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Caro carburanti, i sindacati: la situazione è destinata a peggiorare
Cristian Sesena (segretario generale Cgil Reggio Emilia), Rosamaria Papaleo (segretaria generale Cisl Emilia Centrale) e Alex Scardina (coordinatore Uil Reggio Emilia) chiedono “che, attraverso la contrattazione territoriale, istituzioni e imprese, comprese le multiutility pubblico-private, si facciano carico dell’impatto gravissimo del caro-carburante sui lavoratori. La situazione è destinata a peggiorare: da metà settembre, con la riapertura delle scuole e la piena ripresa delle attività, aumenteranno gli spostamenti per esigenze lavorative e familiari e con essi le spese”.
Com’è noto fino al 5 settembre l’Esecutivo ha prorogato il taglio delle accise, ma per i sindacati non basta e le “risorse messe a disposizione da Governo, Regione e Istituzioni territoriali sono insufficienti”.
Per contrastare questa “tempesta perfetta” sui bilanci familiari, Cgil, Cisl e Uil “indicano la contrattazione territoriale e chiedono alla Provincia – di concerto col Comune di Reggio Emilia – di tornare a convocare urgentemente il tavolo già esistente con organizzazioni sindacali e associazioni datoriali, per definire soluzioni concrete coinvolgendo tutti gli attori economici: imprese, istituti di credito, società partecipate e le realtà in grado di concorrere a una risposta territoriale coesa”. Sottolineano “che ci siamo fatti carico di elaborare un documento di proposte, pronti a discuterle con Istituzioni e parti datoriali; lo abbiamo inviato alla Provincia alla fine di luglio e siamo determinati a farlo vivere e a promuoverlo in tutte le sedi di confronto che si apriranno da qui a breve con tutti gli Enti locali”.
Le proposte di Cgil, Cisl e Uil
“Tra le proposte c’è lo smart working per chi svolge mansioni impiegatizie, progettistiche o comunque compatibili, anche se nel privato e talvolta nella Pa esiste ancora diffidenza, ma la situazione è pesante. Domandiamo ai datori di lavoro di non limitarsi ad aspettare che il problema passi. Siamo pronti a un confronto operativo anche per ridefinire, dove possibile, turni e organizzazione del lavoro, con l’obiettivo di ridurre gli spostamenti senza compromettere le esigenze produttive”.
II sindacati chiedono inoltre “di rendere operative le figure dei mobility manager aziendali e di valutare risorse delle imprese per finanziare gli abbonamenti al trasporto pubblico locale dei dipendenti.
Non sarebbe “una misura astratta – concludono Sesena, Papaleo e Scardina – ma un’occasione di sostegno a famiglie e lavoratori che va sfruttata pienamente”.