Se in Italia nel 1940 scocca l’ora delle decisioni irrevocabili con tutto quel che ne consegue, per i tifosi granata un sorriso almeno lo regala la Reggiana con il ritorno, dopo dieci lunghi anni d’assenza, nel campionato di serie B. Mentre la Germania sul campo di battaglia conquista nazioni a ritmo forsennato, facendo aumentare l’acquolina in bocca al duce, la Reggiana non ha rivali sul terreno di gioco e vince la Serie C.
Anni di guerra
Finalmente, quindi, la stagione 1939-40 regala l’agognata promozione in serie B. La Reggiana domina senza grossi problemi il girone B della serie C, accedendo così al girone finale, quello che assegna il visto per la serie B. L’avventura nel girone finale inizia male per i granata che il 2 giugno escono pesantemente sconfitti dal campo di La Spezia per 3 a 0. È solo uno scivolone. La squadra non si perde d’animo e nelle restanti successive 5 partite raccoglie 4 vittorie e 1 pareggio, totalizzando 9 punti che le valgono il primo posto e, di conseguenza, la promozione in serie B.

Il ritorno in cadetteria è consolidato da un buon campionato 1940-41, nel quale la salvezza è conquistata senza particolari apprensioni. La fiducia attorno alla società è palpabile, così come si guarda con fiducia e speranza anche alla stagione successiva che, invece, segna un’amara retrocessione. Si ritorna, così, ancora in terza serie.
Sono anni di guerra in Italia e nel mondo, i ranghi dei campionati minori vengono allargati e le stagioni riorganizzate. Gli eventi bellici assorbono sempre più drammaticamente la vita degli italiani e modellano le strutture politiche, sociali e anche sportive. Il duce ordina che il calcio vada avanti, almeno così i tifosi si distraggono e non sentono né fame né paura né sfiducia. Gli eventi bellici fanno precipitare le cose. Il 3 settembre l’Italia firma la sua resa incondizionata agli alleati, nel Paese scoppia il caos e di calcio non se ne parla più per parecchio tempo. La Penisola è divisa in due, la Repubblica sociale italiana nel nord organizza campionati Alta Italia per il 1944: la Reggiana è inserita nel girone C dell’Emilia, arriva seconda assieme al Carpi, ma i granata rinunciano allo spareggio per il turno successivo.
Di calcio ufficiale se ne torna a parlare solo a guerra conclusa, quando nell’autunno del 1945 riprendono i campionati federali. Certo, ancora a scartamento ridotto: le difficoltà logistiche sono enormi, le infrastrutture in Italia danneggiate e i collegamenti precari. Ma è comunque stagione di rinascita e lo sarà anche per i granata. La Reggiana gioca un campionato misto composto da società di serie B e di serie C. La nuova società è retta dai commissari Fernando Ergellini e Arnaldo Vighi che chiamano la vecchia gloria Felice Romano a dirigere una squadra formata, tra gli altri, da Milo Campari, Gino Giaroli e Alcide Violi. La Reggiana vince il girone C a pari punti con il Padova qualificandosi così al girone finale ed acquisendo, di conseguenza, il titolo per la futura serie B.
Reggiana sparring-partner della Nazionale
Le stagioni a cavaliere tra gli anni Quaranta e Cinquanta sono tutte giocate dalla Reggiana in serie B, tra salvezze sul filo di lana e lusinghieri piazzamenti. Il 30 luglio del 1948 viene stipulato l’atto con il quale la Reggiana diventa una Società cooperativa a responsabilità limitata, il cui scopo – si legge nell’atto stesso – “è la coltura e la diffusione del gioco del calcio, la gestione della locale squadra di calcio, ed ogni altra attività inerente, la diffusione e la pratica di ogni altro sport, con eventuale gestione di impianti sportivi propri”.
Con l’inizio degli anni Cinquanta, Carlo Visconti, Gino Lari e Giovanni Degola formano il famoso “triumvirato” che tanto reggerà le sorti dei granata. Nella primavera del 1951 la Reggiana viene chiamata dalla Federazione a fare da sparring-partner alla Nazionale, così il 23 maggio alle 15.30 al Tardini di Parma i granata giocano contro l’Italia di Boniperti, Lorenzi e Carapellese.

L’organico della Reggiana di quell’anno è notevole, sicuramente da alta serie B e invece dopo un avvio folgorante la squadra si avvita su se stessa e chiude a metà classifica. I cronici problemi finanziari costringono nell’estate del 1951 la Reggiana a vendere i giocatori migliori, tra questi il bomber Scagliarini e in particolare il giovane talento Frignani. Proprio Frignani è destinato ad un’importante carriera in Serie A: nel Milan vincerà lo scudetto e debutterà in Nazionale con la quale parteciperà – realizzando anche una rete – alla Coppa del mondo del 1954.
Il “fattaccio brutto”
La squadra che viene allestita per la stagione 1951-52 si dimostra purtroppo non all’altezza e retrocede in serie C. La volontà e di sistemare un po’ i conti, ma allo stesso tempo allestire una formazione che possa togliersi soddisfazioni e gettare le basi per un ritorno in serie B. Peccato però che nella realtà dei fatti la squadra mostri grosse difficoltà annaspando nei bassifondi della classifica. Il 22 marzo del 1953 a Parma va in scena il derby che sul campo la Reggiana vince in rimonta per 2 a 1 grazie alle reti di Pelloni e Zucchini. Purtroppo, però, la tempesta sta per investire in pieno i granata. L’8 aprile la Lega Nazionale penalizza la Reggiana di 20 punti in classifica per un tentativo di corruzione: penalizzazione che sancisce di fatto l’inevitabile retrocessione in IV Serie. Ma cosa era accaduto? Alcuni giorni prima della partita un consigliere della Reggiana aveva avvicinato il vicepresidente del Parma, il marchese Oberto Carrega, suo amico, per un accomodamento dell’incontro. L’amico – che tanto amico poi non si rivelò essere – organizzò un incontro tra il consigliere della Reggiana e un commissario di Lega che si spacciò per un parente di un calciatore del Parma. Alla fine l’accordo non venne raggiunto, ma tutto fu registrato e tanto bastò alla Lega per infliggere alla Reggiana per responsabilità oggettiva la penalizzazione. Una volta tolti i 20 punti in classifica la Reggiana precipita solitaria all’ultimo posto e a nulla vale lo scatto d’orgoglio della squadra che nel finale di stagione inanella una serie di buoni risultati. Al termine del campionato la Reggiana è ultima con 11 punti. A 31 – tanti sarebbero quelli raccolti sul campo, al netto della penalizzazione – ci sarebbe la salvezza, ma la Reggiana è condannata alla retrocessione e per la prima volta nella sua storia deve ripartire dalla IV Serie.
Nella prima foto lo storico triumvirato alla guida della Reggiana: Carlo Visconti, Gino Lari e Giovanni Degola. Il quarto a destra Abramo Cimurri
(Continua – 3)
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Alessandro Bassi nasce a Reggio Emilia nel 1973.
Saggista, fa parte della Società Italiana di Storia dello Sport.
Nel 2014 ha aperto il blog di divulgazione storica “Storie di football perduto”:
www.storiedifootballperduto.blogspot.com
