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Chikungunya, al via la disinfestazione: zona off-limit al Parco Noce Nero
di Iulio Lo Piccolo
Un nastro bianco e rosso teso tra gli alberi regge l’ordinanza del sindaco e definisce la zona off-limit. Questa mattina il Parco Noce Nero, nel quartiere della Pappagnocca appariva come nelle immagini, con qualche residente incuriosito dai fogli affissi, in cerca di informazioni. Cosa stia succedendo lo spiega un’ordinanza contingibile e urgente firmata dal sindaco Marco Massari il 25 giugno 2026: a Reggio Emilia si è manifestato un sospetto caso di Chikungunya, febbre virale trasmessa dalla zanzara tigre, e sono scattati i protocolli regionali di emergenza.
Dall’ordinanza si deduce un aspetto chiave: le operazioni di disinfestazione interessano due aree distinte della città, corrispondenti ai due luoghi frequentati dalla persona coinvolta: dove lavora, in la zona industriale di Mancasale, e dove vive, nel quartiere della Pappagnocca. È in quest’ultima area che si trovano il Parco Franco Casoli e il Parco Noce Nero, per i quali è stata disposta la chiusura temporanea completa. Le vie interessate dalla disinfestazione nel raggio di 100 metri includono via Aldo Moro, via Ragazzi del ’99, via Alcide de Gasperi, via Aldo Bertolani, via De Nicola, via Franco Casoli e via Palmiro Togliatti.
Cos’è la Chikungunya
La Chikungunya è una malattia infettiva causata da un virus trasmesso dalla puntura di zanzara tigre (Aedes albopictus), la stessa responsabile della Dengue. I sintomi principali sono febbre alta a insorgenza improvvisa, forti dolori articolari accompagnati da mal di testa, dolori muscolari e talvolta eruzioni cutanee. La malattia non è letale, ma può essere debilitante per alcune settimane. Non esiste un trattamento antivirale specifico e la terapia è sintomatica. Dal nome originale della patologia, si comprende il fastidio: esso deriva da una parola della lingua Makonde che significa “camminare piegati”.
Cosa prevede il piano
Il Piano di sorveglianza arbovirosi 2026 della Regione Emilia-Romagna prevede tre interventi in successione. Anzitutto la disinfestazione con adulticidi nelle aree pubbliche per tre notti consecutive, a partire dalla notte tra il 25 e il 26 giugno, alle prime luci dell’alba. Poi la rimozione dei focolai larvali nelle aree private, con interventi porta a porta già dalla mattina del 26 giugno. Gli addetti di Iren Ambiente accederanno solo alle aree esterne, senza afferire alle abitazioni. Come ultima fase, la ripetizione dei trattamenti larvicidi nella tombinatura pubblica.
Se gli accertamenti di laboratorio daranno esito negativo, i trattamenti saranno sospesi.
Per chi abita nelle zone interessate: durante le notti di trattamento si raccomandano finestre e porte chiuse e impianti di ricambio d’aria spenti. Gli animali domestici vanno tenuti in casa. Si raccomanda di coprire con teli di plastica ciotole, abbeveratoi e ricoveri all’aperto. Frutta e verdura degli orti va protetta ermeticamente, e dopo il trattamento andrà lavata abbondantemente e sbucciata, rispettando un intervallo di tre giorni prima del consumo. Mobili da esterno e giochi per bambini rimasti all’aperto vanno puliti con guanti. In caso di contatto accidentale con l’insetticida, lavare abbondantemente con acqua e sapone.
L’inosservanza dell’ordinanza è sanzionabile da 25 a 500 euro.
Gli interventi proseguiranno nelle notti del 26 e 27 giugno, con eventuale proroga al 28 in caso di conferma dell’infezione o condizioni meteorologiche avverse.