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L’Assemblea Bosco Ospizio: “Gli alberi falciati dalle ruspe, ma la protesta continua”
Pubblichiamo qui sotto di seguito il comunicato dell’Assemblea di Bosco Ospizio. Questa mattina sono iniziati i lavori di riqualificazione dell’area verde di proprietà di Conad. Le ruspe sono entrate nel bosco scortate dalle forze di polizia che hanno allontanato dalla zona da bonificare i manifestanti che presidiano l’area da circa 2 mesi.
Scrive l’Assemblea di bosco Ospizio: “Questa mattina all’alba ci siamo svegliati con la via Emilia militarizzata. Almeno tre camionette con forze dell’ordine in assetto anti-sommossa a bloccare l’accesso su via Primo Maggio e sul vialetto pedonale sul lato del Centro Busetti; dispiegamento di polizia di stato, digos, carabinieri e polizia municipale a difesa di un soggetto privato e della distruzione di un bosco.
Nonostante alcuni di noi siano entrati fin da subito nell’area, in maniera pacifica e con il solo scopo di ottenere la sospensione dei lavori per la salvaguardia di verde e animali, quello che abbiamo visto è stato: lavori di abbattimento alberi che vanno avanti contro ogni attenzione alle persone presenti nell’area; lavoratori senza dispositivi di sicurezza di base, né elmetti né occhiali protettivi.
Nel pomeriggio siamo andati a sollecitare l’amministrazione comunale alle porte dei loro uffici: solo il capo di gabinetto ci ha ricevuti, dopo un tempo di attesa come se non esistesse un’urgenza. Ci viene detto che la responsabilità di quello che sarebbe potuto succedere è delle singole persone, rei di mettere in atto azioni non pacifiche. Al tempo stesso, veniamo a sapere che la stessa amministrazione si barrica dietro voci di persone facinorose da fuori città venute apposta per causare degli scontri.
Respingiamo con forza questa narrazione. Le azioni non pacifiche sono quelle di chi continua a lavorare con mezzi pesanti in presenza di persone, e di chi non fa nulla per impedire queste attività pericolose. Questa narrazione è frutto di una escalation voluta solo ed esclusivamente dalla controparte (la proprietà dell’area) e necessaria a giustificare un dispiegamento di forze e soldi pubblici senza precedenti per Reggio Emilia.
La nostra mobilitazione è e resta nonviolenta. L’azione di Conad si posiziona invece all’estremo opposto: una prova di forza, protetta da amministrazione e forze dell’ordine, in nome della speculazione e del profitto.
Ma le persone oltre le cose restano in presidio: rilanciamo con una mobilitazione che metta al centro il benessere, la cura, l’ambiente, il quartiere, un modo nuovo di vivere e costruire la città che viviamo.
Bosco Ospizio continua a esistere, al di là degli alberi abbattuti, del sottobosco sfalciato, degli animali non portati in salvo.
Bosco Ospizio resiste a oltranza”.