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Br. Cascina Spiotta: chiesti 21 anni per Azzolini, ergastolo Curcio e Moretti
Ergastolo per l’ex ideologo delle Brigate Rosse Renato Curcio, allora marito del capo brigatista Mara Cagol, che nella sparatoria della Cascina Spiotta perse la vita, e il capo della colonna romana, Mario Moretti, 21 anni per il reggiano di Casina, Lauro Azzolini, accusato di essere il terzo uomo sul posto.
Sono le condanne chieste dalla pubblica accusa in Corte d’assise ad Alessandria ai tre ex brigatisti processati per i fatti della Cascina Spiotta avvenuti il 5 giugno 1975.
Il pm Emilio Gatti ha spiegato di non poter proporre attenuanti per Renato Curcio e Mario Moretti, ma ha fatto presente ai giudici che “la pena si può adattare alla persona: esistono diversi strumenti come per esempio la ‘continuazione'” che però “non posso essere io a chiedere”.
Per Lauro Azzolini, che nel corso del processo ha ammesso la propria presenza alla Cascina Spiotta durante lo scontro a fuoco in cui perse la vita il carabiniere Giovanni D’Alfonso, la procura ha proposto le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti. Una soluzione che per Curcio e Moretti, secondo il pm Gatti, non è praticabile: da Curcio, nel corso dell’interrogatorio reso durante le indagini preliminari, sono arrivate “menzogne” contraddette peraltro in uno dei libri scritti da lui stesso. Mentre Mario Moretti, non ha mai reso dichiarazioni.
Nei giorni scorsi il ritrovamento di mazzi di fiori e biglietti di dedica alla brigatista Mara Cagol alla Cascina Spiotta (località Arzello nel Monferrato, tristemente nota per il conflitto a fuoco del 1975 in cui morirono lei e il carabiniere Giovanni D’Alfonso), ha riaperto accese polemiche e denunce da parte dei familiari del carabinieri ucciso.