Isolato San Rocco. Botte, danni e poi ferisce un carabiniere
Era da poco passata la mezzanotte, quando i carabinieri sono arrivati in piazza della Vittoria, in centro storico a Reggio Emilia, dopo la segnalazione arrivata in caserma di una lite tra un gruppo di giovani e del danneggiamento di alcuni bidoni dei rifiuti nella zona dell’isolato San Rocco.Le forze dell’ordine hanno poi raccolto la testimonianza di un cittadino, il quale ha riferito loro di essere stato minacciato di morte da un giovane per il solo fatto di averlo rimproverato, mentre questi prendeva a calci i bidoni della spazzatura sotto i portici. Poco dopo, il giovane in questione è tornato sul posto. Identificato dai carabinieri, il 26enne si è mostrato aggressivo, insultando i militari. Il 26enne si è poi sdraiato a terra, rifiutandosi di collaborare e continuando a inveire contro le Forze dell’Ordine con minacce di morte e frasi oltraggiose, alla presenza di numerose persone rimaste in piazza.Nel momento in cui…
E-commerce, grande distribuzione e affitti fuori mercato: la dura vita del negozio al dettaglio
C’è un rumore che quasi nessuno ascolta più. Non è il rumore delle serrande che si alzano, ma quello delle serrande che non si alzano più. È un rumore secco, definitivo, da città che perde un pezzo alla volta la propria anima commerciale. Una vetrina spenta oggi, un cartello “affittasi” domani, un negozio storico che chiude dopo trent’anni, una bottega che non trova più eredi, un centro storico che di giorno sopravvive e la sera si svuota come una sala dopo l’ultimo spettacolo. Poi arrivano le spiegazioni facili. “È colpa di internet.” “La gente compra online.” “I tempi cambiano.” Tutto vero, ma tutto troppo comodo. Internet ha cambiato il mercato, certo. La grande distribuzione ha schiacciato i margini, certo. Ma non raccontiamoci la favola che il piccolo commercio stia morendo solo perché un cliente ordina un paio di scarpe dal cellulare. Il piccolo commercio sta morendo anche perché le città…
‘Radiografia’ del quartiere della stazione, dove non tutto è degrado
Nella zona della stazione storica di Reggio Emilia – quotidianamente al centro della cronaca per criminalità, degrado e abbandono – questa volta siamo andati non per fatti di “nera”, ma per un pranzo “etnico” al Binario 49 di via Turri nel corso del quale è stata presentata una ricerca realizzata a marzo da 9 classi (terze e quarte) dell’istituto Matilde di Canossa su questa «zona molto complessa». Obiettivo del lavoro [consultabile online qui], offrire «all’attenzione mediatica quella che può essere una voce spendibile in più nel dibattito pubblico su questa parte della città». A parlarne a SpazioReggio è Fabio Cernesi, 27 anni, laureato in sociologia, coordinatore della ricerca sulla zona della stazione storica condotta dagli studenti del Canossa e portavoce di una fitta rete di associazione e istituzioni* che ne hanno agevolato la realizzazione. Nel preambolo affermate che se l’impatto visivo è duro, segnato da degrado fisico e incuria, che…
Partite Iva e fisco: il peso delle tasse sul lavoro autonomo
C’è un punto, in questa discussione sulle partite Iva, che spesso viene raccontato male. O meglio: viene raccontato sempre a metà. Da una parte c’è chi dice che gli autonomi pagano troppo. Dall’altra c’è chi risponde subito che gli autonomi evadono. E così, come capita spesso in Italia, invece di guardare il problema in faccia, si finisce nella solita rissa tra categorie. Dipendenti contro partite Iva. Pensionati contro commercianti. Artigiani contro impiegati. Come se il Paese fosse un’arena dove ciascuno deve dimostrare di essere più tartassato dell’altro. Ma la verità è più scomoda, più concreta, più quotidiana: chi lavora onestamente, in qualunque forma lo faccia, oggi sente addosso un peso fiscale e contributivo enorme. Il dato riportato dalla Cgia fa discutere: un lavoratore autonomo versa in media 8.331 euro di Irpef, mentre un dipendente 4.215 euro. Quasi il doppio. Ma un numero, da solo, non basta. Bisogna entrarci dentro. Bisogna…
Storie di toponomastica: via Ceva, il chimico che si suicidò per la falsa accusa di strage
Alla stazione storica di Reggio Emilia, una zona schiacciata tra percezione e realtà, la toponomastica ha battezzato la prima laterale sinistra di via Eritrea, procedendo in direzione di viale Isonzo, a un antifascista pavese, Umberto Ceva, dirigente industriale e chimico che, nel 1929, aderii al movimento di “Giustizia e Libertà”, fondato dai fratelli Carlo e Nello Rosselli assassinati da sicari fascisti, il 9 giugno 1937, in Francia, in un bosco nei pressi di Bagnoles-de-l’Orne, una località termale della Normandia. Nella storia del movimento antifascista “Giustizia e Libertà” il suicidio di Umberto Ceva – avvenuto nella cella numero 440 del IV braccio del carcere romano la notte di Natale del 1930 – prima dell’uccisione dei Rosselli, è l’episodio più tragico. Umberto Ceva è arrestato dall’Ovra, la polizia segreta fascista, accusato, ingiustamente, dell’attentato dinamitardo avvenuto, nel 1928, vicino alla Fiera campionaria di Milano, in piazzale Giulio Cesare, appena prima del passaggio del…
Voci dal Plata (1). L’anarchico reggiano Gobbi e gli Studi Sociali a Montevideo
