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Sagra della Giarèda, il nuovo format tradisce la tradizione
di Marco Eboli
Il nuovo format deciso dalla Giunta comunale della Festa della Madonna della Ghiara, ha stupito molti cittadini, nonostante il programma ufficiale fosse chiaro, ossia la separazione, mai avvenuta prima però, tra le attività commerciali e ludiche, dal 4 al 6 settembre e quella culturale e religiosa dal 7 all’8 settembre, quando si celebra il miracolo della Madonna che guarì il giovane Marchino.
La mia vuole essere una riflessione, non una polemica strumentale. Pertanto penso che il nuovo format abbia tradito la tradizione, ma pure il sentimento laico della Festa della Ghiara.
Dopo il miracolo, il popolo di Reggio Emilia aderì ad una sottoscrizione popolare grazie alla quale fu edificata la nostra bellissima Basilica. Il nostro Arcivescovo Morandi ricorda sempre questo fatto per sottolineare il diffuso spirito religioso che animava i nostri antenati. Ebbene però, da quell’impulso popolare nacque una gestione laica della Basilica. Infatti, i componenti della Fabbriceria laica della Ghiara, sono eletti dal Consiglio comunale, nella quale siedono anche i Servi di Maria che la curano e custodiscono.
Da ciò, a mio parere deriva la considerazione che, celebrare domani la Madonna della Ghiara, senza il contorno laico delle bancarelle, della festa diffusa in città è appunto un venire meno alla tradizione e alle origini della Festa stessa. Parlare di sfregio è forse esagerato, ma sicuramente uno sgarbo che i reggiani e forse anche i commercianti, non hanno gradito.
Invito il Sindaco Massari e la sua Giunta ad archiviare, l’anno prossimo, questa sperimentazione, come l’ha definita l’assessore Stefania Bondavalli e tornare alla tradizione.
(presidente Associazione culturale Balder)