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Domenica al via la prima pedalata con “La Giareda, ciclismo d’epoca”
Organizzata dal Comune di Reggio Emilia si svolgerà, domenica 6 settembre 2026, la I edizione della manifestazione cicloturistica “La Giareda, ciclismo d’epoca”. L’appuntamento per i partecipati è fissato, in piazza Gioberti a Reggio Emilia, dalle 7.00 alle 8.00, per le iscrizioni, e la partenza è prevista per le 10.00. Il circuito toccherà il Parco del Crostolo, Villa d’Este, la Reggia di Rivalta, il parco delle Acque Chiare, il Parco del Rodano, Il Mauriziano, il San Lazzaro e il Bosco urbano Filippo Re. L’arrivo sarà in piazza Gioberti.
La manifestazione è aperta a tutti i tipi di biciclette ma “verranno premiati – si legge nella nota informativa del Comune – solo coloro che partecipano con bici da corsa d’epoca che rispettino precisi criteri: telaio in acciaio; leve del cambio sul tubo obliquo del telaio; fili dei freni che escono dalle leve e transitano esternamente al manubrio; pedali con gabbietta; ruote con minimo 32 raggi e cerchi a profilo basso”.
“La Giareda non è una gara o una competizione, ma una manifestazione cicloturistica. I controlli dei passaggi avverranno con l’apposizione di un timbro sul roadbook fornito dall’organizzazione. Non è prevista una classifica finale ma viene pubblicato solo un elenco degli arrivati in ordine alfabetico con il percorso effettuato da ogni concorrente. Sul percorso saranno presenti punti di ristoro con prodotti tipici locali”.
La manifestazione cicloturistica si svolgerà a partire da quest’anno a Reggio Emilia durante la festa della Madonna della Ghiara, la cui particolarità è “di rievocare il ciclismo di un tempo, con percorsi che si svolgono in buona parte su ciclabili o strade poco trafficate con biciclette e abbigliamento d’epoca. Si terrà sempre la prima domenica di settembre.
“Al pari della Sagra della Giareda – si legge nel comunicato – che si propone di diffondere la cultura della tutela dei prodotti del territorio, la manifestazione cicloturistica si propone di valorizzare i percorsi ciclopedonali e i parchi cittadini. Valorizzando le ciclabili si salvaguarda un paesaggio che testimonia un rapporto secolare di sostenibilità fra civiltà rurale e natura. Sono strade che permettono di visitare Reggio Emilia in sicurezza e per questo adatte ad un turismo slow rivolto a famiglie con bambini, a tranquilli ecoturisti che vogliono coniugare i paesaggi e le attrazioni storiche e culturali all’enogastronomia.
In occasione della Giareda verrà organizzato anche un mercato per gli appassionati e collezionisti di biciclette d’epoca. Sarà un angolo del mercato dedicato esclusivamente al mondo della bicicletta, dove si potranno incontrare numerosi espositori, provenienti dalle varie regioni italiane e dall’estero. Gli appassionati potranno trovare numerose occasioni riguardanti biciclette restaurate od ancora da restaurare, una gamma di accessori di ogni epoca ed una selezionata scelta di abbigliamento, da quello più economico a quello più ricercato, per i collezionisti più esigenti”.
VOLENDO SI POTREBBE TOGLIERE TUTTO
Biciplan
La pedalata di domenica 6 settembre rientra nel progetto europeo del Cicloturismo urbano che promuove l’uso della bicicletta nei centri urbani perché “la bici – prosegue la nota del Comune – non è soltanto un mezzo per il tempo libero o per le vacanze nella natura: sempre più spesso diventa lo strumento con cui esplorare le città, viverle e attraversarle. È questa la rivoluzione silenziosa del cicloturismo urbano. Le città che investono in ciclabilità non sono solo più sostenibili: sono anche più attrattive dal punto di vista turistico e con una qualità della vita più alta. Il cicloturismo urbano è un modo diverso di viaggiare in città perché non si limita alle zone pedonali del centro storico, ma permette di esplorare quartieri periferici, parchi, fiumi e aree meno turistiche.
“La bici diventa così parte integrante dell’esperienza urbana, consentendo al visitatore di scoprire il patrimonio culturale e naturale che spesso resta fuori dai circuiti turistici tradizionali. Il risultato è un turismo più lento, più accessibile e più sostenibile, che valorizza sia le grandi città sia i centri medi.
In Italia, le città metropolitane e i comuni con più di 100.000 abitanti sono obbligate, in base all’articolo 6 della legge 11 gennaio 2018, ad adottare un Biciplan come piano di settore dei PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile).. L’obiettivo è riorganizzare lo spazio per rendere la bici un mezzo di trasporto competitivo e sicuro, definendo reti di itinerari, programmando interventi di moderazione del traffico come le “zone 30”, creando parcheggi protetti (ciclostazioni) e promuovendo incentivi per il Bike to Work e il Bike to School.
“Secondo The Economist, la bicicletta, soprattutto elettrica, sta trasformando le città più delle auto elettriche. A Londra, nella City, circolano ormai più bici che auto, e a Parigi le biciclette hanno superato le automobili su scala cittadina. Il 9° Rapporto nazionale sulla sharing mobility segnala una crescita del 20% dei noleggi nel 2025. Uno studio di EY stima che il bike sharing generi benefici concreti per 40 milioni di euro di risparmi sanitari e 30 milioni di euro di aumento di produttività in 150 città europee. Di pari passo con le infrastrutture, crescono i servizi dedicati, dai parcheggi sicuri alle piattaforme digitali.