Al termine dell’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Emilia e condotta dai carabinieri forestali in collaborazione, con il Nucleo investigativo di polizia ambientale, è stato scoperto un sistema di gestione, trasporto e smaltimento illecito di rifiuti speciali pericolosi nella prima periferia Suda di Reggio Emilia. Dieci persone sono state indagate e anche una società.
Le aree interessate e i veicoli impiegati nei trasporti illeciti di rifiuti sono stati sequestrati, mentre il personale dell’Arpae ha effettuato i campionamenti sul materiale per accertare la presenza di sostanze pericolose o fibre di amianto.
L’attività investigativa, con servizi di osservazione, riscontri documentali e rilievi sul campo, ha consentito di accertare la realizzazione di una vera e propria discarica abusiva non autorizzata in piena funzione. Nelle aree interessate sono stati sistematicamente sversati rifiuti speciali privi di tracciabilità, prevalentemente costituiti da materiale da demolizione edile, imballaggi, legno, plastica e rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, tutti provenienti da imprese edili del territorio.



Le persone indagate non solo regolavano e controllavano l’accesso al sito abusivo, ma provvedevano anche alla movimentazione, frantumazione e compattamento dei rifiuti, anche con mezzi agricoli e veicoli commerciali, per fare spazio a successivi carichi.
