Allestire il mondo: dal capannone di Reggio al McCormick Place di Chicago
Si è aperta sabato a Chicago la 106ª edizione del NRA Show – National Restaurant Association Show – la più grande fiera del settore food service del mondo occidentale. Cinquantatremila visitatori attesi, oltre 2.100 espositori, quattro giorni al McCormick Place per fare il punto su tutto ciò che ruota attorno alla ristorazione e alla produzione alimentare: attrezzature da cucina, tecnologia, packaging, bevande, design degli spazi. Una macchina enorme, che ogni anno sposta decisioni d’acquisto per miliardi di dollari. Tra le aziende coinvolte nell’allestimento degli stand, anche una di Reggio Emilia: A&M Production, fondata nel 1975 da Alfredo Montanari, oggi guidata dall’amministratore delegato Riccardo Montanari. Cinquanta dipendenti fissi, tre sedi operative – Reggio Emilia, Atlanta, Las Vegas. Nell’ottobre 2025 è entrata a far parte di EF Group, gruppo italiano degli allestimenti controllato dal fondo di private equity Alto Partners, dando vita a un operatore con un fatturato consolidato superiore a 85…
Centro storico, via Emilia San Pietro: l’esodo silenzioso del commercio
Quando anche i marchi forti cominciano a lasciare il centro, non siamo più davanti a un episodio. Siamo davanti a un segnale politico, economico e urbano. L’uscita di Sephora dall’Esagono e lo spostamento di Wind3 verso i centri commerciali non sono soltanto cronaca commerciale. Sono un certificato di malattia del centro storico, e in particolare di quella parte di città che da anni viene trattata come una periferia interna: via Emilia San Pietro, Santo Stefano, l’area dell’Esagono, le strade che dovrebbero essere porta nobile della città e che invece vengono lasciate consumare lentamente. Ormai il processo appare quasi irreversibile. Non perché una vetrina spenta non possa tornare ad accendersi, ma perché quando si spegne la fiducia il danno diventa profondo. Quando un operatore commerciale capisce che i clienti si sono spostati altrove, quando percepisce che sicurezza, comodità e attrattività stanno nei centri commerciali, allora non siamo più davanti a un…
Lavoro. “L’Ai è già qui, il cambiamento va guidato con la partecipazione”
Sul decreto “Primo Maggio” approvato dal governo contiene a parte alcune proroghe, bonus occupazionali e anche tre questioni importanti: 1) la nuova indennità di vacanza contrattuale.2) Il richiamo al salario giusto contrattuale e la stretta sui rider. E 3) Il segretario della Cgil Landini afferma che: “I 960 milioni stanziati dal governo vanno alle imprese. I lavoratori non prendono un euro”. Su questi temi abbiamo rivolto 4 domande a Rosamaria Papaleo, segretaria della Cisl Emilia Centrale. Segretaria Papaleo, qual è la posizione del suo sindacato? Il decreto Primo Maggio va nella direzione giusta quando afferma che i soldi pubblici non devono arrivare a chi sottopaga i lavoratori o applica contratti al ribasso. Se sei un sindacato pirata, devi essere messo alla porta. Punto. Il salario giusto è il trattamento economico completo dei veri contratti nazionali, quelli firmati dalle organizzazioni più rappresentative, quelli che portano con sé paga, tutele, diritti, tredicesima,…
Cade un altro pezzo di città, Realco all’asta non solo vicenda aziendale
Cade un altro pezzo della città. E questa volta non cade in silenzio: cade con un avviso d’asta, con una data, con una cifra, con l’odore freddo delle carte di Tribunale. Realco va alla vendita all’asta: si parte da 40 milioni. Se la cessione complessiva non dovesse andare a buon fine, si passerà allo “spezzatino”, alla vendita per lotti, alla dispersione dei beni, degli immobili, dei magazzini, dei pezzi di una storia economica che non riguarda soltanto un’azienda, ma un intero territorio. Quando un patrimonio produttivo finisce all’asta, il problema non è più soltanto contabile. Non è più soltanto la somma di debiti, crediti, immobili, capannoni, offerte in busta chiusa e scadenze. Il problema diventa politico, sociale, urbano. Diventa una domanda secca: com’è possibile che una città come Reggio Emilia, che per decenni ha costruito la propria identità sul lavoro, sulla cooperazione, sulla distribuzione, sulla piccola e media impresa, sul…
Il Graffio. Corso Garibaldi saluta i negozi: 14 chiusi (+2), solo 3 aprono
Il bilancio di chiusure e aperture dei negozi in Corso Garibaldi, testimonia con i numeri come sia difficile oggi gestire un’attività commerciale nel centro storico di Reggio Emilia. Tra affitti, costi, tasse e spopolamento della città storica, sfangarla per i commercianti è davvero dura. L’elenco dei negozi chiusi in Corso Garibaldi negli ultimi anni Malavoglia, ristoranteOltre, ristoranteShibuia, ristoranteBar MilkBar dell’AngoloEdicola, negozioOtticoAntiquarioCalzolaioStile, abbigliamentoGeneri alimentariNegozio d’arteOggettisticaBigiotteria Prossime chiusureArcoirisStrumenti musicali, via Porta Brennone ApertureMeccanico bicicletteCaaf, Centro autorizzato di ssistenza fiscaleAbiti usati
Corso Garibaldi, dopo 30 anni giù la saracinesca di un altro storico negozio
