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Cisl: “Prezzi energia alle stelle, i Comuni sono alla canna del gas”
I prezzi del mercato del gas e dell’energia elettrica sono schizzati alle stelle. “Il gas all’ingrosso era a 33,73 euro al megawattora il 25 settembre 2025 – scrive la Cisl Emilia Centrale – nei giorni scorsi ha raggiunto 79,26 euro: +135%. Il prezzo medio dell’elettricità è passato da 106,19 a 204,19 euro al megawattora: +92%. Il primo a lanciare l’allarme è stato il sindaco di Rubiera, Emanuele Cavallaro. Confermando le stime Cisl, ha quantificato per il 2027 un potenziale extracosto per luce e gas di 300.000 euro, equivalente a un punto di addizionale Irpef. Spostandoci a Montecchio, i dati del Comune raccontano la stessa difficoltà: la spesa impegnata per le utenze è passata da 411.304 euro nel 2020 di 1.016.190 euro nel 2023. Dopo due anni di calo, gli impegni registrati finora nel 2026 sono pari a 719.860 euro: già il 75% in più rispetto al livello pre-crisi. E questo nonostante gli investimenti comunali in impianti fotovoltaici e illuminazione pubblica a led, che hanno attenuato l’urto dei prezzi. Anche qui l’incognita del prossimo inverno preoccupa”.
“La Provincia di Reggio – prosegue il sindacato – deve riscaldare 210.635 metri quadrati di scuole, oltre ad altri circa 38.000 mq di immobili. Nel 2024 ha impostato l’appalto per la gestione del calore prevedendo, in modo oculato, una franchigia del 5% sulla variazione del prezzo del combustibile: oltre quella soglia scatta la revisione sull’eccedenza, mentre il combustibile pesa per l’80% del corrispettivo. Forti impennate del gas picchierebbero anche sul bilancio provinciale. Ovunque gli amministratori sono preoccupati e hanno la solita beffa da mandar giù: acquistano energia con le tasse pagate dai cittadini e sulle forniture devono pagare allo Stato la tassa dell’Iva. Un tema antico, sul quale nessuno si illude che arrivino sconti”.
I base a questi numeri, Rosamaria Papaleo, segretaria della Cisl Emilia Centrale, lancia “un appello a tutti i parlamentari eletti a Reggio: in modo bipartisan pongano con urgenza la necessità di una clausola energetica che protegga i bilanci dei Comuni dalla mazzata di luce e gas. L’energia non ha colore politico e nemmeno scuole, palestre, uffici pubblici o biblioteche. Dobbiamo tenere accese le nostre comunità, perché le previsioni di spesa sono impressionanti e lasciare soli i territori significa presentare il conto ai cittadini, già stremati da inflazione e caro bollette”.
Per capire l’ordine di grandezza del problema è sufficiente scorre– afferma il sindacato – “una rielaborazione dei dati da parte del Sistema informativo sulle operazioni degli Enti pubblici (Siope) registrato nel 2022, per Comuni, Provincia e Unioni reggiane: pagamenti di cassa per oltre 30 milioni di euro tra elettricità, gas e illuminazione pubblica, ridottisi a 29,2 milioni nel 2024.
Prima che sia emergenza la Cisl chiede di intervenire: “Un Comune può cercare di assorbire gli extracosti con l’avanzo libero di amministrazione, colpendo però un pozzo che è strategico per le manutenzioni attese dai cittadini. E poi l’avanzo non è un bancomat: una parte è vincolata, una accantonata e non equivale necessariamente a liquidità disponibile. Per i Comuni con tensioni di liquidità il problema è ancora più serio. Men che meno è realistico impiegare il Fondo crediti di dubbia esigibilità, che protegge i bilanci dalle entrate che rischiano di non essere riscosse”.
“Ecco perché – conclude Papaleo – chiediamo ai parlamentari del territorio di lavorare per una clausola energetica che venga in soccorso a Comuni, Unioni e Provincia. La scelta più rapida sarebbe un fondo nazionale di ristoro, da far scattare sui bilanci locali gravati da extracosti documentati al superamento di una determinata soglia di prezzo. Non possiamo aspettare che qualche Comune sia costretto a scegliere tra pagare le bollette e garantire i servizi”