A partire dal 1930, ogni fine mese con la nave passeggeri proveniente dall’Argentina, giungevano a Marsiglia, opportunamente nascosti fra le altre merci, numerosi pacchi di giornali antifascisti di ogni tendenza politica. Erano il frutto del lavoro politico svolto dalle comunità e dai circoli italiani dei paesi Latino-americani, desiderosi di contribuire anche da lontano alla resistenza antifascista. Marsiglia rappresentava una delle principali porte d’accesso all’Europa e per questo era una delle città più frequentate dagli esuli politici, dagli agenti segreti del controspionaggio italiano e dalle polizie di molti paesi. Gli italiani d’altra parte erano di casa in quella città da almeno cent’anni, fin da quando Mazzini, Garibaldi e molti altri suoi seguaci vi avevano trovato rifugio e fondato la Giovine Italia. Una volta sbarcati, i corrieri di dileguavano e quei fogli raggiungevano clandestinamente gli esuli antifascisti sparsi in tutta Europa, per poi giungere finalmente in Italia. Uno dei giornali più attesi,…
Piazzale Europa: la città non può essere ostaggio della violenza
C’è un momento in cui una città deve smettere di fare finta di niente. Deve guardare le fotografie, leggere le cronache, ascoltare chi vive nei quartieri e dire una cosa semplice, quasi brutale nella sua evidenza: così non si può andare avanti. La rissa in piazzale Europa, con bottiglie, bastoni, feriti, ambulanze, carabinieri e paura in mezzo alla strada, non è un episodio da archiviare con la solita frase stanca: “Sono cose che capitano”. No. Non sono cose che devono capitare. Non in una città civile. Non in uno spazio pubblico. Non dove passano lavoratori, pendolari, famiglie, anziani, ragazzi, persone che hanno il diritto di attraversare una piazza senza sentirsi dentro una terra di nessuno. Piazzale Europa non è un luogo qualunque. È una porta della città. È uno snodo, un passaggio, un pezzo di Reggio Emilia che dovrebbe rappresentare movimento, lavoro, incontro, servizi. Invece troppo spesso diventa il simbolo…
Festivalflop. Ancora polemiche, a Istanbul Ye fa il pieno e “regala” alla Turchia oltre 50 milioni di dollari
Più o meno nelle stesse ore in cui il prefetto di Reggio vietava i concerti di Kanye West e Trevis Scott alla Rcf Arena, Ye si esibiva all’Ataturk Olympic Stadium di Istanbul nella sua prima apparizione in Europa dal 2014. L’Agenzia statale Anadolu ha riferito di una partecipazione di 118.000 persone, con fan provenienti da numerosi Paesi tra i quali Gran Bretagna, Germania, Francia, Paesi Bassi, Italia, Russia, Polonia e Medio Oriente. Ye ha cantato per due ore, poi l’evento è proseguito fino a notte inoltrata con dj set, spettacoli di luci, ospiti locali la partecipazione pure di Travis Scott. Il concerto è stato altamente spettacolare grazie anche al palco, trasformato in un’imponente installazione rotante a forma di Terra, ispirata a quella delle precedenti esibizioni di Ye al SoFi Stadium di Los Angeles. Non si hanno notizie di saluti nazisti, dichiarazioni antisemite, esposizione di svastiche. Nonostante la presenza anche di Travis…
Festa della Repubblica, c’è un po’ di tricolore tra le lanterne di Chinatown
Nell’80esimo della Festa della Repubblica, anche nella Chinatown reggiana, viale IV Novembre, dove la stazione appare agghindata come una Porta d’Oriente, è apparso qualche tricolore.La presenza della bandiera italiana, evocata dai comitati del quartiere per rivendicare la propria identità, sventola da qualche filare appeso agli alberi di viale IV Novembre, anche se annegata tra la moltitudine di lanterne arancioni che continuano a farla da padrone nell’arredo urbano.Se è ben chiara la presenza del tricolore, vista la ricorrenza del 2 giugno Festa della Repubblica, appare invece meno comprensibile la gran quantità di addobbi del Dragone, visto che la celebrazione delle lanterne cade 15 giorni dopo il Capodanno cinese, cioè tra la fine del mese di febbraio e l’inizio del mese di marzo. Dunque, sorge spontanea una domanda: qual è il motivo per cui le lanterne non si possono smontare e anzi devono rimanere ben visibili per un periodo che va molto…









Castagnetti: dobbiamo ragionare sulla sequela di abbandoni nel Pd
Scrive sui social l’onorevole Pierluigi Castagnetti, ultimo segretario del Ppi, per 5 legislature deputato, poi europarlamentare, tra i fondatori del Partito democratico, dopo gli ultimi abbandoni nel Pd: “Prima è stata Annamaria Furlan, senatrice. Ed era una. Poi Elisabetta Gualmini, parlamentare europea. Ed erano due. Poi Marianna Madia, deputata nazionale. Ed erano tre.Adesso Pina Picierno, parlamentare europea, vice presidente del Parlamento scelta dal gruppo Pse. E sono quattro. Quattro donne. Per di più le due parlamentari europee erano state elette con un sacco di voti di preferenza, cioè raccolti da sé medesime, non facendo parte – che risulti – di cordate particolari.Se leggo i commenti sui social, spesso ispirati, ho l’impressione che si proceda con molta allegria verso non so che, come se il comando della barca fosse stato assunto dal cuoco di bordo del famoso apologo, al quale della rotta non ne può interessare di meno. Ragioniamone. Più precisamente:…
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