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Il Graffio. Il bosco di Ospizio, Cappuccetto Rosso e il lupo
C’era una volta il bosco di Ospizio, un’area verde riqualificata, aperta al pubblico, con un cartello con su scritto “Regalo di Conad alla città di Reggio Emilia”, con la cooperativa capace di concordare con il Comune un altro luogo dove andare a costruire il suo supermercato.
Il bosco di Ospizio sarebbe così diventato la naturale prosecuzione del Campo di Marte 2, un grande polmone verde incastonato nel cuore di una zona trafficata.
Luciano Gobbi, ambientalista e già assessore in Comune e Provincia, ha parlato di un “progetto sbagliato nel posto sbagliato. Di un’operazione anacronistica e anti-storica”, costruita sulla carta anni fa e già vecchia prima di essere realizzata.
Lo stesso Gobbi ha aggiunto che i servizi per il quartiere (il Villaggio Stranieri), promessi con la riqualificazione dell’area, avrebbero potuto trovare spazio al San Lazzaro, a due passi di li.
Coloro che hanno acceso la protesta, gli elfi del bosco di Ospizio, accampati li dal 3 agosto scorso, sono nella maggioranza giovani, nati nel tempo della tutela del verde, contrari per principio al grigio della cementificazione in gran voga alcuni decenni fa. Viene perciò spontaneo affermare che a conclusione dei lavori sia la cooperativa sia l’amministrazione comunale non lasceranno un buon ricordo ai protagonisti di questa vicenda.
E poi c’è anche il discorso legato alla viabilità. Il progetto di riqualificazione si concentra in un’area a lato della via Emilia dove in pochi metri si susseguono un passaggio a livello e un semaforo. Sarà davvero utile costruire anche un parcheggio per oltre 600 auto?