E’ la prima volta nella storia dei derby. Il pubblico reggiano non potrà recarsi a Modena. Non è accaduto mai. E non accade in nessun altro paese, visto che solo in Italia ci sono i biglietti nominativi, con indirizzo e residenza e dove per entrare devi esibire biglietto e carta di identità. Ma non basta. E’ la prima volta che una condanna, tre mesi di divieto alle trasferte per la tifoseria granata, non è espiata dopo tre mesi, ma si protrae per il derby. Sarebbe come se un cittadino, dopo tre mesi di galera per un reato commesso, venisse richiamato in carcere per lo stesso reato. Ma la giustizia ordinaria e la giustizia sportiva quando si accavallano possono produrre mostri giuridici.
Come il divieto ai napoletani di seguire la loro squadra di basket a Reggio nella gara con la Unahotels che si disputerà domenica. Un’autentica scemenza, giacché da Napoli ne sarebbero arrivati dieci e molti più napoletani potranno invece approdare da Reggio e dalle città vicine senza proibizione alcuna.
Il silenzio per questa malagiustizia o giustizia rincretinita è imbarazzante. Ma restiamo al derby. Che poi derby non è, visto che non esiste sfida di campanile che sia suffragata dal tifo di entrambi i contendenti.
Tanto è vero che i tifosi del Modena effettueranno uno sciopero del silenzio di 15 minuti per l’assenza dei tifosi reggiani. Cioè, e qui siamo veramente al teatro di Jonesco, la supposta vittima protesta perché il supposto carnefice è stato condannato. Non assolviamo certo quella decina di deficienti che hanno deciso di aggredire i modenesi prima del match dell’andata. Questi vanno condannati e tenuti fuiri dallo stadio ab aeterno.

Ma gli altri che sono innocenti, perchè devono pagare per un reato che non hanno compiuto? Perché una famiglia reggiana non può comprarsi un biglietto di tribuna per assistere alla partita? Questi provvedimenti finiranno per produrre tensioni e recrudescenza e non rasserenamenti nel mondo del calcio. Meglio se i due prefetti avessero chiesto ai tifosi reggiani e modenesi di radunarsi insieme davanti alla stazione e di sfilare uniti fino allo stadio.
