di ricevere. Ogni amministrazione sostiene che il servizio ha costi elevati, che esistono obblighi ambientali, che aumentano le spese di conferimento e che la normativa nazionale…
In piazza Prampolini la manifestazione dei lavoratori del gruppo Realco
In piazza Prampolini, alle 17, hanno manifestato i lavoratori di Realco, preoccupati per la crisi in cui versa il gruppo. Sono scesi in piazza per incontrare i lavoratori, accompagnati dalle rappresentanze sindacali con tanto di bandiere e qualche fischietto, il sindaco Marco Massari, il presidente della Provincia, Giorgio Zanni e il vicensindaco, Lanfranco De Franco.
Monopattini, giro di vite: da giovedì 16 l’obbligo dell’assicurazione
Da giovedì 16 luglio vita più difficile per i monopattini elettrici e in molti pensano già che il fenomeno sia destinato a passare di moda. Oltre alla targa e al casco per chi sale sul mezzo entra in vigore anche l’obbligo dell’assicurazione, una vera Rc auto. In città non è facile sapere quanti privati abbiamo un monopattino elettrico, un censimento vero e proprio non c’è. Ma ci sono due società che gestiscono il noleggio, si chiamano Voi e Dot, e possiedono in tutto circa 400 mezzi. E ovviamente anche questi dovranno mettersi a norma, riducendo con le spese i margini di guadagno, a meno che non aumentino i prezzi dell’affitto. Non sarà facile pensare che da giovedì tutti i monopattini saranno in regola, ma nel frattempo il prefetto di Reggio Emilia Salvatore Angieri ha già chiesto alle forze dell’ordine di intensificare i controlli.
Casa a Reggio: equazione impossibile, e per i giovani resta un miraggio
Buste paga da top 10 e case inaccessibili. Reggio Emilia è la sesta provincia italiana per stipendio medio: un primato trainato da un manifatturiero che paga meglio di quasi tutto il Paese. Eppure, per molti reggiani, soprattutto giovani all’inizio della carriera, comprare casa è diventato un miraggio. Non è un problema di povertà, ma di pura matematica: i prezzi del mattone corrono molto più veloci dei salari, stressando la soglia della sostenibilità finanziaria. I numeri, innanzitutto. Secondo l’ultimo report della CGIA di Mestre su dati INPS, a Reggio Emilia la busta paga media lorda è di 2.072 euro al mese. È il sesto dato più alto d’Italia, superato solo da Milano, Monza-Brianza, Parma, Modena e Bologna. In tasca al lavoratore, tolte tasse e contributi, restano circa 1.550-1.600 euro netti. Ma – come ci insegna La Statistica di Trilussa – la media inganna. Questa ricchezza è trainata dai contratti integrativi della…









Il centro storico non muore per il caro affitti, ma perché manca una strategia
Per anni si è ripetuto che il problema del centro storico di Reggio Emilia fosse il costo degli affitti commerciali. È una spiegazione comoda, ma riduttiva. Se bastasse abbassare i canoni, oggi avremmo già visto una ripresa. Invece le serrande continuano ad abbassarsi, le vetrine restano vuote e il cuore della città perde vitalità. Nel dibattito pubblico locale si parla di centinaia di spazi commerciali sfitti all’interno dell’esagono, segno che la crisi è strutturale e non riconducibile a un solo fattore. Le vere cause sono molteplici. La prima è la sicurezza. Un commerciante investe dove i clienti si sentono tranquilli. Se la percezione è quella di degrado, spaccio, bivacchi, ubriachezza molesta e microcriminalità, le famiglie cambiano percorso e scelgono altri luoghi dove trascorrere il tempo libero. Lo stesso Comune riconosce l’esistenza di aree critiche e ha introdotto ordinanze contro bivacchi e consumo di alcol in alcune zone del centro.Il secondo…
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