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L’Arena: dal miraggio dello show business mondiale, al flop
di Ennio Ferrarini (Consulta del centro storico di Reggio Emilia)
Sul pesante flop della mancata stagione di concerti al Campovolo ho letto molto sulla stampa, ho ascoltato tutte le Commissioni comunali che si sono svolte e buona parte della conferenza stampa del manager Milani, ingaggiato e presentato in pompa magna prima e poi scaricato dopo pochi mesi.
La sensazione finale da cittadino è che quanto è successo sia la naturale conclusione di una operazione troppo ambiziosa per Reggio, per il nostro Comune e per una piccola società di gestione (C.Volo) che ha un solo dipendente.
Avere la velleità di entrare nello show business mondiale (con eventi da 100.000 spettatori…) senza una esperienza, una squadra, una tradizione e una managerialità specifica, vuol dire fare il passo più lungo della gamba. Andando incontro a una pessima figura, come città del Tricolore.
Anche poi facendolo senza avere alle spalle una struttura ricettiva territoriale e turistica adeguata e pronta a sfruttare le grandi opportunità economiche connesse a questi potenziali flussi biblici di persone da tutto il mondo.
Una modalità di approccio insomma imprudente e poco programmata, tradizionalmente non nostra, non reggiana.