Scrivere una storia di Resistenza è una faccenda complicata. L’ispirazione biografica è già stata utile in molti casi, forse troppi: memorie, ricostruzioni, stralci di vita in montagna, commemorazioni di attentati.
Se un avvenimento “eccezionale” com’è stata la Resistenza per l’Italia del 1943-45 fosse accaduto negli Stati Uniti sarebbe sicuramente diventato la nuova “frontiera”, il nostro far west.
La nostra frontiera, però, sarebbe stato il riconoscimento di un avvenimento che avrebbe potuto rappresentare una salda presa di coscienza nazionale. È avvenuto, certo, ma solo parzialmente. La Resistenza non si è trasformata in quell’epopea che i film western hanno contribuito a costruire per l’America. Il mito popolare della frontiera e il riconoscersi in quel racconto.
Anita è una storia a fumetti che, nella sua “serietà” storica, vuole essere leggera e accattivante. L’epopea del West è stata narrata in molti modi, diventando leggenda anche fuori dai confini degli States. Pensiamo ai bambini – tanto per dire – che si vestivano da cowboy. Pure la Resistenza è stata narrata in diverse forme, dalla letteratura al cinema, ma è rimasta confinata in un angolo, come patrimonio parziale della Repubblica italiana.
Il graphic novel Anita allarga il cono di luce sulla Resistenza proprio perché libero dai condizionamenti di una storia vera. Gli autori Fato/Pomes/Ronda/Vasirani hanno rispettato il contesto ma i personaggi sono di invenzione, di fantasia. Una storia verosimile. Fato/Pomes/Ronda/Vasirani hanno accettato la sfida, pronti a schiantarsi contro un muro di cose già dette e di confortante ma inopportuna retorica. Cucinando una tale varietà di paure, amori, rancori e slanci, piazzano Anita sull’alto scaffale dedicato all’umanità e ai suoi sentimenti. Le storie di uomini e donne non invecchiano e non si fanno spolpare da nessuno.
Lettori, affrontate la lettura di Anita senza timori per la vostra glicemia, non contiene zuccheri aggiunti e nemmeno insalubri dolcificanti. Non contiene conservanti, coloranti o altre porcherie che ne alterino il gusto. Solo umanità al 100%.
Anita, nel suo bianco e nero, ha un tratto familiare, ma nello stesso tempo originale. Pesca, forse, nel passato. Tuttavia è attuale.
