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Patto per il lavoro, la Cisl: “Massari ha chiara la rotta, ma ora la deve seguire”
Il sindaco Massari, nel firmare in Regione Emilia-Romagna ‘Il Patto per il lavoro, per il clima e per l’economia sociale’, ha affermato che “è un accordo di rilevanza strategica sottoscritto tra gli altri da amministrazioni pubbliche, sindacati, associazioni imprenditoriali e professionali, enti del terzo settore, università, ufficio scolastico regionale”. Uno strumento politico-programmatico che parte dalla premessa “di contrastare l’inverno demografico, di essere più attrattivi per le persone e per le imprese, investendo in educazione e formazione di qualità, nei poli di ricerca e innovazione”. Il “Patto” individua gli obiettivi: “lavoro di qualità, educazione e formazione, sviluppo sostenibile, contrasto delle diseguaglianze (economiche, sociali, territoriali, di genere, generazionali), la casa, transizione energetica ed ecologica, cambiamenti climatici, trasformazione digitale, salute e welfare”. “Il sistema Reggio – prosegue Massari – da Reggio Children all’Università, passando per il Parco Innovazione, che continua ad essere attrattore di talenti e imprese, ha ben presente quale sia la direzione e continuerà a perseguirla”.
Chiediamo a Rosamaria Papaleo, segretaria della Cisl Emilia Centrale, come valuta il Patto per il lavoro, per il clima e per l’economia sociale firmato dal Sindaco di Reggio Emilia?
lI nuovo Patto per il lavoro, il clima e l’economia sociale è una grande conquista perché dice una cosa semplice: la complessità non si governa da soli. Si governa mettendo in relazione Istituzioni, lavoro, imprese, Università e terzo settore, condividendo dati, obiettivi e responsabilità. È il salto di metodo che Cisl chiede da anni anche a Reggio Emilia.
Quali sono i punti più significativi?
Massari indica le partite decisive: Unimore e Reggio Children, innovazione, transizione energetica, demografia, qualità del lavoro, attrattività. E scrive che il Comune vuole essere parte attiva di un tavolo permanente di concertazione, misurandosi con target e indicatori. È il metodo che chiediamo da anni avvolti da un singolare silenzio.
Che cosa servirebbe dopo la firma?
Il Sindaco deve vivere nella pratica amministrativa, altrimenti una bella visione accompagnata dalla foto di Bologna rischia di ridursi a una photo opportunity. Il Patto offre a Reggio una grande occasione e un metro di giudizio, peraltro con una nuova stagione di Confindustria che ha già lanciato segnali importanti sul bisogno di metodo per reggere e vincere le sfide enormi che abbiamo dinanzi. Ora tocca anche all’Amministrazione fare un salto di qualità negli ultimi anni del mandato: più regia, più ascolto, più lavoro in team per rendere il modello reggiano forte nel futuro. Cisl c’è..
Il suo sindacato aveva proposto un tavolo dir regia?
Sì, una cabina di regia almeno semestrale con Istituzioni, imprese, sindacati, Camera di commercio, Unimore e associazioni, capace di leggere indicatori economici e sociali e lavorare in chiave predittiva su crisi e opportunità.
Il legame è diretto tra Reggio, le sue sfide e il nuovo Patto, dal momento che la Regione lo definisce non un semplice documento programmatico, ma una sede operativa di indirizzo, verifica e co-progettazione. E inserisce la partecipazione tra i processi trasversali, per liberare il protagonismo di comunità e città.
Qualche esempio?
Tra i tanti esempi possibili, ne faccio uno che è già emergenza. Se entro il 2042, a flussi migratori invariati, rischiamo di perdere circa il 22% della forza lavoro, demografia, casa, attrattività, formazione, produttività e welfare non possono essere capitoli separati. Ecco perché a Reggio occorre superare l’abitudine di sommare tavoli e strategie che non comunicano e costruire, invece, uno strumento stabile di navigazione. La Cisl già da due anni e mezzo fa ha proposto all’Amministrazione riflessioni e strumenti operativi come la task force provinciale sulla casa, il Patto per le famiglie contro il calo demografico, la partecipazione dei lavoratori nella governance di Reggio Children, un confronto istituzionale permanente su mafie, illegalità e false fatturazioni.
Un altro tema sempre più attuale è l’intelligenza artificiale
Indubbiamente, Massari fa bene a puntare su Unimore come asset strategico. Abbiamo la fortuna di avere una rettrice come Rita Cucchiara, pioniera internazionale dell’AI, la possibilità di esplorare se e come costruire un’alleanza che colleghi Reggio alla Data Valley regionale, al Dama (Disabled Advanced Medical Assistance – Accoglienza e assistenza medica avanzata per disabili, NdR) a Cineca (consorzio interuniversitario che fornisce piattaforme digitali e ai servizi tecnologici a Unimore, NdR) e al super calcolatore Leonardo, portando l’AI pubblica e sicura nella manifattura reggiana e facendone anche materia di partecipazione, contrattazione e formazione per i lavoratori e per il sindacato che voglia, con capacità, governare l’algoritmo prima che arrivi in azienda, non dopo”.