Il bosco di Ospizio non esiste più e la protesta per salvarlo degli ambientalisti, che era iniziata il 3 agosto scorso, è terminata alcune settimane fa con lo sgombero dell’area da parte delle forze dell’ordine e poi con la revoca del permesso del presidio, con i manifestanti che hanno dovuto smontare le tende dal Campo di Marte 2, dove avevano posizionato la loro base.
Le ruspe sono così entrate nell’area verde per i lavori di riqualificazione di Conad che in accordo con l’amministrazione comunale costruirà all’interno del Villaggio Stranieri un nuovo supermercato e alcune strutture per il quartiere, ma anche un parcheggio con oltre 600 posti auto gratuito in affaccio sulla via Emilia, in una zona particolarmente trafficata, tra un passaggio a livello del treno locale e un semaforo, che già oggi inchiodano in lunghi incolonnamenti.

Le proteste degli ambientalisti, dopo lunghe trattative con il governo cittadino, sono proseguite per qualche tempo anche dopo l’inizio dei lavori nel cantiere. Alcuni tentativi di fermare gli abbattimenti di alberi, ma senza creare il caos, e cortei pacifici che hanno sfilato per le vie del centro e sotto il Municipio.
Ma se oggi il bosco è un ricordo, continua invece a crescere su internet la petizione per ‘salvarlo’ che su change.org ha raccolto 78.691 firme, 11mila in più rispetto all’inizio di questo mese.
Sottoscrizioni che suonano come un monito alla memoria del verde che fu e che gravano sulle scelte future di chi governa da parte di chi esprime una visione diversa delle scelte ambientali che dovrà affrontare la città.

