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Sfida a colpi di carrello, i prezzi dei supermercati saliti del 24,9% in 4 anni
di Giacomo Scillia
La pensione non aumenta con una raccolta punti. Lo stipendio non si allunga perché un volantino promette convenienza. Alla cassa finiscono le parole e cominciano i conti. E chi rimette un prodotto sullo scaffale conosce il valore del denaro molto meglio di qualsiasi campagna pubblicitaria.
A Reggio Emilia, Coop e Conad hanno un valore storico. Proprio questa familiarità rende il loro ruolo un tema di interesse pubblico. La tradizione cooperativa è una parte importante dell’identità emiliana; la convenienza, però, si misura nella spesa quotidiana. Il passato non paga il conto di oggi.
La vecchia denominazione Coop Nordemilia appartiene alla storia che, attraverso Coop Consumatori Nordest, è confluita nel 2016 in Coop Alleanza 3.0. Conad opera nel Reggiano attraverso Conad Centro Nord. Sono realtà distinte, affiancate in città da altri operatori, fra cui Esselunga e Lidl. Parlare di monopolio in senso proprio sarebbe quindi improprio.
Il problema della concorrenza è più concreto delle etichette. Un elenco di supermercati non racconta tutto: contano la distribuzione nei quartieri, le distanze, i collegamenti e la possibilità di confrontare offerte davvero equivalenti. Per chi non guida, un prezzo più basso dall’altra parte della città può restare una convenienza irraggiungibile.
Sul piano economico, la forza delle grandi reti si può spiegare attraverso fattori precisi: volumi di acquisto, logistica, capitali, riconoscibilità del marchio e disponibilità di sedi adatte. Sono vantaggi che possono generare efficienza e risparmi. Il loro valore per la collettività dipende anche da quanto arrivano alle famiglie attraverso prezzi e servizi migliori.
Qui si misura la distanza tra la comunicazione commerciale e la vita reale. Il prodotto civetta in promozione attira l’attenzione; il costo complessivo del carrello determina quanto resta nel portafoglio. Una famiglia compra una settimana di pasti, non una pagina di volantino. E un pensionato non può compensare una spesa pesante col piacere di sentirsi chiamare socio o cliente fedele.
La parola “cartello” indica un terreno diverso. La forte presenza commerciale e la somiglianza di alcuni prezzi, da sole, non provano un’intesa anticoncorrenziale. Attribuire accordi illeciti senza elementi verificabili indebolirebbe una critica che ha già ragioni economiche e sociali sufficienti per essere discussa seriamente.
La rilevanza del tema emerge anche dall’iniziativa nazionale dell’Antitrust. Il 14 gennaio 2026 l’Autorità ha annunciato un’indagine conoscitiva sulla grande distribuzione e sulla filiera agroalimentare, comprendente il potere di acquisto delle catene e la formazione dei prezzi. Il comunicato segnala che, tra ottobre 2021 e ottobre 2025, gli alimentari sono rincarati del 24,9%, contro il 17,3% dell’indice generale. L’indagine riguarda il settore e non costituisce un accertamento di illeciti di Coop o Conad a Reggio Emilia.
Anche l’urbanistica ha un peso economico. La localizzazione delle superfici di vendita e l’accessibilità dei quartieri contribuiscono a disegnare le alternative disponibili. Botteghe, mercati e piccoli produttori fanno parte di questa pluralità: la loro presenza offre servizi, relazioni e possibilità di scelta che il solo numero dei metri quadrati commerciali non misura.
Il carattere cooperativo non certifica automaticamente la convenienza. Il successo di un gruppo non esaurisce il giudizio sulla salute commerciale di una città. E il rispetto per chi lavora nei supermercati resta pienamente compatibile con una critica netta alle strategie delle imprese.
Coop, Conad e ogni altra insegna si misurano sullo stesso terreno: qualità, prezzi, lavoro e libertà di scelta. Nessuna storia aziendale vale come lasciapassare per sottrarsi al confronto. Per chi arriva alla cassa con i soldi contati, la pubblicità finisce dove comincia lo scontrino.
Giacomo Scillia, per 20 anni segretario di Confesercenti, cofondatore della Caramella Buona Onlus, ex presidente del circolo Quaresimo, fondatore del Club delle Arti Reggiane, giornalista pubblicista collabora con diverse testate.