Nel pomeriggio del 7 agosto, un agente della Polizia penitenziaria, in servizio da pochi mesi nel carcere di Reggio Emilia, è stato aggredito nel reparto Antares da un detenuto di 42 anni, esperto di Mma (Mixed martial arts o arti marziali miste) sottoposto al regime del 14-bis e in custodia cautelare per omicidio. L’agente, trasportato in ospedale, ha riportato traumi ed escoriazioni al volto con una prognosi di tre giorni.
L’aggressione sarebbe avvenuta durante il percorso fra la cella del detenuto e la doccia. Da quanto ha ricostruito la Fns Cisl Emilia-Romagna, la violenza scatenata dal detenuto sarebbe partita dalla semplice richiesta da parte dell’agente di rispettare le regole del regime detentivo.
“L’intervento casuale di un altro detenuto e di un secondo agente – scrive la Cisl – ha evitato il peggio. Il giovane poliziotto ha avuto istanti preziosi per fuggire giù per le scale mentre l’aggressore tentava di raggiungerlo, superando anche uno sbarramento. I colleghi accorsi hanno fatto scudo e bloccato il detenuto soltanto all’ultimo cancello. Una volta al riparo, l’agente, sotto shock, è svenuto”.
Il reparto Antares, secondo la Cisl “è un reparto fuori controllo”, perché in meno di due mesi sono avvenuti diversi episodi violenti in cui sono rimasti coinvolti degli agenti. “Il 16 giugno tre poliziotti furono presi a pugni e minacciati con un punteruolo. Il 31 luglio un ispettore fu ferito all’addome con una lama rudimentale di 12 centimetri, altri due agenti coinvolti nel fatto. Il 2 agosto altre due aggressioni ad altrettanti agenti. Ora il pestaggio del giovane poliziotto”.
“Oggi abbiamo un professionista che ha rischiato di morire – denuncia Ivano Maltoni, responsabile della Fns Cisl Emilia-Romagna – sopravvissuto per caso. Questa è la quinta aggressione nel reparto Antares: chiediamo al Prefetto di Reggio Emilia e al Provveditorato il trasferimento immediato del detenuto e la messa in sicurezza del reparto”.
Maltoni afferma poi che come Cisl “chiediamo non solo strutture e modalità detentive davvero adeguate ai soggetti ad alta pericolosità e la chiusura temporanea del reparto Antares per l’adeguamento strutturale e la messa in sicurezza, realizzando un reparto che possa limitare il contatto diretto con i detenuti più pericolosi; chiediamo anche un piano immediato per il trattamento dei detenuti sottoposti al 14-bis, soprattutto in presenza di condotte aggressive reiterate, e l’istituzione di un Osservatorio speciale su Antares, incaricato di verificare regole, organizzazione e sicurezza”.
