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Lavoro. Sesena: l’80% dei contratti è a termine. E su Realco, futuro incerto
di Glauco Bertani
Il decreto Primo Maggio, approvato dal governo, contiene a parte alcune proroghe, bonus occupazionali e anche tre questioni importanti: la nuova indennità di vacanza contrattuale, il richiamo al “salario giusto” e la stretta sui rider. Sulle difficoltà che affliggono oggi il mondo del lavoro in generale, ma anche quello reggiano, abbiamo posto alcune domande al segretario della Cgil di Reggio Emilia, Cristian Sesena.
Sesena, il segretario nazionale della Cgil Maurizio Landini afferma che i “960 milioni stanziati dal governo vanno alle imprese. I lavoratori non prendono un euro”, perché?
“E’ un provvedimento dal chiaro sapore propagandistico, non a caso, ancora una volta varato in occasione del 1 maggio a favore di social e telecamere.
Gli stanziamenti sono tutti destinati all’incentivazione di assunzioni da parte delle imprese, senza un serio monitoraggio, ex post, se queste assunzioni avranno un esito stabile. In un momento in cui i salari, non solo non crescono, ma rischiano di crollare per l’inflazione e il costo della vita in aumento, le lavoratrici e i lavoratori avrebbero bisogno di altri, migliori e maggiori sostegni. Anche l’introduzione di una nuova forma di indennità di vacanza contrattuale, per la risibilità degli importi che verranno garantiti, non sarà risolutiva dei ritardi nei rinnovi del ccnl (contratti collettivi nazionali di lavoro.
Non ci si può ricordare dei lavoratori solo il 1 maggio e tutto il resto dell’anno ignorarli e tartassarli”.
A Reggio com’è composto il mercato del lavoro? Quali sono i problemi che incontra il sindacato?
“Reggio ha un importante resilienza occupazionale, ma anche qua le dinamiche sono chiare e purtroppo non positive. L’80% dei nuovi rapporti di lavoro sono a termine, nel giro di un biennio quelli che approdano al tempo indeterminato superano di poco il 32%. Assistiamo a una flessione della manifattura in favore di una terziarizzazione dell’economia e dell’occupazione che si traduce, nei fatti, in più rapporti di lavoro precario (a termine, a chiamata, in somministrazione) e meno stabilità nel medio periodo.
Per il sindacato la sfida si chiama rappresentanza: come riuscire a garantire adeguata tutela collettiva a tutti quei lavoratori che rischiano l’invisibilità, o sono difficilmente classificabili nelle canoniche definizioni di operaio e impiegato”.
A prosposito di occupazione e posti di lavoro a rischio, qual è oggi la situazione del gruppo Realco?
“Per il gruppo Realco siamo ancora in un limbo angoscioso in cui non è dato sapere se arriverà una proposta di acquisto vincolante di qualche gruppo della grande distribuzione che eviti la scomparsa di questa storica catena del territorio. Unico dato positivo all’oggi la copertura con ammortizzatori sociali di tutta la platea occupazionale coinvolta. E’ necessario che la Regione, la Provincia, i Comuni continuino a lavorare per provare ad agevolare l’arrivo di un acquirente serio capace di rilevare il brand e garantire gli attuali livelli occupazionali”.