Il centro di Reggio continua a perdere i suoi negozi storici. I motivi possono essere diversi. Ma il minimo comune denominatore è la mancanza di attrattive offerte ai potenziali clienti per fare “un giro” nel cuore della città. Il caro affitti, poi, ha un peso tutt’altro che trascurabile nei conti di fine anno. Ci sono, quindi, ragioni economiche. Nel caso di Rossana, elegante proprietaria del negozio di oggetti d’arte e gioielli realizzati a mano Arcoiris (Arcobaleno), in Corso Garibaldi a Reggio Emilia, a queste ragioni si unisce l’opportunità della pensione, che avrebbe forse rimandato se il futuro del commercio e della sua attività in particolare, aperta da 30 anni, fosse più roseo. Ci accoglie nel suo negozio, sorridente, in completo azzurro. Rossana, da quanto tempo gestisce Arcoiris? Sono circa trent’anni che ho questo negozio, in cui ho messo anima e cuore. Come mai la decisione di chiudere il negozio? Chiudo,…
Rcf Arena, se il grande contenitore non basta a garantire il successo
Quello che sta accadendo attorno alla RCF Arena non è soltanto una vicenda di concerti, festival annunciati, nomi cambiati, organizzatori che entrano ed escono, polemiche sui social e pubblico lasciato nell’incertezza. È qualcosa di più profondo. È il sintomo di un errore originario: avere immaginato una grande infrastruttura per eventi come se bastasse costruirla, inaugurarla, darle un nome importante e aspettare che il mercato facesse il resto. Ma il mercato, quando si parla di eventi da decine di migliaia di persone, non è una magia. È competenza, rete, affidabilità, reputazione, programmazione, capacità tecnica, rapporti internazionali, sicurezza, contratti, logistica, comunicazione. È una macchina complessa. E una macchina complessa, se viene affidata a pochi soggetti, o se sembra ruotare sempre attorno agli stessi nomi, rischia prima o poi di incepparsi. L’Arena non è un capannone da riempire quando capita. Non è un prato con un palco. Non è una scommessa privata travestita…
L’emergenza casa. Acer: entro la fine del 2027 pronti 250 appartamenti
Il governo, con il decreto del Primo Maggio, ha dato il via libera al Piano Casa. La dotazione iniziale è di circa 970 milioni di euro a cui verrebbero sommati 1,1 miliardi dai fondi di coesione, per un totale di circa 2,1 miliardi. “Il piano – si legge nel decreto – mira alla costruzione di 100.000 nuovi alloggi”. Inoltre saranno avviati interventi di recupero e ristrutturazione di circa 50.000 alloggi popolari che attualmente sono inagibili. Sulla situazione abitativa pubblica a Reggio Emilia, abbiamo rivolto alcune domande a Federico Amico, 54 anni, presidente di Acer (Azienda Casa Emilia-Romagna). Presidente, ci sono ricadute per Reggio Emilia? È presto per prevedere una stima precisa sui territori, non ci sono ancora indicazioni sui meccanismi di riparto dei fondi, sappiamo che non saranno omogenei nelle varie aree del paese. Il piano del governo si articola su cinque anni e sulla base di calcoli non precisi,…
Il futuro è adesso. La città smart che i reggiani non sanno di avere
Da sempre l’umanità immagina la città del futuro come un luogo ordinato, efficiente, liberato dalle storture del presente. Negli anni Venti gli architetti futuristi come Antonio Sant’Elia sognavano città verticali, strade soprelevate, trasporti veloci e razionali. Negli anni Sessanta il collettivo inglese Archigram disegnava moduli residenziali flessibili e infrastrutture capaci di adattarsi ai bisogni di chi le abita. Negli anni Ottanta, Blade Runner e Ritorno al Futuro ci promettevano auto volanti, robot domestici, servizi istantanei. Nel 2026 abbiamo la Carta d’Identità Elettronica. La chiave, ci dicono, che apre la porta della smart city. A Reggio Emilia, però, quella chiave è difficile da prenotare. Il linguaggio che escludePrima di parlare di cosa sta succedendo, vale la pena soffermarsi su come se ne parla. Smart City. Hub Urbano. Digital Twin. Gemello Digitale. IT Wallet. Sono espressioni anglofone o tecnocratiche che rendono irraggiungibile, già nel nome, la comprensione di cosa si stia costruendo.…









A Reggio si respira ammoniaca (ma le fonti green sono un tabù)
Se vi ha dato fastidio il vento di questi ultimi giorni, fatevene una ragione. E’ stata una vera e propria manna caduta da cielo, insieme alla pioggia, perché almeno per qualche giorno ha ripulito l’aria che respiriamo noi, i nostri figli, i nostri anziani genitori. Un letale miscuglio di ammoniaca e gas serra, che producono altri inquinanti, come le polveri sottili PM2.5. Lo certifica, ultimo in ordine di tempo, il report “Padania avvelenata” – QUI il rapporto completo e QUI la mappa interattiva – diffuso da Greenpeace analizzando le emissioni generate dagli allevamenti di bovini, suini e avicoli stimati per tutti i comuni dell’eco regione padana “Un quadro scoraggiante, in cui non si sono registrati miglioramenti sostanziali dal 2017 al 2023 in un territorio avvelenato dalle emissioni degli allevamenti intensivi che, tra ammoniaca e gas serra, contribuiscono a modificare il clima e inquinano aria, acqua e suolo”, spiega Simona Savini di Greenpeace Italia. E dove, purtroppo,…
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