Ippolito Boccola scrive sui nostri social un post che di seguito pubblichiamo in modo integrale per sostenere la soluzione proposta dal sindaco di Reggio Emilia Marco Massari di trasformare i negozi sfitti del centro storico, ubicati nelle strade limitrofe alla via Emilia in autorimesse.
Scrive il lettore: “La conversione dei negozi sfitti in autorimesse è, a mio avviso, un’idea concreta e intelligente per rendere il centro storico più vivibile.
Dobbiamo prendere atto che molti locali commerciali vuoti, soprattutto nelle vie secondarie, difficilmente torneranno a ospitare negozi. Sarebbe quindi opportuno concentrare il commercio e i servizi nelle principali vie dello shopping, rafforzandone l’attrattività, e valorizzare altre strade e piazze attraverso ristoranti, bar, pub, pizzerie e osterie.
Nelle vie interne, dove non esiste più una reale domanda commerciale, alcuni locali potrebbero invece essere trasformati in garage. La possibilità di parcheggiare vicino a casa rappresenta infatti un elemento determinante per convincere famiglie e residenti a scegliere il centro storico.
Una simile strategia produrrebbe almeno tre benefici:
- concentrare negozi e servizi nelle aree più adatte, contrastando progressivamente abbandono e degrado;
- creare nuovi posti auto nelle vie interne, semplificando la vita di chi abita in centro;
- eliminare l’effetto delle saracinesche permanentemente abbassate, che impoverisce l’immagine della città e genera insicurezza.
Non comprendo, quindi, le forti perplessità nei confronti di questa proposta: se attuata con criteri urbanistici e architettonici adeguati, mi sembra una buona idea.
Naturalmente, la conversione dei locali sfitti dovrebbe inserirsi in un progetto più ampio di rilancio del centro storico. Alcune possibili iniziative:
- introdurre incentivi per il recupero delle facciate;
- prevedere contributi per dehors e distese di bar e ristoranti;
- ridurre o azzerare, per alcuni anni, il canone per l’occupazione del suolo pubblico;
- riportare in centro uffici e servizi pubblici;
- recuperare gli edifici pubblici abbandonati destinandoli a sedi universitarie;
- aumentare i parcheggi nelle immediate vicinanze della ZTL;
- rafforzare la sicurezza attraverso telecamere, illuminazione e vigilanza;
- portare a Reggio Emilia manifestazioni di respiro internazionale, come una grande fiera del Parmigiano Reggiano, capace di richiamare ogni anno buyer da tutto il mondo e metterli in contatto con il Consorzio e i produttori;
- creare una fiera internazionale della Food Valley, dedicata alla promozione delle eccellenze agroalimentari emiliane;
- investire nel turismo del vino, dei castelli e dell’Appennino, valorizzando anche la Riserva di Biosfera MAB UNESCO.
Le idee e le opportunità non mancano. Occorre costruire una visione complessiva della città e, soprattutto, cominciare a realizzarla: con pragmatismo, un progetto alla volta.
