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L’Arena al Campovolo… “I sogni son desideri di felicità…”
Oggi dell’Arena al Campovolo non si parla con piacere. Anzi, è un argomento da scansare, fastidioso. Una struttura costata 15 milioni di euro e che allo stato attuale non serve a nessuno: 103mila posti vuoti che fanno rumore, dopo un’intera stagione cancellata e un solo concerto previsto per tutto il 2027. Una triste figura, un brutto biglietto da visita.
In più, se la musica all’Arena è finita ancor prima di iniziare, nella politica reggiana invece continua a rimbalzare l’eco delle polemiche, senza esclusione di colpi, in caccia dei responsabili del fiasco.
Vicende, queste, che non appassionano di certo gli amanti della musica, che sono già da tempo rassegnati ad andare in altre città per assistere a un concerto. Sono disillusi, non credono più alle favole.
Però, come cantava Cenerentola: “I sogni son desideri di felicità…”.
E che bei sogni erano stati: il concerto degli U2, 150mila persone al Campovolo. Poi il pienone per gli show di Luciano Ligabue. Che grandi successi… Da replicare più e più volte.
E allora: “Nel sonno non hai pensieri, li esprimi con sincerità…”. Suggerisce Cenerentola. Quindi, costruiamo una mega Arena, 103mila posti: non si può sbagliare. Il pienone è garantito, visti i precedenti.
Mah, siamo davvero sicuri che il sogno sia la realtà? Qualcuno fa notare che l’arena più in voga negli Stati Uniti, Hollywood Bowl (Los Angeles) non arriva a 20mila posti. Mentre a Berlino, un bellissimo impianto costruito in un bosco, Waldbühne, supera di poco le 22mila presenze.
Allora, magari, con tutto quel che si è speso al Campovolo, non si poteva costruire un nuovo Palazzetto dello sport? Si sarebbe data una nuova casa al basket, alla pallavolo e anche alla musica con concerti al coperto, quindi possibili per tutto l’anno. Se poi il Palazzo lo si fosse costruito vicino allo Stadio, tra casello autostradale e Alta Velocità, si sarebbe anche risolto più di un problema di viabilità.
Mah, “se hai fede chissà che un giorno la sorte non ti arriderà”, dice la canzone del film di Walt Disney.
Le favole avranno anche un fondo di verità, ma quanti sono i concerti in una stagione che superano le 100mila persone? Certamente non tanti. E quanti saranno in Italia? Si contano sulle dita di una mano, forse cinque al massimo. E non tutti gli artisti vogliono venire a Reggio Emilia. I cantanti vengono piazzati dai loro manager dove trovano più convenienza. Vedi Bruce Springsteen 3 anni fa, che, nonostante l’Arena di Reggio, preferì esibirsi in un parco a Ferrara, peraltro ancora bagnato dopo l’alluvione.
E così a Reggio si arriva a puntare sul Festival alternativo, l’Hellwatt: le star sono Kanye West e Travis Scott, uno più discusso dell’altro. E com’è finita lo sanno tutti. Non è più qui la festa.
Resta solo un’ultima riflessione: l’Arena da quando esiste è in perdita. La stagione del 2026 è stata completamente cancellata, quella del 2027 conta un solo appuntamento, Elisa.
Dopo due anni di silenzio il sogno della megastruttura piazzata al Campovolo ha ancora un senso? Il Comune è convinto di sì. Ha detto che nel 2028 è previsto il rilancio dell’Arena.
“Tu sogna e spera fermamente, dimentica il presente, e il sogno realtà diverrà…”.
(f.d.b)