«Siamo 350». È l’urlo che si è levato alle 20:21 di ieri sera, 1° ottobre, in piazza Prampolini dal nutrito gruppo di partecipanti all’assemblea pubblica di Bosco Ospizio, convocata davanti al municipio al termine di una giornata difficile.
In mattinata alcuni attivisti erano entrati nel cantiere e saliti su una ruspa per fermarne l’attività, dopo un sit-in che aveva chiuso la via Emilia per un paio d’ore. Diciassette persone sono state portate in questura e quattro ne sono uscite con un foglio di via con divieto di accesso in città per tre anni.
Tra le tante lacrime per l’abbattimento di alcune piante e la rimozione del sottobosco nell’area interessata, anche l’invito a non abbassare la guardia e ad aumentare la presenza degli ambientalisti in tutti i progetti della provincia che, secondo l’Assemblea, non tengono abbastanza conto del patrimonio verde e sono pronti a sacrificarlo per una riconversione speculativa. «Saremo in tutte le piazze, in tutti i progetti, nelle scuole», è la promessa. Sempre rivendicando il profilo pacifico della protesta e l’intento dichiarato di prendere per sfinimento i promotori delle iniziative contestate. La piazza ha poi espresso malcontento per la scelta di Conad Centro Nord di proseguire i lavori per il nuovo supermercato, e per il mancato ascolto delle proprie ragioni da parte del Comune. In un clima molto partecipato, ai numerosi interventi sono seguite le comunicazioni sulle prossime mosse: Alessia Busani, portavoce dell’Assemblea di Bosco Ospizio, ha confermato che l’Assemblea ha chiesto di poter proseguire il presidio per un’altra settimana, ma il via libera non è ancora arrivato.
Nei discorsi dell’auditorio è entrata anche la politica cittadina: il degrado del centro storico, l’abbandono del quartiere stazione. Tra le persone con cui abbiamo parlato, alcuni anziani hanno ricordato gli anni del sindaco Ugo Benassi e descritto una giunta che oggi appare loro arroccata nel palazzo. A loro giudizio è dalla stagione di Antonella Spaggiari in poi che, con l’esternalizzazione di molti servizi, ha preso forma una politica in cui non si riconoscono più.
Presente anche Coalizione Civica, con Dario De Lucia e Fabrizio Aguzzoli, che hanno ribadito la contrarietà a questo progetto, definendolo anacronistico, come già ieri aveva fatto l’ambientalista ed ex assessore in Comune e Provincia dei Verdi Luciano Gobbi parlando di “progetto sbagliato nel posto sbagliato”.
La protesta non accenna a placarsi. Il racconto nel video sotto.
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