In viaggio con l’anarchica Virgilia
Il romanzo storico Virgilia (PaperHill ed.), dell’avvocato Massimo Carugno colma un vuoto storico e sana una ingiustizia morale, che da troppo tempo avevano relegato la figura di Virgilia D’Andrea al cerchio dei compagni di fede politica e di qualche amatore di storie apparentemente minori.In realtà la figura di questa donna si è eretta, nei primi trent’anni del Novecento, come un faro di libertà e di umanità in una Europa ormai avviata verso la notte delle dittature.L’anarchica “umanitaria” D’Andrea ha provato sulla sua pelle la sofferenza dell’orfanotrofio dopo la morte prematura e in parte misteriosa del padre e l’amore disinteressato e assoluto per il suo compagno e guida Armando Borghi, uno dei più stimati e prestigiosi protagonisti del movimento libertario italiano. L’autore segue la protagonista del romanzo in tutti i suoi numerosissimi spostamenti in Europa e negli USA, raccontandone lo spirito di sacrificio, il desiderio di liberare l’umanità dallo stato d’asservimento…
Hellwatt Festival addio, ma restano (per ora) Travis Scott, Ye & C.
L’amore appena nato è già finito. Così come l’Hellwatt Festival, la cinque giorni spalmata in tre weekend di luglio e scandita tra pre e after party, set night e grandi eventi che dovrebbe arroventare l’estate reggiana e, soprattutto, lanciare definitivamente dopo un avvio tra poche luci e molte ombre l’ambizioso progetto della Rcf Arena, già Campovolo. Appena nato, anche l’Hellwatt Festival è già finito. Ma gli estimatori del discusso e discutibile Kanye West detto Ye, di Travis Scott e compagnia cantando (tra gli altri Wiz Khalifa, Swedish House Mafia, Martin Garrix, Afrojack, Clean Bandit e il reggiano Benny Benassi) possono stare – per ora – tranquilli. L’Hellwatt Festival ha solo cambiato nome e da oggi, sul sito uficiale, viene presentato come Rassegna estiva dell’Rcf Arena. Un nome invero un po’ vintage se non démodé, che ricorda i film sotto le stelle sui duri seggiolini agli ex Stalloni. E che potrebbe…
La costruzione della Reggio moderna. Il Grattacielo, simbolo a metà
La recente mostra “La costruzione della città moderna. Gli archivi degli architetti del Novecento a Reggio Emilia” ha affrontato il panorama dello sviluppo della città, letto attraverso lo studio e l’analisi degli archivi dei più importanti architetti che hanno operato nel secolo scorso. Si tratta di Guido Tirelli, Prospero Sorgato, Pietro Cavicchioni, Enea Manfredini, Carlo Lucci, la Cooperativa Architetti e Ingegneri, Antonio Pastorini e Eugenio Salvarani.In questa sede affrontiamo brevemente uno dei periodi cruciali di questa importante storia, l’immediato dopoguerra e gli anni Cinquanta, quando sono avvenuti importanti interventi di carattere architettonico che hanno in parte cambiato il volto della città.La stagione della Ricostruzione a Reggio Emilia si inaugura con l’esposizione la “Mostra della Ricostruzione”, con l’allestimento di Franco Albini, con l’obiettivo di mostrare i progetti di interesse pubblico più urgenti da realizzare, relativi alle criticità abitative, sociali e sanitarie della città. Tra questi il progetto del Nuovo Ospedale Santa…
Dopo 55 giorni di prigionia, il 9 maggio di 48 anni fa, la tragica fine di Moro
Sono trascorsi 55 giorni dall’agguato di via Fani, quando il presidente della DC Aldo Moro è stato rapito dalle Brigate Rosse e la sua scorta è stata massacrata. Sotto i colpi delle BR guidate da Mario Moretti e Prospero Gallinari, muoiono gli agenti Domenico Ricci, Oreste Leonardi, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi. Il 9 maggio 1978 una telefonata delle BR comunica che il cadavere dello statista democristiano si trova nel bagagliaio di una Renault 4 rossa, parcheggiata in via Caetani, al centro di Roma, tra le sedi della DC e quella del PCI. La tragica conclusione del rapimento avviene dopo diversi depistaggi, estenuanti trattative e feroci polemiche fra quelli che sostengono la linea della fermezza per non legittimare le BR (DC, PCI, PRI, PLI, ecc.) e quelli (PSI, Radicali e alcuni esponenti della DC) disposti a ricercare autonomamente, quindi senza una trattativa con le BR, una soluzione umanitaria…
Dare una mano alla Quercia di Scandiano
Sono continue le cure alla Grande Quercia di Scandiano (Rondinara), la maestosa Roverella (Quercus pubescens) secolare, con un’età stimata tra i 250 e i 300 anni. Nell’ambito dei piani e progetti condivisi dal Comune di Scandiano, la Regione Emilia-Romagna e il ministero della Transizione ecologico, proprio quest’anno, il 2026, potrebbe rappresentare lo spartiacque tra la manutenzione straordinaria e quella ordinaria del prezioso albero protetto e ammirato da tanti reggiani.
