L’Anpi e tuoni fra la via Emilia e West
L’Anpi e… tuoni si addensano fra la via Emilia e West. E non solo l’Anpi, ma pure il Codacons, l’Istituto Cervi, le comunità ebraiche e financo – come in un intrigo internazionale degno del miglior Hitchcock – il primo ministro della Gran Bretagna, il sindaco di Marsiglia e il ministro dell’Interno della Francia, la ministra della Cultura della Polonia, il commissario tedesco dell’antisemitismo e il presidente della squadra di calcio svizzera del Basilea che da ultimo (forse) ha sbarrato le porte del St. Jakob-Park a Kanye Omari West detto Ye, discusso e discutibile rapper statunitense. Tutti insieme politicamente nel sostenere che no, quel concerto non s’ha da fare. Ma che a Reggio Emilia – unica tappa europea insieme a Spagna, Portogallo e Turchia tra le tante annunciate e poi annullate o rinviate – ad oggi invece si farà. Sarà il 18 luglio alla Rcf Arena, all’indomani di un’altra star come…
‘W Reggio democratica, W l’Italia libera’, soffia il vento della Liberazione
Lacrime di gioia segnano i volti di chi, in quei giorni di fine aprile 1945, vede finalmente le schiene dei tedeschi e dei fascisti fuggire da Reggio.I reggiani leggono il proclama diffuso dal Comitato provinciale di liberazione nazionale: «Popolo reggiano, i gloriosi Eserciti Alleati liberatori avanzano sulla via Emilia e già si trovano alle porte della città… I Gap e le Sap attaccano i tedeschi in fuga e li fanno prigionieri a centinaia, liberando un paese dopo l’altro. I partigiani avanzano combattendo sulla città, da Scandiano, Quattro Castella e Cavriago, già liberata… W i Volontari della Libertà! W gli Eserciti alleati Liberatori! W Reggio Democratica! W l’Italia libera e indipendente!». Ma ancora il 22 aprile soldati tedeschi affiggono manifesti incitanti i «cittadini all’ordine e alla disciplina…». Dietro di essi, però, sappisti e cittadini strappano i fogli nemici «sotto gli occhi … degli attacchini germanici, alquanto depressi, a dire il vero,…
“Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo”
Francesco Guccini, nato a Modena nel giugno del 1940, poi bolognese d’adozione, è un personaggio eclettico, poeta della canzone italiana, amato da più generazioni, oggi scrittore di gialli di successo, ambientati nel luogo in cui ha scelto di vivere, Pàavana, Appennino pistoiese, al confine il territorio di Bologna, paese dei nonni paterni, dove trascorse l’infanzia. Reggio Emilia, dal 18 aprile al 18 ottobre 2026, allo Spazio Gerra, ospita la mostra a lui dedicata: “Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo”, un progetto espositivo dedicato a uno dei più importanti protagonisti della canzone d’autore italiana. Il progetto, che prende il titolo dal verso “Canterò soltanto il tempo” del brano “Il tema” (1970), riassume uno dei nuclei della poetica di Francesco Guccini: il rapporto tra parola, memoria e lo scorrere del tempo.
Fotografia 2026: ‘Fantasmi del quotidiano’
Fotografia Europea si prepara a celebrare la sua ventunesima edizione, in programma dal 30 aprile al 14 giugno 2026, con un lungo viaggio nei territori del visibile e dell’invisibile.Il tema scelto per questa edizione —“Fantasmi del quotidiano”— invita artisti e pubblico a esplorare ciò che permane oltre l’apparenza, ciò che insiste nella memoria e continua a generare nuove visioni. Promosso da Fondazione Palazzo Magnani e Comune di Reggio Emilia, il festival aprirà con quattro giorni inaugurali di eventi, mostre e incontri dal 30 aprile al 3 maggio 2026, per poi continuare ad animare la città con esposizioni diffuse fino al 14 giugno.
Seminario con vista: infilata di campanili
Suggestiva foto scattata dal tetto del Seminario di Reggio Emilia che mostra un curioso gioco di prospettiva, probabilmente del tutto casuale, in cui un’infilata di campanili e torri civiche giocano a nascondino, sovrapponendosi l’una all’altra.





Belle Époque. Splendida villa Gallinari, ma com’è triste il suo destino
Questa bellissima e prestigiosa villa in viale Montegrappa, una tra le più eleganti nel suo genere, era stata costruita negli anni trenta del Novecento, in piena epoca fascista, in uno stile che ricorda la Belle Époque.La dimora aristocratica sorge al civico 26 del viale alberato che cinge il centro storico. Fanno parte del complesso la casa del custode, la grande villa, e un giardino che oggi appare incolto e selvatico. A costruirla era stato un imprenditore facoltoso, Alfredo Gallinari, che assieme al fratello conduceva l’azienda vitivinicola “Fratelli Gallinari”. Alla morte di Alfredo Gallinari, avvenuta nel 1952, a 64 anni, la villa è ereditata dai figli Arnoldo, Paola e Alberto che la donarono a un ente religioso, che a sua volta la vendette all’industriale delle ceramiche Zannoni e ora di proprietà dei figli.