Nel 2010, è stata inaugurata a Seilat ad Daher, in Palestina, una scuola materna intitolata all’ex partigiano reggiano Giuseppe Carretti, per 25 anni presidente dell’Anpi Reggio Emilia. La scuola è stata voluta dall’associazione dei partigiani reggiani e realizzata in collaborazione con la Cgil, la cooperativa Boorea e con la Fondazione Manodori.
Seilat è oggi un villaggio palestinese di circa 8.500 abitanti situato nei territori occupati della Cisgiordania (West Bank), tra Nablus e Jenin. Al momento del taglio del nastro la scuola ospitava 130 bambini.
All’inaugurazione, nel 2010, erano presenti Giacomo Notari, presidente dell’Anpi, insieme a una delegazione dell’associazione reggiana, Carlo Pellacani di Istoreco, Silvana Cavalchi (sindaco di Cadelbosco Sopra), Luisa Costi, dell’Istituzione Nidi e Scuole d’infanzia, e Alberto Pioppi, nipote di Giuseppe Carretti.
Incontriamo Anna Ferrari, presidente dell’Anpi di Reggio Emilia, per farci raccontare com’è nata questa iniziativa, ma inevitabilmente il discorso è anche caduto sulla tragica situazione in cui si trovano ora Gaza e la Cisgiordania. Per l’Anpi bisognerebbe “sospendere l’accordo di associazione economica all’Ue con Israele – afferma Ferrari – come strumento di pressione per il rispetto dei diritti umani violati. Interrompere le forniture di armi a Israele, e su questo l’Anpi ha una posizione un po’ diversa rispetto a certi partiti di sinistra. Bloccare il commercio con le aziende israeliane che operano illegalmente in Cisgiordania: “Diciamo ai nostri iscritti di non comprare prodotti di Israele, e sostenere le associazioni e i movimenti israeliani che si oppongono al governo di Netanyahu, che deve essere processato davanti alla corte penale internazionale come responsabile del genocidio”.






Nelle foto: palazzo Ancini, sede dell’Anpi in via Farini. La presidente dell’Anpi, Anna Ferrari e l’asilo in Palestina inaugurato nel 2010.
Aggiungiamo noi che non è stato ancora formalizzato si tratti di un genocidio dalla Corte penale internazionale. “Adesso – dice Anna Ferrari – usiamo questa definizione. Se poi se non è un genocidio, allora valuteremo”.
L’appoggio alla soluzione dei due Stati disgiunti è rivendicato con forza, ma sottolinea altrettanto chiaramente che “noi non siamo contro Israele, ma contro la politica del governo Netanyahu”.
Della scuola di Seilat, in questi ultimi anni (quasi quattro per la precisione), l’Anpi non ha più notizie.
I dettagli nell’intervista che abbiamo raccolto nella sede dell’Anpi, ospitata nello storico palazzo Ancini, di via Farini, a Reggio Emilia.
