L’anno scorso eravamo andati alla prima edizione ed era stato molto bello, tanto da farci scegliere per il ’26 come settimana di ferie Cattolica e Gabicce dal 4 al 7 settembre.Perché per quattro giorni la Riviera Adriatica cambia pelle. Scooter, musica, fotografia, vinili, abiti, cinema, dj set e una comunità arrivata dall’Inghilterra (500) e un pochino anche dall’Italia (10).
E’ un festival diffuso, capace di occupare spiagge, piazze, locali, porto e collina e di creare una sorta di piccola città Mod. L’intuizione nasce dall’esperienza di The Modcast e porta la firma di Eddie Piller, fondatore di Acid Jazz Records, insieme a Sarah Bolshi e Piero Casanova di Riviera Beat. Io vado in Vespa. Julie in treno. Questo ci permetterà di spostarci tra le diverse location del festival. Ma come ben sapete se la fortuna è cieca …il resto mettetelo voi ed ecco che a Russi di Romagna uno non mi vede e l’impatto con la Vespa è inevitabile. Evitate di dire che a 62 anni uno dovrebbe andare in treno che ha anche la riduzione perché in realtà i riflessi sono stati ottimi. E comunque la scena fa molto “Quadrophenia”.
Nella realtà fa solo male al piede ma si riparte. Il legame tra la Riviera e la cultura modernista e con l’immaginario britannico ha un rapporto antico. Qui, negli anni Sessanta, arrivavano i primi Mods italiani. Tanto che esiste (tuttora) un brand di vestiti chiamato Gabicci. Negli anni più recenti esperienze come Riviera Beat hanno mantenuto vivo un dialogo fra la cultura musicale inglese e quella italiana. Il filo conduttore della manifestazione è la musica. Il programma ha messo insieme nomi fondamentali della scena britannica e internazionale: David Holmes, il curatore delle colonne sonore del film Ocean’s Eleven e seguenti, Steve Cradock degli Ocean Colour Scene, Andy Smith dei Portishead, Eddie Piller, Richard Searle, Neil Rushton, Wendy May, Hipshaker e molti altri. E che in questa edizione Piero Casanova dal fronte italiano abbia lavorato molto bene lo dimostra il concerto di James Taylor Quartet con il contributo dell’amministrazione di Cattolica e quello dei Montefiori Cocktail con quella di Gabicce.
Dalle 13 fino a notte fonda ma fonda al Lamparino, c’è tanto da imparare da parte del sottoscritto tra soul, beat, funk e club culture. E quando ci si trasferisce al Mississippi Riviera Beat Pier di Gabicce Mare si comprendono le similitudini tra Brighton e questa parte di Riviera. Con una serie di sostanziali differenze. Qui c’è la sabbia e non i “giarloni”. Qui l’acqua è calda. Qui si mangia meglio. Causa piede sabato evitiamo il giro di Vespe e Lambrette, finito in piazza con il concerto dei James Taylor Quartet. Poi ancora le 2 al Lamparino con David Holmes.






Dalle 17 di domenica, invece, parte un’altra grande serata: prima il Piero Casanova che i pezzi belli li conosce, poi la Cabaret Night con Montefiori Cocktail, Magic Mod (un Forrest inglese favoloso), il live di The Cuban Brothers, (musica e comicità da urlo) e in mezzo i racconti di Trevor Laird attore in “Quadrophenia”. Poi per non farsi mancare nulla Andy Smith dei Portishead e ancora si fanno le 2. Lunedì ultimo giorno e a Gabicce Monte l’atmosfera è fantastica tra i dj e i Montefiori che suonano al tramonto che ti sembra di essere a Capri negli anni sessanta “quando le contesse facevano le puttane e non come oggi che le puttane fanno le contesse” (cit Gianni Agnelli). Si chiude tutto dalle 21 al Mississippi tra saluti e birre. Soprattutto con i fondamentali Giacomo e Noemi dello staff. Persone splendide. E l’atmosfera resta bellissima. Il rischio, quando si parla di cultura Mod, è quello di trasformarla in una semplice operazione nostalgia. Modcast ha dimostrato che è possibile evitare questa trappola. Perché il passato è il punto di partenza, non il punto di arrivo. E dal giorno dopo erano già in vendita i biglietti per l’edizione 2027.
Poi ci siamo fermati un’altra notte. Giusto per prendere in Vespa il diluvio tra Modena e Reggio…ma si sà che la fortuna è cieca invece…
Versione inglese Modcast Goes Riviera Beat: four days when the Riviera goes Mod. Starting from Reggio…

Alessandro Gandino. Da piccolo voleva suonare nei Clash o giocare nella Juve. Tramontate, incredibilmente entrambe le ipotesi, ha lavorato come giornalista e addetto stampa. Ha trasmesso per Krock per 12 anni. Poi ha anche scritto tre libri “Non ci vorrà molto” 2019 , “Lomagna Miia” 2021. “Il Bancone è oggettivo” 2024.