A spasso per il Ducato Estense: Reggia di Rivalta
La Reggia di Villa Rivalta fu costruita agli inizi del Settecento come residenza dei duchi d’Este di Ferrara che la vollero come abitazione estiva ricalcando il modello ideale di Versailles. Il complesso era fatto originariamente a ferro di cavallo, quindi oggi si può ammirare solo un braccio dell’intero palazzo.Acquisita nel 2004 dal Comune di Reggio Emilia, è stata oggetto di diversi interventi di recupero e valorizzazione, fino alla completa restituzione alla città del Palazzo ducale e del Parco, grazie al finanziamento del ministero della Cultura nell’ambito dell’intervento “Ducato Estense”.
Le riviste della contestazione (1966 -1976)
Scorrere i titoli delle testate rivoluzionarie esposte nella mostra “Le riviste della contestazione, 1966-1976” (10-19 aprile scorso), organizzata allo SpazioQuarantanove, in via Roma 49 a Reggio Emilia, dall’avvocato Federico Bertani e curata da Gianandrea Ferrari, ci fa tuffare in un’Italia che oggi non esiste più. Un’Italia di contestazioni operaie e studentesche, in cerca di un futuro migliore che da una parte ha riformato sia legislativamente sia socialmente un Paese ancora conservatore, mentre dall’altro ha aperto una stagione sanguinosa, contrassegnata dallo stragismo nero e poi dal terrorismo rosso. Un pezzo di storia repubblicana.
Serge Reggiani, un figlio del Popol Giost che a Parigi si trasformò in una star
Il 2 maggio 1922 nacque nel popolare quartiere di Santa Croce (del Popol Giost) a Reggio Emilia l’attore e cantante Sergio, poi Serge, Reggiani. Per sfuggire alle persecuzioni fasciste, la famiglia fu costretta a emigrare nel 1930 in Francia. Il padre Ferruccio era infatti un parrucchiere socialista che non temeva di manifestare apertamente le sue idee antifasciste. A Parigi Ferruccio continuò a svolgere lo stesso lavoro, mantenendosi in contatto con gli ambienti antifascisti. Fin da ragazzo Serge manifestò grandi doti interpretative e un profondo amore per il teatro e il cinema. Già nel 1937 si iscrisse al conservatorio delle arti drammatiche per debuttare, seppur in ruoli secondari, nel cinema nel 1942. Terminata la seconda guerra mondiale, che lo vide fuggire da Parigi e nascondersi in diverse località della Francia per non essere arrestato dagli occupanti tedeschi ed essere rimpatriato, ottenne nel 1948 la cittadinanza francese. Amico di Yves Montand e…
Fotografia Europea. I “Fantasmi del quotidiano” si aggirano per la città
Fotografia Europea celebra la sua ventunesima edizione, in programma dal 30 aprile al 14 giugno 2026, con un lungo viaggio nei territori del visibile e dell’invisibile.Il tema scelto per questa edizione —“Fantasmi del quotidiano”— invita artisti e pubblico a esplorare ciò che permane oltre l’apparenza, ciò che insiste nella memoria e continua a generare nuove visioni.Promosso da Fondazione Palazzo Magnani e Comune di Reggio Emilia, il festival apre questa sera giovedì 30 aprile con quattro giorni inaugurali di eventi, mostre e incontri fino al 3 maggio, per poi continuare ad animare la città con esposizioni diffuse fino al 14 giugno.









Molti “Fantasmi” e poche anime per la prima di Fotografia Europea
Un venticello poco gradevole ci ha sospinti nella serata dell’inaugurazione di “Fantasmi quotidiani”, 21esima edizione di Fotografia europea 2026, organizzata dal Comune di Reggio Emilia, in alcuni luoghi espositivi: dai Chiostri di San Pietro a via Roma, Circuito off, e a piazza Prampolini che, alle 21.30, ha ospitato il DJ set live di Fedde Le Grand, dove in effetti c’era più gente ma non il pienone. L’orario del nostro pellegrinaggio non era certo cool, ma i fantasmi, oltre che esposti, ci è parso di intravederli per le vie del centro storico cittadino, riflessi nelle vetrine dei negozi chiusi. In piazza del Pôpol Giôst la musica, il gruppo afro Hakuna Matata. Il DJ set live di Fedde Le Grand a sud della via Emilia, Hakuna Matata in quella nord. Una fotografia della città.