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Sprofondo rosso Realco, lo spezzatino continua. Uil: subito aiuti ai lavoratori
Il Tribunale di Bologna ha disposto la vendita senza incanto degli immobili di proprietà e del complesso delle attività del Gruppo Realco che riguarda i punti vendita diretti e quelli in affitto d’azienda con insegna Sigma, Ecu ed Economy. L’avviso di vendita contiene tutte le indicazioni complete sulla composizione dei lotti e le modalità di partecipazione all’asta che si terrà nei giorni 4 e 5 agosto alle 9.30 per i punti vendita e il 5 agosto 2026 dalle ore 15.00.
La crisi economica del gruppo Realco, una situazione che definire molto grave è ormai un eufemismo, è seguita con grande apprensione e preoccupazione da centinaia di lavoratori e dalle loro famiglie. Abbiamo chiesto ad Alex Scardina, coordinatore provinciale della Uil, di fare il punto sulla complessa vicenda.
Realco versa in una situazione che per l’impiego si può definire drammatica. Quali sono le reali prospettive future della gente che lavora per il gruppo?
La chiusura di oggi è un momento doloroso. Il nostro pensiero e la nostra priorità sono rivolti alle persone: centinaia di lavoratori e famiglie che vivono una profonda incertezza. Per noi, la prospettiva non deve essere l’abbandono, ma la protezione. Dobbiamo attivare immediatamente tutti gli ammortizzatori sociali necessari per dare sicurezza al reddito a chi ha servito questo gruppo con professionalità. Per quanto riguarda il futuro, la nostra battaglia non si ferma con la chiusura del magazzino. Al contrario, si intensifica. Saremo impegnati a vigilare affinché ogni passaggio, ogni futura vendita o acquisizione, metta al centro la dignità e il lavoro di chi ha contribuito a costruire con la propria fatica questa realtà.
Qual è il reale motivo che ha gettato il gruppo Realco nel precipizio, i conti in rosso?
Il percorso che ha portato la cooperativa a chiedere la protezione giudiziaria è purtroppo documentato da numeri che non lasciano spazio a interpretazioni e che raccontano una parabola discendente iniziata già da tempo. Parliamo di un indebitamento che, a fine 2024, ha toccato quota 98 milioni di euro, una cifra pesantissima suddivisa tra 66 milioni di debiti verso i fornitori e 18 milioni di indebitamento bancario, spalmati su dieci diversi istituti di credito. A complicare il quadro il crollo dei ricavi e dei volumi di vendita, diventato critico nel 2025, oltre all’impennata delle perdite.
Appare evidente che la crisi del modello industriale unitamente alle sempre più complicate dinamiche del settore non hanno trovato risposte gestionali celeri e adeguate. Siamo arrivati a questa situazione dopo mesi di crescente sofferenza, in cui la struttura aziendale non è riuscita a preservare la propria integrità. La chiusura di Flexilog è solo l’ultimo, doloroso tassello di un mosaico che vede la crisi del grande gruppo riversarsi, pezzo dopo pezzo, sulle spalle dei lavoratori e della tenuta sociale della nostra provincia.
Il gruppo Realco non poteva essere venduto in blocco? Perché si è arrivati a questo spezzatino?
Quello che viene definito ‘spezzatino’ è il risultato di un percorso che vede la vendita frazionata del perimetro aziendale. La suddivisione in lotti ha reso possibile tale procedura. Sebbene l’asta abbia previsto la possibilità di presentare offerte sia per l’intero gruppo, sia per i singoli lotti, ciò ha aperto la strada a uno scenario che abbiamo tentato di scongiurare. La nostra preoccupazione, tuttavia, rimane immutata: non possiamo permettere che la logica del mero realizzo economico prevalga sui diritti delle persone. Che si tratti della logistica o di qualunque punto vendita, ogni passaggio di proprietà dovrà essere subordinato alla salvaguardia dei lavoratori coinvolti. Come Uil, la nostra posizione è chiara: non siamo spettatori passivi di una vendita, ma sentinelle del lavoro. Continueremo a vigilare affinché il futuro di questi 100 addetti e di tutto il personale del gruppo non venga sacrificato in nome di una logica puramente contabile.
(g.b.)