Martedì mattina, ore 9. Raggiungere a piedi l’ospedale Santa Maria Nuova potrebbe essere una scelta ecologica, se non addirittura ambiziosa, soprattutto sotto una pioggia battente. Peccato che, a pochi passi dal centro storico, l’accoglienza sia tutt’altro che rassicurante: ancora una volta, la gestione dei rifiuti e dell’igiene pubblica in viale Risorgimento solleva più di una preoccupazione.
Il problema, in questo caso, non sembra legato al servizio di smaltimento da parte degli enti preposti, quanto piuttosto alle scelte civiche di chi decide di abbandonare i propri scarti nell’area. Oltre all’incomprensibile mancanza di differenziazione – peraltro resa ancora più inspiegabile dalla presenza di bidoni vuoti – abbiamo contato almeno 17 grossi sacchi lasciati a terra, in bella vista. Un habitat ideale per i roditori, tanto che i resti di un topo giacciono a cielo aperto, esposti al passaggio di pedoni e veicoli.
A subire le conseguenze non è solo l’igiene urbana, ma anche la sicurezza pubblica: l’accumulo di rifiuti riduce lo spazio calpestabile sul marciapiede, costringendo i passanti a scendere in strada, con tutti i rischi che ne derivano in una zona ad alto traffico. Senza contare i potenziali pericoli sanitari legati alla presenza di animali morti e alla proliferazione di batteri.
In una città che si propone all’avanguardia in progetti di sostenibilità e decoro urbano, come è possibile che situazioni del genere persistano? Questi comportamenti, oltre che illeciti, mettono a repentaglio la salute di tutti.






